COSENZA Un'ancora di epoca romana è stata recuperata nel Tirreno cosentino a Praia a Mare. Sono stati i sub del diving center «Dino sub» a portarla in superficie. «Abbiamo avuto la fortuna di fare questo ritrovamento, il ceppo di un'ancora romana scoperto probabilmente durante una mareggiata. Poi scavando siamo riusciti a scoprirla tutta e tirarla su», ha commentato il sub Giorgio Chiappetta. «La nostra gioia -ha proseguito- è farne dono al Parco, io credo molto nel Parco e se lo facciamo partire in due anni lo faremo diventare un grande acquario». Raggiante anche il presidente del Parco marino Riviera dei Cedti, Ciriaco Astorino. «Il parco marino -ha sostenuto- si arricchisce di un oggetto di straordinaria bellezza. Da qui penso sia l'inizio di una ricerca sempre più approfondita nei fondali del parco marino perchè secondo me, e anche secondo gli esperti, questo è un tesoro nascosto nei fondali e vogliamo aiutare a recuperarlo». L'ancora potrebbe appartenere, secondo gli esperti, a una nave, probabilmente commerciale, di epoca romana. Nell'antichità, infatti, l'isola di Dino forniva un riparo naturale e uno scalo importante alle navi in navigazione nel mar Tirreno. Il reperto è ora in custodia dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Scalea.
CALABRIA - Sub recuperano un'ancora nel mare dell'isola di Dino
COSENZA Un'ancora di epoca romana è stata recuperata nel Tirreno cosentino a Praia a Mare. Sono stati i sub del diving center Dino sub a portarla in superficie. Abbiamo avuto la fortuna di fare questo ritrovamento, il ceppo di un'ancora romana scoperto probabilmente durante una mareggiata. Poi scavando siamo riusciti a scoprirla tutta e tirarla su, ha commentato il sub Giorgio Chiappetta. La nostra gioia -ha proseguito- è farne dono al Parco, io credo molto nel Parco e se lo facciamo partire in due anni lo faremo diventare un grande acquario. Raggiante anche il presidente del Parco marino Riviera dei Cedti, Ciriaco Astorino. Il parco marino -ha sostenuto- si arricchisce di un oggetto di straordinaria bellezza. Da qui penso sia l'inizio di una ricerca sempre più approfondita nei fondali del parco marino perchè secondo me, e anche secondo gli esperti, questo è un tesoro nascosto nei fondali e vogliamo aiutare a recuperarlo. L'ancora potrebbe appartenere, secondo gli esperti, a una nave, probabilmente commerciale, di epoca romana. Nell'antichità, infatti, l'isola di Dino forniva un riparo naturale e uno scalo importante alle navi in navigazione nel mar Tirreno. Il reperto è ora in custodia dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Scalea.
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