È vincolata dal Ministero dei Beni culturali ma è in degrado. C'erano i fondi per restaurarla e restituirla alla città, ma l'Amministrazione comunale ha deciso di utilizzarli per altre iniziative. Un'abbazia del Millecento, realizzata dai monaci basiliani, rischierà di scomparire a causa del degrado. È la Badia e Abbazia Sant'Angelo, a Ceglie, che versa in stato di totale degrado. Negli ultimi due anni si è cercata una soluzione per restaurarla. E una soluzione è stata trovata, poi vanificata dall'Amministrazione comunale. La struttura è di proprietà dell'Opera Pia, ente che versa in condizioni economiche critiche, è stato commissariato dalla Regione. La Giunta Di Cagno Abbrescia, due anni fa, ottenne un finanziamento di un milione e seicentomila euro attraverso i Por regionali. Si intendeva recuperare il bene. Il progetto era pronto, era stato consegnato all'Opera Pia, ma la Giunta Emiliano ha preferito utilizzare quei fondi per altro. Lo dice l'assessore ai Lavori Pubblici, Simonetta Lorusso, che afferma: «Doveva essere fatto tutto dall'Opera Pia, ma poiché questa versa in condizioni economiche difficili, si era pensato di affidarla all'Asl 4 ma la destinazione individuata era differente, così abbiamo deciso di non farne più niente». Sulla nuova destinazione dei fondi l'assessore Lorusso ammette: «Abbiamo effettuato una rimodulazione complessiva perché c'erano vari progetti della precedente amministrazione che non potevano essere realizzati». Stava per essere perfezionata la convenzione che prevedeva anche l'intervento dell'Asl 4 ma proprio l'8 febbraio il Comune, in una lettera inviata all'Opera Pia, alla Regione, alla Soprintendenza ha fatto marcia indietro sottolineando che l'Opera Pia non era in grado di offrire garanzie per la gestione finanziaria dell'Abbazia. Non solo: il Comune ha deciso di non attuare l'intervento con la partecipazione dell'Asl 4 poiché questa avrebbe proposto un utilizzo dell'immobile non conforme alle finalità della linea di intervento di riferimento. Per questo il progetto è stato stralciato dal programma della Misura 5.1. E così il recupero e la riqualificazione dell'ex abbazia sant'Angelo non si faranno. Dichiarazione che contrasta con il contenuto della convenzione firmata che prevedeva la gestione della struttura da parte dell'Asl 4 che doveva provvedere a svolgere iniziative culturali e «attività socio-amministrative, sanitarie, ambientali». Il soprintendente Marcello Benedettelli ha espresso al Comune il proprio rammarico per l'occasione perduta, soprattutto alla luce dell'attenzione espressa dalla pubblica opinione sull'Abbazia. Il movimento civico Pro Civitate, con il presidente Antonio Uggenti e il reggente di Ceglie, Francesco Cuccovillo, hanno inviato documenti e sollecitato gli enti a non abbandonare l'Abbazia. L'onorevole Giuseppe Gallo ( An) ha presentato al ministro per i Beni e le attività culturali un'interrogazione con la quale sollecita a occuparsi della vicenda per salvare questa testimonianza del XII secolo. Il commissario dell'Opera Pia, Mario De Bellis, cerca di salvare la testimonianza storica e afferma: «C'è una delibera regionale di due mesi fa finalizzata a finanziare il ripristino di opere destinate al culto e ho presentato una richiesta per il restauro per un importo di due milioni di euro. Vedremo». È l'ultima spiaggia.
Ceglie. Abbazia medievale in degrado
La Badia e Abbazia Sant'Angelo a Ceglie versa in stato di totale degrado. La struttura è di proprietà dell'Opera Pia, ente che versa in condizioni economiche critiche. La Giunta Di Cagno Abbrescia aveva ottenuto un finanziamento di un milione e seicentomila euro attraverso i Por regionali per recuperare il bene. Tuttavia, l'Amministrazione comunale ha deciso di utilizzare quei fondi per altre iniziative. Il progetto di restauro è stato stralciato dal programma della Misura 5.1. Il soprintendente Marcello Benedettelli ha espresso il proprio rammarico per l'occasione perduta.
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