Ora che la scoperta è stata fatta, l'onore e l'onere del futuro del sito archeologico è nelle mani dell'amministrazione comunale. Ma la posizione dell'assessorato ai Lavori pubblici è ferma e convinta: «Stiamo annegando - afferma l'assessore Alessio Saltarelli -. In questo momento è impensabile un intervento di questo tipo». Viste le cattive acque in cui navigano le casse di Palafrizzoni, un eventuale intervento di valorizzazione del sito archeologico, al momento e nel prossimo futuro, è escluso. «Capita spesso soprattutto in Città Alta di ritrovare resti e testimonianze antiche - spiega Saltarelli -, ma non sempre si può intervenire. Adesso sappiamo che ci sono questi resti, ma non è il momento per un progetto di valorizzazione. Nelle condizioni in cui siamo è meglio pensare alla manutenzione di quello che vediamo, non di quello che sta sotto terra». I primi a segnalare alle autorità di competenza il ritrovamento, sono stati i tecnici di A2A, società che, tra le varie attività, svolge i lavori di posa delle tubature per il Comune. «Quando i nostri tecnici hanno capito che si trattava di qualche importante testimonianza - spiegano dalla società A2A - hanno subito chiamato la Soprintendenza ai Beni Culturali. Se durante dei lavori troviamo dei reperti dobbiamo seguire una certa procedura e questo è stato fatto. Non si scherza con un patrimonio che resta alla città per sempre». Da qui tutte le verifiche del caso, i rilievi, le mappature e gli scavi, finanziati da A2A. I reperti sono stati poi coperti: «In alcuni casi si decide di rendere i resti fruibili, in altri, come per via Solata, no, perché compromettono il futuro della fruizione della città. I resti sono stati protetti con teli e sabbie, seguendo tutte le indicazioni, e il manto stradale è stato ripristinato». La scoperta dei resti è stata del tutto casuale. Se il Comune di Bergamo non avesse deciso di inserire in un secondo tempo i lavori di sostituzione delle vecchie tubature, con buona probabilità, il sito archeologico non sarebbe mai stato scoperto. «C'è un particolare interessante - affermano dagli uffici di A2A -. Inizialmente dovevano essere fatti solo dei lavori di rifacimento della pavimentazione della via. Poi il Comune ha pensato bene di chiedere alla nostra società di sostituire alcune tubature del gas, visto che i tubi erano vecchi e per non rifare in futuro un doppio lavoro. Questa coincidenza è stata una fortuna, perché andando a sostituire i tubi abbiamo dovuto scavare più a fondo. Questo ci ha permesso di fare un ritrovamento che con il solo intervento di ripavimentazione non sarebbe mai stato fatto, perché non sarebbe stato necessario andare così in profondità».
Bergamo, ritrovamenti. Senza soldi non si può pensare all'archeologia
L'amministrazione comunale di Bergamo si trova a gestire la scoperta di resti archeologici nel sito di Palafrizzoni. L'assessorato ai Lavori pubblici ritiene che non sia il momento per un intervento di valorizzazione del sito, data la cattiva condizione delle acque e la necessità di priorizzare la manutenzione delle strutture esistenti. I resti sono stati segnalati dai tecnici di A2A, che hanno chiamato la Soprintendenza ai Beni Culturali. I reperti sono stati coperti e protetti, mentre il manto stradale è stato ripristinato. La scoperta è stata casuale, avvenuta durante lavori di sostituzione delle tubature del gas.
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