Gli Ordini di Ingegneri e Architetti scrivono al governatore: avvicendamenti continui, e ora un arretramento operativo Territorio "offeso" dalle soprintendenze. Prima il Comune di Trieste, poi singoli professionisti, adesso addirittura la Federazione regionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori e quella degli Ingegneri protestano con la Soprintendenza ai beni architettonici. Con una lettera chiedono al presidente della Regione, Renzo Tondo, di intervenire con il «ministero competente affinché il territorio regionale trovi il doveroso rispetto con la selezione e la nomina di interlocutori attenti, partecipi e sensibili alle problematiche che questo territorio richiede». Non si può dire che sia passato inosservato il passaggio di consegne che ha insediato in palazzo Economo, a gestire pratiche edilizie, urbanistiche e paesaggistiche, l'architetto Maria Giulia Picchione, proveniente dal Lazio, che per prima cosa ha rivendicato un severo rispetto del Codice dei beni culturali, ha fatto intendere che la sua interpretazione sarà severa se non restrittiva, e ha imposto un orario di ricevimento il mercoledì dalle 10 alle 12.30, affermando che nel resto del tempo i professionisti interni devono esaminare pratiche senza essere disturbati dal perpetuo via-vai come in un ufficio postale, pena ritardi dei vari procedimenti. Ma da Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone gli Ordini di architetti e ingegneri riuniti non ci stanno e «ritengono improcrastinabile segnalare la marcata criticità della situazione amministrativa che ormai da parecchi anni affligge la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, ormai aggravata dal ripetuto avvicendamento dei soprintendenti incaricati». Come si ricorderà, l'architetto precedente, Luca Rinaldi, a circa due anni dall'insediamento ha vinto la causa che aveva intentato al Tar per riottenere una sede migliore dal punto di vista economico ed è andato a Torino. Il cambio, come scrivono Massimo Rocco (segretario regionale della Federazione degli Ordini degli architetti e presi - dente di quello di Gorizia) e Umberto Natalucci (presidente regionale degli Ordini degli ingegneri e dell'Ordine di Pordenone) ha peggiorato le cose: «L'avvicendamento di recente operato ha comportato in particolare l'arretramento del quadro operativo, caratterizzato da palese stagnazione di tutte le attività connesse al ruolo del soprintendente» spiegano a Tondo. E aggiungono: «La corretta applicazione di quanto prescritto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio presuppone, a nostro avviso, un profondo radicamento nel territorio e una continuità nell'esercizio dell'attività amministrativa che purtroppo non trova riscontro nella prassi della soprintendenza». E ancora: «L'avvicendamento che ha caratterizzato gli ultimi anni non sembra possa costituire la risposta adeguata alle sollecitazioni di un territorio indiscutibilmente generoso sotto il profilo architettonico e paesistico». Infine, data anche la crisi economica, «indispensabile che la soprintendenza definisca in modo trasparente e condiviso gli indirizzi di conservazione, valorizzazione e tutela del patrimonio, e le sue strategie di intervento». A Tondo si chiede che esiga «azioni concrete, risposte adeguate e tempestive, eliminando per quanto possibile gli imbarazzanti tempi di attesa». Scopo al quale i professionisti si dichiarano disposti «in veste istituzionale, a fornire un contributo a tutela dell'interesse della collettività».