Ci risiamo. I nostri amministratori, approfittando del terremoto, si agitano più dei terremotati, facendo un gran polverone per mettere in sicurezza i nostri palazzi antichi egli spazi cittadini. Hanno cominciato con la Torre della Gabbia. Dopo il sopralluogo dei nostri tecnici, il responsabile delle opere pubbliche ing. Mastromarino ha dichiarato, candidamente (a colpo d'occhio) che per mettere in sicurezza la Torre ci vogliono centomila euro. State certi che per anni questo programma non verrà realizzato. Quella struttura per il suo stato d'abbandono che dura da molti decenni e per la sua vulnerabilità dovuta alle infiltrazioni di acqua, di neve e per il guano dei piccioni, potrebbe avere dei grossi problemi. Questo lo si sapeva anche prima del terremoto! Ma nessuno ha provveduto, rinviando il tutto, come è ormai prassi dei nostri amministratori. Parliamo ora del Palazzo del Podestà. Siccome l' amministrazione comunale ha fatto tempo fa la frittata di indire una gara ed assegnare ad una ditta i lavori di ristrutturazione del Palazzo senza avere a disposizione un "solo euro" e oltre tutto dicendo con leggerezza che, una volta ristrutturato il Palazzo, non saprebbe cosa farne. Ora, approfittando del terremoto per salvarsi della loro superficialità nell'avere preso certe decisioni (contro il parere dei responsabili del settore finanziario, leggi Malacarne e Irpo), con il piglio autoritario, dicono avanti tutta, metteremo in sicurezza il Palazzo (e sono in bolletta). La verità che quel Palazzo non corre nessun pericolo e rischio crolli e che l'iter di questa operazione piuttosto lungo nel tempo. Si dato l'incarico per il progetto di fattibilità all'architetto milanese Italo Rota. Poi ci vorrà il nulla osta della sovrintendenza. E della operazione definitiva la ditta che ha vinto la gara (gara di 15 milioni di euro, non noccioline), avrà due anni e mezzo di tempo per eseguire i lavori, avete capito l'urgenza? Purtroppo sapete cosa succederà? Impacchetteranno il Palazzo e quella impacchettatura resterà come un pugno nell'occhio per anni. Vi ricordate quanto è stato impacchettato il Bibiena per lavori di tinteggiatura: setteotto anni. I soliti protagonisti che dichiarano, andremo a Roma a battere i pugni sul tavolo di Monti per avere i soldi, non vale neanche la pena ascoltarli. Sappiano questi tromboni sfiatati che tutte le volte che sono andati a Roma sono sempre tornati con le pive nel sacco. Sapete perché? Perché non arrivano mai ai piani alti dei Ministeri, dove ci sono i funzionari che contano, ma si fermano ai piani bassi e al massimo parlano con i capi uscieri. E che sovvenzione volete avere da dei "capi uscieri"? Ditemelo voi! State tranquilli, quel palazzo non crolla, è lì da seicento anni e costruito come una fortezza. Altra osservazione come cittadino. Invece di avere messo in sicurezza quelle pensiline sopra i negozi del Palazzo del Podestà, sarebbe stato molto più facile e meno costoso il demolirle, perché quelle pensiline non esistevano quando fu costruito il Palazzo ma una aggiunta fatta nel tempo. Di certo in tutta questa demenziale e costosa operazione il risultato è che si aprirà un contenzioso con la ditta che ha vinto la gara dei lavori (c'è già aria di burrasca). Sono convinto che questa giunta, tutto il consiglio, tutti i tecnici e i dirigenti siano essi da mettere in sicurezza.
Mantova. Palazzo del Podestà non crolla, tranquilli
La città è stata colpita dal terremoto e gli amministratori stanno cercando di mettere in sicurezza i palazzi antichi. Il responsabile delle opere pubbliche ha dichiarato che per la Torre della Gabbia ci vogliono centomila euro, ma si sa che la struttura è stata abbandonata per anni e ha problemi di infiltrazioni. Il Palazzo del Podestà è stato oggetto di una gara per la ristrutturazione, ma l'amministrazione comunale ha detto di non sapere cosa farne una volta completata la lavorazione. Il progetto di fattibilità è stato assegnato all'architetto Italo Rota, ma la sovrintendenza dovrà ancora dare il nulla osta.
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