Uno dei maggiori esponenti della politica e dell'amministrazione capitolina negli anni '70 E' stato uno dei protagonisti politici nella Capitale negli anni '70. Assessore alla Cultura nelle prime Giunte di Centrosinistra, quando il Partito Comunista riuscì a ribaltare lo strapotere della Democrazia Cristiana che era riuscita a governare, ininterrottamente, la città eterna dalla fine del fascismo, fino al 1976, quando la sinistra riuscì a conquistare l'amministrazione di Roma. Nicolini cambiò il modo di intendere la cultura e soprattutto la partecipazione nella Capitale. Era il periodo drammatico degli anni di piombo, degli agguati dei terroristi, di destra e sinistra, dei Nar e delle Brigate Rosse, degli omicidi eccellenti, delle stragi e, malgrado tutto questo, da Assessore alla Cultura di una Giunta di svolta, riuscì a trasformare la città. L'estate romana, che oggi è una tradizione impossibile da cancellare, ed è per questo che Roma gli riconosce in queste ore i giusti meriti. Tra i primi a rendere omaggio alla figura di Nicolini, il Sindaco, Gianni Alemanno: "Rendo omaggio a Renato Nicolini, una delle persone più creative della recente storia politica e culturale di Roma. Al di là delle visioni politiche, Nicolini è stato per tutti un maestro di come si porta la cultura in mezzo alla gente e di come la cultura può alimentare l'anima e l'identità di una città. Le sue creazioni culturali, e in particolare l'Estate Romana, hanno cambiato la storia della politica culturale non solo di Roma ma di tutte le città italiane". Omaggio a Nicolini anche dalla Governatrice del Lazio, Renata Polverini: "Ai familiari di Renato Nicolini desidero esprimere il cordoglio mio personale e della Regione Lazio". Con la sua felice intuizione dell'Estate Romana, avvicinando i cittadini alla cultura unita al divertimento aggiunge la presidente Polverini -, Nicolini è stato protagonista e artefice di una rivoluzione nel mondo culturale della nostra città che perdura ancora oggi". Omaggio anche dal Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti: "La morte di Renato Nicolini ci rattrista e ci addolora. Con Nicolini scompare uno dei principali artefici della politica culturale romana e italiana. Un intellettuale ricco di idee e di progetti innovativi che ha sempre favorito e sostenuto un'idea di cultura popolare vicina alla gente, rivoluzionando la nostra città con quell'idea straordinaria che è stata ed è tuttora l'Estate Romana. Ai suoi familiari vanno tutta la vicinanza e la solidarietà della Provincia di Roma". Emozione anche nel Centrodestra con la partecipazione al lutto di Francesco Giro, ex Sottosegretario alla Cultura: "Con Renato Nicolini scompare una persona seria. Semplicemente. Lo avrei voluto segnalare dopo l'estate al ministro Ornaghi come nuovo presidente della fondazione Maxxi. Avevo apprezzato in questi anni la sua sensibilità per il Maxxi e sarebbe stato una guida eccellente per quello che dovrà diventare, ma stenta ancora ad esserlo, un polo internazionale della creatività artistica contemporanea ". Poi le attestazioni di partecipazione al lutto del Capogruppo del Pd di Roma Capitale, Umberto Marroni: "Scompare uno degli artefici della rivoluzione culturale di Roma, ideatore di quell'estate romana che ancora oggi caratterizza la vita estiva della capitale d'Italia. Con la scomparsa Renato Nicolini ci lascia un protagonista della storia politica ed amministrativa della nostra città. A nome mio e del gruppo assembleare del PD le più sentite condoglianze ai familiari". Da registrare infine la presa di posizione di uno come Umberto Croppi che nel recente passato aveva ricoperto il suo stesso incarico, ovvero quello di Assessore alla Cultura del Comune di Roma: "È un momento di grande tristezza: la perdita di Renato Nicolini è la perdita non solo di una personalità che ha dato un contributo di fondamentale importanza alla trasformazione del nostro paese ma anche di quella di un protagonista ancora attivo e brillante nella scena italiana e cittadina. Renato Nicolini ha praticamente inventato la figura dell'assessore alla cultura, introducendo nella pubblica amministrazione italiana l'idea che la promozione e la produzione della cultura rappresentano uno dei principali doveri pubblici. La sua esperienza si impose come modello cui tutti, nel tempo, hanno finito per adeguarsi, fino a rimodellare il ruolo degli enti locali in questo settore. La sua azione, per giunta, si collocò sul crinale del decennio più difficile della politica italiana e le sue colte incursioni, l'uso dell'intrattenimento come fattore di ricostruzione di convivenza civile, costituirono un tassello determinante nella fine degli anni della tensione e della violenza politica. La libertà di pensiero, la curiosità, la capacità di approfondimento e un profondo senso di responsabilità nei confronti degli altri, sono le grandi doti che lo hanno sempre caratterizzato". Vincenzo Vita: "E' una tragedia per la cultura italiana" "La scomparsa di Renato Nicolini è una tragedia perla cultura italiana. Assessore alla cultura indimenticato, parlamentare, docente, intellettuale, militante, artista. L'attività portata avanti in tutti questi anni da Nicolini ha rappresentato una vera e propria svolta cambiando nettamente il modello stesso di concepire gli assessorati alla cultura. Da quando fu immaginata quella magica cosa che fu l"estate romana" niente è rimasto come prima. Non solo. Interventi, saggi, proposte innovative fino all'ultimo hanno caratterizzato una figura davvero straordinaria. E' capitato ascoltarlo nelle scorse settimane a un'assemblea del Teatro Valle a Roma. Un po' affaticato ma sempre geniale indicava una strada per governare la cultura come un bene comune. E' stato un caposcuola e così lo rimpiangeremo". Lucio D'Ubaldo: "Uomo di confronto non viziato dall'ideologia" Renato Nicolini ha saputo inventare, stimolare e coinvolgere, dando spazio a un confronto non viziato dall'ideologia. Nel 1981 poteva essere lui il sindaco di Roma se nella sinistra non fosse prevalsa l'anima continuista e burocratica. Forse la sua creatività avrebbe anticipato il dialogo tra i riformisti. Non a caso, fino all'ultimo, ha incrociato la simpatia e la stima di larga parte della pubblica opinione". Luciano Ciocchetti: "Roma perde uno dei suoi protagonisti" "Con la scomparsa di Nicolini Roma perde uno dei sui protagonisti. Oltre l'appartenenza politica diversa - per chi ha potuto vivere quelle estati romane - sa che non sono state una semplice idea, ma che Renato Nicolini fu promotore di una visione che risollevò Roma da momenti cupi e la face entrare in una vera dimensione europea" Miccoli: "Scompare protagonista rivoluzione culturale a Roma" "Una grande tristezza per la scomparsa di Renato Nicolini. Con lui scompare il protagonista di una rivoluzione culturale che ha cambiato in meglio Roma. questo suo modo geniale e popolare di far condividere la cultura alla Città segnerà per sempre un modo di amministrare e rimarrà un modello ed un punto di riferimento per qualsiasi amministratore. ll PD Roma si stringe intorno alla famiglia nel ricordo del suo impego e della sua umanità". Irnici: "Scompare personaggio colto ed aperto al dialogo" "Con Renato Nicolini scompare un personaggio della politica aperto al dialogo, colto e creativo. tutti lo ricorderanno per l'Estate romana che in anni cupi ridiede vita ad una città tormentata dalla violenza e dal terrorismo". Mollicone: "Ha dato voce ad un universo sommerso" Cordoglio per la scomparsa di Renato Nicolini. Persona cara e grande personalità politica e culturale. Ha saputo dare voce e possibilità espressiva ad un universo culturale prima sommerso. Roma perde uno dei suoi alleati più preziosi e fedeli. Chiediamo al sindaco Alemanno il lutto cittadino per ricordare una persona che ha amato Roma con passione e visione illuminata".