Ammorbidite le regole per le verifiche di agibilità dei capannoni - A breve le gare per le case prowisorie . I circa 8 miliardi di euro in favore degli interventi nelle zone dell'Emilia, Lombardia e Veneto colpite dal sisma del 20 e 29 maggio sono praticamente realtà. È infatti passato in Senato il 31 luglio (ed è ora in esame alla Camera) l'emendamento al Dl sulla spending review che prevede 6 mld, in aggiunta ai 2,5 stanziati dal Dl n. 74 del 6 giugno, approvato definitivamente dal Senato e convertito in legge il primo agosto. Aggiungendo il terzo tassello normativo, ovvero l'articolo 10 del D183 (decreto Sviluppo), che regolamenta la realizzazione dei Map (moduli abitativi temporanei) il puzzle delle misure normative per gli interventi post-sisma è completo. Confermati i poteri commissariali ai presidenti delle Regioni, con il compito di coordinare la ricostruzione e la responsabilità di stabilire sulla base dei danni «priorità, modalità e percentuali entro le quali possono essere concessi contributi» (articolo 1). A loro passa anche la gestione dell'emergenza, come stabilito dall'ordinanza della Protezione civile n. 15 firmata il 1 agosto. Le risorse sono quelle del Fondo per la ricostruzione (istituito all'articolo 2): 2,5 miliardi di euro (500 mln dall'aumento dell'accisa sulla benzina e un miliardo per ciascuno degli anni 2013 e 2014 mediante riduzione lineare delle voci di spesa statale). A questi si aggiungono 700 mln di provenienza varia (soprattutto dal fondo di solidarietà Ue) e i 6 mld previsti nel Dl Spending review. GLI EMENDAMENTI- È passato l'emendamento proposto dal inondo imprenditoriale per accelerare e rendere più "morbide" le procedure per le verifiche e adeguamento sismico dei capannoni industriali: dove l'accelerazione sismica del terreno è stata superiore al 70 (mappe Ingv), se l'edificio non ha riportato danni è come collaudato e non necessita di verifica. Per accelerazioni inferiori al 70 bisognerà invece fare la verifica sempre, e ove necessario si procederà all'adeguamento al 60 entro periodi temporali diversi a seconda del livello di sicurezza riscontrato (articolo 3, comma 10). Prevista la possibilità che i Comuni concedano in sede di ricostruzione dei capannoni industriali un incremento massimo del 20 della superficie utile (articolo 3). Per gli interventi su edifici pubblici e beni artistici e culturali, è autorizzata per il Mibac una spesa di 5 mln di euro per il 2012 (articolo 4-bis). In materia di controlli antimafia è prevista l'istituzione, presso le prefetture, di elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa cui si rivolgono gli esecutori dei lavori di ricostruzione. Le prefetture effettuano i controlli antimafia sui contratti pubblici e successivi subappalti e subcontratti, nonché sugli interventi privati (articolo 5-bis). Prevista, infine, una serie di semplificazioni burocratiche per le procedure autorizzative sia per interventi di riparazione che di delocalizzazione (articoli 3 e 19). GLI ALTRI 6 MILIARDI - Approvato in Senato l'emendamento proposto dal presidente dell'Emilia Romagna Vasco Errani: si tratta di un prestito di 6 mld dalla Cassa depositi e prestiti allo Stato, che porta a oltre 8 miliardi di euro i fondi destinati alla ricostruzione. I 6 mld si aggiungono, infatti, ai 2,5 stanziati dal Dl 742012 e ai 700 mln di risorse di altra provenienza (84 mln Inail, circa 330 mln da fondo solidarietà Ue, circa 160 mln da riduzione contributi pubblici ai partiti politici, 117 mln raccolti da Piani di sviluppo rurale delle Regioni). In realtà, le prime due rate del prestito (ciascuna 450 milioni di euro, tetto di spesa annuo stabilito dall'emendamento) verrebbero coperte attingendo ai 2,5 mld già stanziati con il Dl 74. Si arriva così a un totale di fondi disponibili di oltre 8 mld di euro. i Il meccanismo di accesso ai fondi sarà operativo dal 2013, ma Errani ha spiegato che si sta studiando con le banche un sistema di anticipazione. Il contributo a fondo perduto così previsto, però, coprirà 1'80 delle spese di riparazionericostruzione. Per il restante 20, spiegano dalla Regione Emilia, oltre a poter usufruire del bonus del 50 sugli interventi di ristrutturazione (Dl Sviluppo), si sta discutendo con gli istituti di credito per garantire prestiti agevolati ai cittadini. IL MECCANISMO CDP - L'accesso al contributo a fondo perduto avverrà con le modalità del finanziamento agevolato 25ennale. «In capo al beneficiario del finanziamento si legge nel testo matura un credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all'importo ottenuto sommando alla quota capitale gli interessi dovuti». In sostanza cittadini e imprenditori danneggiati che devono ricostruire le proprie case o aziende potranno accedere aprendo un conto nelle banche convenzionate. In pratica, il cittadino cede il credito d'imposta alla banca, la quale salderà le fatture dei vari Sal alle imprese di costruzione. Il passo successivo rimanda la definizione delle modalità di fruizione del credito d'imposta a un provvedimento dell'agenzia delle Entrate. Fissata la norma generale, spiegano dall'Abi, sarà questo provvedimento dell'Agenzia a creare le condizioni per rendere accessibile a tutti il credito d'imposta. STIME DANNI E FONDI UE -Il dipartimento della Protezione civile ha già trasmesso a Bruxelles il fascicolo relativo alla richiesta di attivazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per l'emergenza. Complessivamente, ammontano a oltre 13,2 miliardi di euro i danni (cui si aggiungono oltre 700 milioni per le spese di prima emergenza): circa 11,5 miliardi in Emilia Romagna, 980 milioni in Lombardia e 51 milioni in Veneto. CASE PROVVISORIE - A breve partiranno le prime gare per la realizzazione dei "moduli temporanei abitativi", previsti dall'articolo10 del decreto Sviluppo, destinati alle persone la cui abitazione è distrutta o inagibile (classificata "E" o "F'). «La stima di quanti ne serviranno ci spiega l'assessore della Regione Emilia e sub-commissario, Gian Carlo Muzzarelli sarà fatta insieme ai Comuni in poche settimane». «L'idea spiegano dalla Regione è di procedere con lotti contenuti e dimensionati, sia per allargare la platea di chi lavora, sia per contenere i tempi e permettere interventi rapidi, che possano essere terminati in un paio di mesi». Già individuate le aree (il provvedimento di localizzazione costituisce variante ai Prg). Come all'Aquila, l'affidamento degli interventi può essere disposto anche con le modalità della trattativa privata (articolo 57 comma 6 del codice contratti), ma L'intenzione della Regione Emilia è quella di fare comunque gare in tempi stretti (come fece la Protezione civile all'Aquila), «soluzione che garantisce trasparenza delle procedure, pur in tempi rapidi». I DANNI - Ammontano complessivamente a oltre 13,2 miliardi, cui si aggiungono oltre 700 milioni di spese per l'emergenza. Nello specifico, i danni stimati ammontano a circa 11,5 mld in Emilia Romagna, 98o milioni in Lombardia e 51 milioni in Veneto, mentre i costi sostenuti per l'emergenza superano i 67o milioni di euro in Emilia Romagna, 37 milioni in Lombardia e 1,6 milioni in Veneto. POTERI - Spetta da subito ai presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto il compito di coordinare le attività per la ricostruzione e la responsabilità di stabilire, sulla base dei danni, priorità, modalità e percentuali entro le quali possono essere concessi contributi (articolo i DI 74 convertito nella legge n. 3402). I FONDI - A oggi sono disponibili complessivamente circa otto mld di euro. Di questi, 2,5 mld sono stati stanziati dal DI 74 (articolo 2), circa 700 min provengono da varie fonti (84 min Inail, circa 33o min da fondo solidarietà Ue, circa 16o min da riduzione contributi pubblici ai partiti politici, 117 min raccolti da piani di sviluppo rurale regioni), sei mld sono previsti nell'emendamento al DI Spending review. VERIFICHE AGIBILITÀ AL 28 LUGLIO -Verifiche con scheda Aedes: - edifici immediatamente agibili: in Emilia Romagna il 36,2 (su 35.33o); in Lombardia il 19,8; in Veneto il 51,8; - edifici temporaneamente o parzialmente inagibili: in Emilia il 22,5, in Lombardia 34,6, in Veneto 31; - edifici inagibili: in Emilia il 35,7 e il 5,6 inagibile per rischio esterno; in Lombardia il 41,8 e il 3,8 inagibile per rischio esterno; in Veneto il 16,2 e I'1 inagibili per rischio esterno. Terminate le verifiche speditive, circa 63.000, condotte parallelamente dai Vf: 57.000 in Emilia (circa 45.000 con esito immediatamente favorevole, 12.000 non fruibili da verificare con scheda Aedes); 4.928 in Lombardia e 1.220 in Veneto. Map: l'articolo 10 del DI n. 83 (decreto Sviluppo) regolamenta la realizzazione di moduli temporanei abitativi per l'alloggiamento delle persone la cui abitazione è stata distrutta o dichiarata inagibile con esito danni di tipo "E" o "F", per i quali le prime gare partiranno nelle prossime settimane.