IL TAR dice no ai No Tav. Con una sentenza pubblicata venerdì i giudici hanno respinto un ricorso fatto dalla Comunità montana della Val di Susa, 24 persone proprietarie dei terreni all'Avanà e alla Maddalena di Chiomonte, e dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Davide Bono e Fabrizio Biolé. Avevano chiesto al Tar di annullare l'ordinanza della prefettura del 22 giugno 2011, quella che assegna alle forze di polizia le aree vicine al cantiere dello scavo geognostico per la linea Tav Torino-Lione (il piazzale antistante il museo archeologico e l'area dell'azienda vitivinicola), vietando a chiunque le vie, l'accesso e lo stazionamento, fatta eccezione per i proprietari e i lavoratori dell'azienda vitivinicola. I ricorrenti criticavano pure il fatto che l'ordinanza per motivi urgenti è stata poi reiterata più volte, un gesto che non sarebbe stato regolare. Ai magistrati ci è voluto più di un mese (l'ultima udienza è stata il 28 giugno) per prendere una decisione e scrivere la sentenza. Nelle 40 pagine i giudici Lanfranco Balucani, Paola Malanetto e Giovanni Pescatore replicano punto su punto alle articolate critiche dei legali Vincenzo Enrichens e Domenico Fragapane, e infine concludono scrivendo che «il ricorso introduttivo e i successivi ricorsi per motivi aggiunti vanno respinti». (a.giamb.)