A capo della Soprintendenza di Caltanissetta da aprile, l'arch. Salvatore Gueli, come tanti suoi colleghi, deve fare i conti con le casse a vuoto soprattutto per quanto riguarda la ricerca archeologica. Un tasto dolente in un territorio come quello di Gela dove c'è ancora molto da scoprire. Ma il neo soprintendente non molla. Arch. Gueli, si può dire che a Gela l' archeologia sia morta? "Assolutamente no. Anche in tempi di crisi l'archeologia dà i suoi frutti; il nostro compito è quello anche di controllare il territorio e lo facciamo bene. Laddove si apre un nuovo cantiere edile siamo presenti e al minimo segnale interveniamo con dei saggi a carico dei proprietari dei terreni. Di risultati e scoperte ce ne sono stati tanti. Voglio potenziare l'archeologia preeventiva stabilendo rapporti con le Università in modo da poter usufruire dell'opera di studenti e docenti e gravare meno sui privati. Il Comune ha siglato lo scorso anno un'intesa in tal senso con l'Università di Messina che non è diventata operativa. Credo che vada ripresa. Così come ritengo importante organizzare entro fine anno qualche giornata di studi su temi archeologici rilevanti pet il territorio". Che succede quando scavando trovate dei reperti? Bloccate la nuova edificazione? "La Soprintendenza non è l'ente che blocca tutto per il piacere di farlo. Il nostro dovere è di salvaguardare il reperto che viene trovato conciliando questa esigenza con quellodel territorio. Se il progetto di nuova costruzione si concilia con la salvaguardia del reperto e la sua fruizione, noi non vietiamo affatto la costruzione. Con le dovute prescrizioni, il cittadino puà andare avanti. Siamo aperti al dialogo, alla collaborazione, a trovare le soluzioni giuste nel rispetto delle leggi". Con le istituzioni si riesce a dialogare? "Ho sempre cercato il dialogo già da direttore del parco archeologico di Gela, lo coltivo ancor più oggi che guido la Soprintendenza. Lavorare in sinergia è indispensabile soprattutro in questo momento di crisi. Comune, parco archeologico e Soprintendenza insieme, attraverso la collaborazione e dei progetti comuni possono ancora fare molto per il patrimonio di un territorio che se tutelato e reso fruibile diventa una vera ricchezza". Tornando all'archeologia, Gela aspetta la sua prima nave greca. C'è speranza di poterla mostrare al mondo? "Sicuramente si. A fine anno tornerà restaurato dall'Inghilterral'ultimo pezzo. Il progetto su cui lavoriamo con Comune ed Asi è quello di creare un laboratorio della nave nei locli dell'Asi. Non un museo (per quello i fondi ora dovremmo averli ma ci vuole tempo) ma un luogo aperto in cui tutti possono venire a vedere i legni della nave esposti in piano e le opere per costruire il suo modello. Quella del ritorno della nave a Gela è una sfida che accetto volentieri". M. C. G. 05082012
SICILIA - Una Soprintendenza vicina al territorio e ai suoi bisogni
L'arch. Salvatore Gueli, nuovo direttore della Soprintendenza di Caltanissetta, affronta le difficoltà economiche che colpiscono il settore dell'archeologia. A Gela, il territorio è ricco di scoperte archeologiche, ma il neo soprintendente non molla. Gueli sostiene che l'archeologia dà i suoi frutti anche in tempi di crisi e che il suo compito è quello di controllare il territorio e di salvaguardare i reperti. Se i nuovi progetti di costruzione si conciliano con la salvaguardia dei reperti, la Soprintendenza non vieta la costruzione. Gueli cerca di dialogare con le istituzioni e con i privati per trovare soluzioni giuste.
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