L'ex sindaco Massimo Cacciari sul progetto di Pierre Cardin a Marghera: «Mi sembra orribile ma è una buona occasione per bonificare tutta l'area». «Il Fontego? Lo compri Italia Nostra». «Le forze politiche oggi sono stravecchie». Non risparmia nessuno Massimo Cacciaci. Ieri mattina a Villa Settembrini, prima della presentazione del Festival della politica di Mestre, curato dalla Fondazione Pellicani, il filosofo ha espresso la sua opinione sui temi più scottanti delle recenti vicende veneziane. Primo tra tutti il "tormentone" di luglio: il Palais Lumière dello stilista Pierre Cardin. «Da un punto di vista architettonico», ha affermato non riuscendo a trattenere un'espressione di totale disgusto, «mi sembra orribile. È un prodotto di antiquariato, espressione della bulimia degli archistar». Alla domanda «A caval donato?» ha però risposto a denti stretti: «Non si guarda in bocca». Nonostante tutto non dà fastidio a nessuno, è l'occasione di bonificare un'area e quindi un'opportunità di lavoro per il territorio, anche se si tratta di un progetto «che riprende in maniera ossessiva la ripetizione di un modello di città con i grattacieli tipico delle grandi capitali come New York, caratteristico dei primi del Novecento». La torre, con i suoi 250 metri (110 metri in più rispetto ai limiti imposti dall'Enac), ha raggiunto le pagine del quotidiano francese Le Monde che ieri ne parlava in un articolo intitolato «Le Palais Lumière qui embrase la Cité des Doges», ovvero il palazzo che infiamma la città dei Dogi. I francesi riportano le polemiche in corso, domandandosi se la torre rappresenti un omaggio o un affronto alla città. Concludono con la posizione netta dello stilista: «Per Pierre Cardin è prendere o lasciare. O il progetto viene approvato così com'è o lo stilista è già pronto a realizzarlo in Cina». Giorni fa la torre aveva urtato anche i piani alti della classe intellettuale italiana tanto da dedicarci una pagina intera su La Repubblica (31 luglio, pag. 18): Salvatore Settis aveva espresso la sua bocciatura definendola «l'ultimo affronto a Venezia», dopo il Fondago dei Tedeschi e le grandi navi. A protestare contro la vendita del Fondago dei Tedeschi a Benetton era scesa in campo Italia Nostra attraverso il secco no proveniente dalle voci della presidente della sezione veneziana Lidia Fersuoch e di quella nazionale Alessandra Mottola Molfino. In riferimento al Fondago Cacciari risponde seccamente: «Ma queste persone, i grandi intellettuali, hanno mai visto com'era il Fondaco una volta chiuse le Poste? Lo comperi Italia Nostra allora». Non è entusiasta neppure lui della trasformazione in centro commerciale, ma «mica ci si può aspettare che tutti siano mecenati come Pinault o come Prada, che arrivano, restaurano i palazzi e li adibiscono a musei». Insomma, bisogna avere i piedi per terra, ma soprattutto se si alza la voce di fronte ai cosiddetti scempi, una domanda sorge spontanea (e provocatoria): «Come mai tutti quelli che parlano di tutela o di deturpazione hanno sempre taciuto sul Mose? Sono mai andati a dare un'occhiata al Lido o a vedere come sono le bocche di Malamocco?». Infine, un'ultima parola sulla politica nazionale. Gli si domanda se scenderà in campo anche lui, come ha proclamato di recente Silvio Berlusconi. A quanto pare no, e per quanto riguarda il Cavaliere afferma: «Cerca solo di tenere su la baracca». Per Cacciari c'è l'esigenza di un mutamento totale dell'assetto politico e la necessità di pensare a una forma di presidenzialismo. Non cambia molto se le elezioni saranno adesso o a marzo, ma bisogna rendersi conto che siamo di fronte a un centrodestra e sinistra «stravecchio». «C'è bisogno di prendere decisioni rapide e intelligenti e il populismo è il sintomo e la testimonianza di una situazione catastrofica». Corteggiata o detestata. Ogni giorno si fantastica sulla torre che dovrebbe cambiare il destino del Veneto. Il progetto la vorrebbe alta 250,5 metri su un'area di 175 mila mq. 60 piani abitabili. 72 ascensori panoramici. 10 sale cinema. 1 teatro da 7000 posti. 4000 posti auto sotto l'edificio. 440 camere di hotel a 5 stelle di cui 30 super lusso. 284 appartamenti di superficie compresa tra i 50 e i 400 mq. A quanto ammonta l'investimento? 1,5 miliardi previsti da Pierre Cardin.