Colui che dette inizio alla svendita della città si è fatto vivo. Non poteva essere altrimenti, perché, trattandosi di svendite, il Cinico non è riuscito a trattenersi. Dunque, il «Coso Cardin» è orribile, fa schifo, e con questo? Chi se ne frega, chiosa Cacciari, visto che «a caval donato non si guarda in bocca». E stata questa la stella polare che ha sempre accompagnato l'amministratore Massimo Cacciari nei suoi lunghi anni da sindaco: una visione cinica del presente e del futuro di Venezia, della serie tanto peggio tanto meglio. Ed è con cinismo che Cacciari ha guardato a Porto Marghera, mentre ostacolava, in ogni modo, il Passante di Mestre, per esempio. Invece di cercare accordi sia istituzionali che finanziari sul piano locale (veneziano, veneto e nazionale) il Super Cinico, maestro in estetica, ignorando qualunque possibile ipotesi di progetti condivisi, svendette Punta della Dogana al signor Pinault. Intanto passano gli anni e quel luogo che doveva diventare un museo d'arte moderna e contemporanea è rimasto ciò che doveva essere, almeno per Pinault: il deposito delle proprie collezioni, dove esibire opere da poter mettere in vendita da Christie's, casa d'aste di proprietà dello stesso Pinault. Allora, che fine ha fatto, caro Cacciari, il Museo per cui bandisti una «strana» gara? E la stessa fine di Punta della Dogana avrebbe fatto Ca' Giustinian, fortunatamente invece assegnata alla Biennale, ma che qualcuno avrebbe volentieri venduto all'albergatore confinante con lo splendido edificio di proprietà comunale. Del Fontego dei Tedeschi è una fortuna che se ne occupi Benetton, però Benetton non stravolga l'animo e il corpo lasciati in quel luogo dalla storia. Cacciari, in ogni caso, se ne frega se c'è un progetto che va ben oltre il senso di quello storico monumento. Comunque dispiace per davvero assistere al persistente cinismo di un intellettuale che, così dicendo e facendo, interpreta al suo massimo grado la tragedia della cultura, quando le stagioni sono quelle di una implacabile crisi.
VENEZIA - LA TORRE CHE OFFENDE VENEZIA E LA VISIONE (CINICA) DI CACCIARI
Il sindaco Massimo Cacciari è stato criticato per aver venduto Punta della Dogana, un luogo storico e culturale, al signor Pinault. Cacciari ha sempre avuto una visione cinica del presente e del futuro di Venezia, e ha ignorato l'opinione pubblica e le istituzionali per svendere il museo. Altri luoghi storici come il Fontego dei Tedeschi e Ca' Giustinian sono stati assegnati a enti privati, come Benetton, senza rispetto per la loro storia e cultura. Cacciari è stato criticato per il suo persistente cinismo e per aver interpretato la tragedia della cultura in modo negativo. La sua gestione ha portato a una crisi culturale e storica in città.
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