Siracusa. La realtà virtuale aveva permesso di superare con facilità i ristretti confini di Randazzo e di piazzare la merce là dove si presentava la miglior offerta. Era un astuto sistema quello escogitato da un articolista all'Asl di Catania e da un forestale discontinuo. Il «gatto e la volpe» del paese alle pendici dell'Etna avevano trovato il metodo per piazzare, attraverso siti di vendita on line e social network, monete antiche. Non si trattava, tuttavia, di una vendita illegale di reperti archeologici, ma semplicemente di una truffa a tutto tondo, a partire dalla qualifica del venditore. L'articolista, infatti, si spacciava per ingegnere, certificando le monete «antiche» con tanto di timbri di uffici qualificati. Al falso professionista, che ha 49 anni, e al suo abile raggiro, sono arrivati gli agenti del commissariato di Priolo, che già lo scorso 19 luglio avevano sequestrato oltre 250 monete antiche di particolare valore (in quel caso erano autentiche), vendute illegalmente on line. In quella occasione gli investigatori si resero conto che all'appello mancavano alcune monete che invece erano sulla vetrina telematica. Quell'elemento li ha indotti a seguire ancora la pista investigativa, arrivando così allo pseudo-professionista e al suo complice. Una volta individuato il venditore, è scattata la trappola. Un poliziotto si è spacciato per acquirente e ha preso contatto con il falsario, concordando poi un appuntamento per vedere i reperti. Quando, durante l'incontro avvenuto nei paraggi di Priolo, il venditore ha mostrato le monete, il poliziotto si è qualificato nella sua vera veste. Consequenziale la perquisizione a casa dei due (che sono stati denunciati): nelle abitazioni gli agenti hanno trovato oltre ad altre monete e altri reperti, anche pennellini, solventi e materiale vario che li hanno insospettiti, così come i timbri di uffici pubblici (come conservatorie di Stato o sovrintendenze). In quel momento gli investigatori, che fino a quel momento pensavano di aver intercettato un altro filone di vendita illegale di reperti veri, hanno realizzato che potevano trovarsi di fronte a una truffa. Sequestrate le monete e mostrate a esperti della Soprintendenza, il dubbio è stato dissolto: si trattava di contraffazioni pressocché perfette. Lo stesso pseudo-ingegnere ha ammesso di essere il miglior falsario in circolazione. E per avvalorare la propria maestria ha anche precisato che alcune sue «opere» sono esposte in musei. 04082012
SICILIA -Vendevano monete "antiche" che in realtà erano patacche
Gli agenti del commissariato di Priolo hanno catturato un articolista e un forestale che vendevano monete antiche contraffatte attraverso siti di vendita online e social network. L'articolista si era spacciato per ingegnere e aveva certificato le monete con timbri di uffici qualificati. Gli investigatori avevano già sequestrato 250 monete antiche autentiche l'anno scorso, ma avevano notato che alcune erano mancanti. La truffa è stata scoperta quando un poliziotto si è spacciato per acquirente e ha incontrato il venditore, che ha mostrato le monete.
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