FEDERICA Galloni, direttore regionale del Lazio, è il coordinatore dei lavori della commissione congiunta sul decoro. A che punto sono i lavori? «È stata un' operazione ciclopica. Non ancora chiusa ma ormai in dirittura d' arrivo. A fine agosto i tavoli tecnici riprenderanno in modo che entro il mese di settembre si chiudanoi lavori». I lavori sono finalizzati ad una nuova normativa? «I riferimenti normativi già ci sono, come il codice dei Beni culturali e paesaggistici. Serve farli rispettare una volta per tutte. È proprio su questi che stanno lavorando il ministero per i Beni culturali e l' avvocatura del Campidoglio, per mettere in campo un provvedimento congiunto. Certo, se poi non c' è un controllo scrupoloso verrà vanificato tutto il lavoro». Per le aree archeologiche sottoposte a vincolo che dobbiamo aspettarci? «Tutte le aree delle quali ci occupiamo sono vincolate ope legis, la linea che seguiamo è quella di alleggerire e disciplinare l' impatto in termini di commercio ambulante e occupazione di suolo pubblico». L' area archeologica centraleè quella nell' occhio del ciclone. «Si dovrà seguire un piano di riordino che alleggerisca l' impatto della presenza di ambulanti e camion-bar, in funzione anche dei lavori per il restauro del Colosseo e della fermata metro C dei Fori Imperiali. Ho fatto una passeggiata lìe la situazioneè tutta da regolarizzare: i cosiddetti artisti hanno senso se li leghiamo alla tradizione, ma ci sono ambulanti che vendono solo ciarpame senza pudore e che appaiono inqualificabili». Entriamo nel dettaglio degli interventi. «Sono state passate al setaccio tutte le situazioni critiche di commercio ambulante e le occupazioni di suolo pubblico. La linea guida della commissione è di valutare il loro impatto complessivo nei punti di maggiore afflusso turistico, soggetti a fenomeni di suk, per poi regolarizzarli. Dal Colosseo al Pantheon, piazza Navona, Fontana di Trevi, Trinità dei Monti». Si tratta del commercio in tutte le sue forme? «Certo. Camion-bar, bancarelle, attività con postazioni fisse e a rotazione, tavolini e dehors. Tutto deve essere ridisciplinato per eliminare ogni impatto visuale eccessivo. Anche i pittori e le edicole saranno regolamentati nei loro ingombri che non possono più avere espansioni selvagge». Sulla carta sembra una rivoluzione. «Non vogliamo affamare nessuna categoria di professionisti, ma il commercio deve essere reso compatibile col decoro del centro storico di Roma»