Il trittico del Loschi recuperato a San Felice Cinquecento opere d'arte protette a Palazzo Ducale I lavori di restauro dei dipinti feriti inizieranno a settembre a Sassuolo Il soprintendente Casciu: «L'intervento sarà curato da venticinque esperti» Emergenza terremoto, settore opere d'arte lesionate nella Bassa, tutto è pronto per iniziare a curare i "feriti". L'ora x scatterà dai primi di settembre e i lavori saranno portati avanti da almeno 25 persone tra studenti e funzionari. Il ministero per i Beni Culturali già dalle prime ore seguenti il sisma di maggio decise di ricoverare dipinti, statue e oggetti delle chiese lesionate o crollate al Palazzo Ducale di Sassuolo. In questi giorni negli spazi scelti per l'occasione - attenzione: non siamo al piano nobile dove aprirà una piccola succursale della Galleria Estense con una dozzina di capolavori - si stanno predisponendo gli ultimi dettagli per poi iniziare il complesso e delicato lavoro di restauro. Le opere d'arte, un patrimonio identitario importantissimo per i paesi della Bassa saranno analizzate da una ventina di studenti dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell'Istituto centrale del Restauro di Roma insieme a 5-6 funzionari restauratori degli stessi prestigiosi istituti. Insomma i saloni di Palazzo Ducale si trasformano in una mega sala operatoria per opere d'arte alla quale attenderanno alcuni dei più esperti "medici" del settore dei beni culturali. «Stiamo andando a spron battuto - spiega il soprintendente di Modena e Reggio Stefano Casciu, anche direttore della lesionata Galleria Estense di Modena - anche su questo fronte. Sono già arrivate tutte le attrezzature tecniche di cui avranno bisogno i colleghi per potere intervenire su opere d'arte anche molto lesionate. Abbiamo in parte acquistato arredi e in parte utilizzato strutture quasi nuove utilizzate in precedenza in altri luoghi: dobbiamo naturalmente rendere adatto il luogo di interventi per i 20 allievi dei due istituti di restauro del Ministero e per i 5-6 funzionari interni che lavoreranno in questa sede dai primi di settembre. Le opere d'arte presenti temporaneamente a Palazzo Ducale sono circa 500, frutto di oltre 1300 segnalazioni su beni immobili e mobili tutelati lesionati nella Bassa. Tra le opere più note per fortuna recuperate c'è il trittico di Bernardino Loschi di San Felice, i dipinti del museo civico di Mirandola e le statue di Antonio Begarelli di Bomporto. Intanto prosegue senza soste il lavoro delle task force dei beni culturali, composte da vigili del fuoco, architetti, storici dell'arte, che monitorano la grave situazione del patrimonio culturale della Bassa. «Sono stati ovviamente - continua il soprintendente - fatti accurati controlli anche alla Galleria Estense di Modena che si sa è chiusa causa crepe. Il Comune proprietario di Palazzo dei Musei entro fine agosto predisporrà il progetto di intervento alla struttura: la nostra soprintendenza e quella architettonica darà poi l'ok ai lavori che mi augurano siano il più solleciti possibili. Fin dall'inizio di questa terribile situazione stiamo lavorando molto bene con il settore monumenti antichi del Comune, ora mi auguro che il Municipio trovi i fondi. Sarà un bene per tutti. Una volta che ci sarà il cantiere a Palazzo dei musei dovremmo vedere come mettere ulteriormente in sicurezza le opere sulla cui condizione ora sono però tranquillo».