Incontro tra il sindaco e la responsabile dei beni architettonici e paesaggistici per snellire le procedure burocratiche Quasi 4.000 pratiche al mese. Il Comune paga due architetti per dare un aiuto ai funzionari statali Il territorio è cambiato. I vincoli vanno rivisti se invece di benefici creano difficoltà Togliere vincoli paesaggistici e monumentali su zone della città, ormai trasformate dal punto di vista urbanistico rispetto al periodo in cui erano stati posti limiti, come Montorio, Borgo Venezia e Borgo Trento. Sbrigare più velocemente le pratiche e semplificare le procedure. Stendere il Piano paesaggistico del Veneto, per Verona e la zona del Garda. Scoppia la pace fra Comune e Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, che stringono un accordo di collaborazione. Il Comune pagherà due architetti che lavoreranno alla Soprintendenza. Un'iniziativa pilota, in Italia. Non che finora ci sia stata proprio guerra, anzi, confronto e dialogo non sono mancati. Ma in particolare il sindaco Flavio Tosi aveva in più occasioni fatto presente difficoltà, soprattutto nei tempi, dell'Amministrazione pubblica e di privati che sottopongono alla Soprintendenza progetti di nuove costruzioni di edifici o di restauri e ristrutturazioni. PROPRIO pochi giorni fa, in un colloquio con il ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti Corrado Passera, il primo cittadino aveva auspicato una riforma della Soprintendenze e segnalato che oltre metà del territorio veronese è sottoposto a tutela paesaggistico-monumentale: tutto il centro storico e altre aree. L'accordo siglato fra Tosi e la Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Gianna Gaudini, nella sede vicino a San Fermo, punta ad aiutare la Soprintendenza stessa a svolgere il suo lavoro, che qui a Verona non manca. Ogni mese giungono in media sul tavolo della Gaudini circa 4.000 pratiche, metà delle quali relative alla città. E si va dai 25 ai 45 giorni per il via libera, che aumentano di almeno 10 nel caso si debbano presentare ulteriori osservazioni. Così Palazzo Barbieri finanzia l'assunzione di due architetti-paesaggisti. Questi per tre anni, da settembre, come illustra la Gaudini, con il direttore amministrativo della Soprintendenza Rosanna Dorizzi che ha steso l'accordo con l'altro dirigente Luca Leone, avranno il compito di «collaborare nello svolgimento sia delle attività ordinarie sia nel progetto finalizzato a riqualificare, recuperare e valorizzare le aree comunali sottoposte a tutela paesaggistica. In collaborazione con il ministero dei beni culturali e con la Regione dovremo inoltre stendere il piano paesaggistico del Veneto». CI SARÀ QUINDI «la fase di verifica dei vincoli esistenti, ma anche quella per formulare eventuali prescrizioni. Ciò sinora non veniva specificato, costringendo ogni volta i nostri funzionari a muoversi secondo buon senso. In un momento di difficoltà per le scarse risorse a disposizione», precisa la Gaudini, «questa collaborazione Stato-Comune ha un grande significato». H fatto che oltre metà del territorio comunale sia vincolato, sostiene Tosi, «crea disagi a chi presenta progetti e appesantisce il lavoro della Soprintendenza, creando ritardi e lungaggini burocratiche. Come Amministrazione abbiamo dunque stabilito di mettere a disposizione figure professionali che collaborino a realizzare mappature e monitoraggi, per evitare che pesanti vincoli che gravano sulla nostra città ostacolino iniziative economiche e imprenditoriali dei cittadini». Tosi, presente il dirigente dell'area lavori pubblici del Comune Luciano Ortolani, precisa che «uno degli scopi di questa collaborazione è rivedere l'effettiva validità di alcuni vincoli, posti nel dopoguerra, su territori nel frattempo totalmente trasformati».