Una risposta alla critica Barbara Rose che propone di mettere sul mercato le opere «in eccedenza». L'obiezione: i potenziali acquirenti vogliono accaparrarsi dei capolavori. Che però sono troppo preziosi e ovviamente inalienabili. Ho letto con attenzione l'articolo di Barbara Rose sulla «Sfida italiana» («la Lettura» di domenica 29 luglio). Non c'è niente da obbiettare. Invitai la Rose fra i segnalatori, anche internazionali, per il Padiglione Italia dell'ultima Biennale di Venezia. Certo, a Venezia, intendevo guardare le espressioni artistiche indipendentemente dal mercato, un'impresa forse impossibile, da cui la provocazione «L'Arte non è cosa nostra». Invece lo è a tal punto che la rappresentazione della Rose, oltre che desolata, è sconfortante: «gli artisti italiani di oggi sono vittime di un sistema corrotto». Siamo d'accordo. Ma mi chiedo, ad esempio, perché la Rose non abbia ricordato Luigi Serafini, noto anche in America attraverso l'editoria, non le gallerie. E non avrei dimenticato Gino de Dominicis. O Gaetano Pesce che abita a New York. Si dirà: «sono eccentrici». Ma l'arte, lo sa bene la Rose, non è soltanto pittura e scultura. Se poi ci inoltriamo tra gli artisti segreti avrei segnalato Federico Bonaldi, Piero Guccione, Filippo Dobrilla, Andrea Martinelli. Infine, tra gli illustratori (ma veri artisti!) Domenico Gnoli, Tullio Pericoli, Roberto Innocenti. Parlando dell'assenza di artisti italiani nel panorama internazionale, la Rose scrive: «La scusa dell'Italia è che, data l'importanza del patrimonio nazionale, tutti i fondi disponibili devono essere destinati alla sua conservazione. Pensate quanto gioverebbe all'arte italiana contemporanea la decisione di aprire gli immensi depositi in cui è custodito il patrimonio storico in eccedenza, venderne il contenuto e destinare il ricavato alla promozione degli artisti viventi!». Difficile sostenere che non sia giusto destinare i fondi alla conservazione. Lo farebbero per primi gli americani. Ma il luogo comune di vendere il patrimonio storico in «eccedenza» è addirittura imbarazzante. La proposta è ricorrente, ma non solo impraticabile, anche oscena. Ma quale «eccedenza!». Mi spiego , e lo dico da anni: gli acquirenti delle opere d'arte italiane vogliono capolavori. Chiedono Raffaello, Leonardo, Caravaggio, Giotto, preziosi e ovviamente invendibili. Nei depositi stanno i «minori», che hanno, inevitabilmente, «minor» valore e destano «minore» interesse. Come immaginare, e che valore dare, fuori dai luoghi di origine, ad artisti come Matteo da Gualdo, Liberale da Verona, Girolamo da Cremona, Lorenzo da Viterbo, Cola dell'Amatrice, Andrea da Salerno, Girolamo Siciolante da Sermoneta, Giovanni de Mio da Schio. Tutti maestri ragguardevoli ma con valori di mercato relativi e apprezzamento, pur notevole, locale. Nulla, in Italia, è in eccedenza, se non qualche prodotto seriale archeologico, di modestissimo interesse per qualunque collezionista o museo. La strada, dunque, è chiusa ed è inimmaginabile che possa produrre effetti utili per la promozione degli artisti viventi, in larghissima misura comunque meno significativi dei maestri storici lo- cali. Inaccettabile è anche un'altra considerazione della Rose: «In questo contesto desolante, ha operato Nicola Spinosa, che ha passato gli ultimi giorni da soprintendente al polo museale a difendere, con le unghie e con i denti, il prezioso Caravaggio custodito nelle gallerie di Capodimonte». E vero esattamente il contrario. Fu un errore e una prepotenza. Il Caravaggio di cui parla la Rose appartiene alla Chiesa di San Domenico di Napoli, per cui fu dipinto: è «La flagellazione». La chiesa custodiva anche l'«Annunciazione» di Tiziano, pure «rapita» dalla Sovrintendenza, con diversi pretesti di tutela, nonostante che l'ente proprietario sia il F.E.C. (Fondo Edifici di Culto) del ministero degli Interni. Allo stesso modo, a Napoli, nel Pio Monte, è conservata un'altra tela di Caravaggio, «Le opere di Misericordia». Nessuno penserebbe di trasferirla a Capodimonte. Così come Barbara Rose ne converrà sembrerebbe assurdo depositare alla Galleria Borghese i dipinti di Caravaggio di San Luigi dei Francesi, o all'Accademia di Venezia (come già fu fatto) l'«Assunta» di Tiziano ai Frari. Si dirà: ma Napoli è meno sicura. Eppure le sue chiese sono piene di opere d'arte straordinarie. Si tratta di un'ingiustizia. Nessun valore è più degno di essere salvaguardato della pertinenza di un'opera alla sua sede. I musei sono l'extrema ratio, sedi terminali, in assenza di alternative. Cimiteri. Già abbiamo dovuto sacrificare molti capolavori per i musei americani.
Corriere della Sera
3 Agosto 2012
✓ Entità verificate
ITALIA - Ma il patrimonio d'arte italiano non si può vendere
VI
Vittorio Sgarbi
Corriere della Sera
L'autore risponde a un articolo di Barbara Rose, che propone di mettere sul mercato le opere in eccedenza. L'autore obietta che i potenziali acquirenti vogliono capolavori preziosi e inalienabili, come Raffaello, Leonardo e Caravaggio, e che i minori hanno minor valore e destano minore interesse. L'autore sostiene che non esiste nulla in Italia in eccedenza, se non alcuni prodotti seriali archeologici di modestissimo interesse.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
il Giornale · 15 Mar 2003
Un piccolo giapponese blocca i grandi Uffizi
il Giornale · 26 Mar 2003
Biennale: Artisti pochi, politica molta
il Giornale · 28 Apr 2003
I monumenti del pregiudizio
il Giornale · 12 Giu 2003
II Parmigianino torna a casa
il Giornale · 10 Lug 2003
A ciascuno il suo: Isozaki a Firenze, Antonello alla Sicilia
il Giornale · 20 Lug 2003
Agli artisti bambini non serve un museo
il Giornale · 28 Lug 2003
Una buona legge e tanti cattivi architetti
il Giornale · 4 Ago 2003
Firenze va tutelata dai suoi politici
il Giornale · 31 Ago 2003
Quando gli amministratori fanno più danni dei terremoti
il Giornale · 13 Ott 2003
Occhio alla maledizione dell'Obelisco di Axum
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Il Giornale di Vicenza · 4 Ago 2010
VICENZA - Trincee e forti Una candidatura per l'Unesco
la Repubblica · 4 Ago 2010
Dai tesori egizi a Caravaggio il boom dei capolavori in tournée
la Repubblica · 4 Ago 2010
BOLOGNA - Bandi, appalti e tutela artistica linchiesta che può frenare il tram
la Repubblica · 4 Ago 2010
Il parere di Salvatore Settis: "Troppi prestiti solo per il marketing fanno male allarte"
Il Tirreno · 4 Ago 2010
TOSCANA - Villa Assetati comprata da un russo per oltre 10 milioni
L'Arena · 4 Ago 2010
VERONA - Selci blu, ora è confermato: la colpa è stata dei tappetini
Corriere della Sera · 4 Ago 2010
VENEZIA - scelga l'addio alle merci. La questione del porto
Corriere della Sera · 4 Ago 2010
TOSCANA - Decadute le licenze La Regione cancella il Multiplex di Novoli
la Repubblica · 4 Ago 2010
SICILIA - Petrolio, un business da 300 milioni ma alla Sicilia restano 420 mila euro
Corriere della Sera · 4 Ago 2010
BRONZI DI RIACE Ma non facciamone dei feticci. Troppe ipocrisie sui Bronzi di Riace
Libero · 4 Ago 2010
Palazzo Venezia torna al passato. Riapre lo storico balcone del Duce
Giornale della Toscana · 4 Ago 2010
FIRENZE - Palazzo Pitti: l'umidità minaccia 300 arazzi medicei.
Il Mattino · 4 Ago 2010
Degrado Vesuvio percorsi d'arte nell'abbandono
Il Mattino · 4 Ago 2010
Il Vesuvio, il degrado. Percorso d'arte nell'abbandono? Inaccettabile
la Repubblica · 5 Ago 2010
Soprintendenti a piedi bronzi senza museo Per i tagli alla cultura i funzionari non possono più usare lauto
la Repubblica · 5 Ago 2010
SICILIA - La metamorfosi decisionista di Armao dalla gestione dei musei alle onorificenze
La Sicilia · 4 Ago 2010
SICILIA - Ambiente. Il business delle trivellazioni
Il Tirreno · 6 Ago 2010
TOSCANA - VIAREGGIO. Tenuta, mega-acquisto di terreni
Il Tirreno · 6 Ago 2010
TOSCANA - SILLICO. Fotovoltaico, Italia Nostra lancia l'allarme
la Repubblica · 6 Ago 2010
BOLOGNA - Civis, il pm convoca la Cancellieri