Un probabile relitto d'epoca Corinzia nella zona di mare antistante la spiaggia di Marina di Melilli. L'associazione canicattinese Trireme, presieduta da Vincenzo Bongiovanni, ha chiesto alla Capitaneria di porto l'autorizzazione a effettuare immersioni subacquee per eseguire il rilievo dei reperti adagiati sul fondale. In realtà la concessione è già stata rilasciata e scaduta per la fine di luglio (c'è già anche il nullaosta della Soprintendenza del mare), ma l'associazione ha preferito rinviare a causa dell'eccessivo traffico su quel tratto di mare che avrebbe potuto creare difficoltà agli operatori subacquei impegnati nell'attività. «In realtà il relitto sarebbe già stato trovato e ispezionato tra la fine degli anni '50 e gli inizi degli anni '60 - spiega Bongiovanni -, a quell'epoca venne la Marina militare inglese a supporto di Gerhard Kapitan e dal materiale ritrovato pensarono di trovarsi davanti a un relitto corinzio. Adesso, rispetto ad allora, il mare è più pulito e abbiamo pensato di cercarlo, ritrovarlo e fare una nuova ispezione per rivedere il luogo». Il lavoro della Trireme, quindi, è quello di individuare il relitto, censirlo e valutare lo stato in cui si trovano i reperti che facevano parte del carico. «Probabilmente l'imbarcazione è rimasta sotto i sedimenti - prosegue - e solo in futuro vedremo se riusciremo a trovarlo, portarlo alla luce sarà più difficile e non è contemplato in questo momento: potrebbe essere rimasto solo fasciame. Se il relitto risale infatti al VI secolo a. C. il legno sarà marcio, ci vorrebbero un sacco di soldi e non è detto che una volta in secco possa mantenersi integro. In ogni caso, con la Soprintendenza del mare vedremo solo successivamente cosa farne, intanto è importante tracciarne le coordinate». E dunque il via all'attività di archeologia subacquea è previsto tra la fine di questo mese e l'inizio di settembre, quando il traffico sarà meno ingente e il mare più chiaro. Luca Signorelli 03082012