L'intervista L'assessore De Falco: avanti nella riorganizzazione nonostante i tagli del personale e della dirigenza È STATO uno degli assessori più penalizzati dalla riorganizzazione della macchina comunale. Luigi De Falco, assessore all'Urbanistica, lavora da giorni con soli 3 tecnici responsabili, i suoi dirigenti sono stati decimati. Eppure, dopo le polemiche sollevate in una lettera a "Repubblica", difende la riforma di Palazzo San Giacomo. Assessore De Falco, la riforma l'ha colpita in pieno? «È una sfida, per la quale occorre un nuovo impegno. È indispensabile per costruire una struttura che dia certezza alle regole, dove si affermino funzionari motivati. Dove tutti siano necessari ma nessuno indispensabile». Il suo ufficio è noto per la presenza dei "ragazzi del piano", architetti fondamentali per le scelte urbanistiche della città. «I "ragazzi del piano" sono ormai quasi tutti in pensione, il tesoro dell'esperienza arricchirà l'energia dei giovani funzionari». Cosa serve perché gli uffici funzionino al meglio con meno dipendenti? «Servono uffici che dialoghino tra loro, senza gelosie né presunzioni e che lo storico dipartimento di pianificazione accompagni il nascituro sportello unico dell'edilizia privata». Insomma, c'è molto lavoro da fare e l'efficienza non può calare? «Sì. Noi, nonostante tutto, andiamo avanti. La giunta de Magistris, senza soldi né personale, viaggia verso le cento demolizioni nell'anno degli abusi edilizi promossi sul territorio dalla camorra, dalle vessazioni delle burocrazie, dall'ignoranza perdurante di molti, cittadini e tecnici, delle nuove regole. Abbiamo demolito il mitico scheletro dell'Arenella sotto gli occhi di tutti. E la giunta ha restituito la città ai napoletani, estendendo le aree pedonali: zone a "talento liberato" dice il sindaco, dove l'asfalto non ha più ragione di essere». Sullo sforamento delle spese per il personale del Comune ha inciso non poco la situazione delle partecipate. Che ne pensa? «Non parlerò degli 11 mila dipendenti delle partecipate, della provenienza politica di ammini-stratori parcheggiati in cimiteri degli elefanti dopo più gratificanti incarichi nella vita politica della città, né di dirigenti introdotti nella macchina comunale per contingenze politiche remote. Per tutti parlano i numeri, o meglio, la Corte dei conti. Anche se c'è chi usa come non dovrebbe questi dati». In che senso? «C'è chi strumentalizza la riforma organizzativa del dipartimento di pianificazione urbanistica per sostenere che Luigi de Magistris dell'urbanistica non sappia che farsene. Invece nel primato della pianificazione la giunta ci crede. Lo ha detto aderendo al movimento "Salviamo il paesaggio" e lo ha ribadito in Consiglio con una maggioranza forte che ha detto sì allo sviluppo senza assorbire più suolo».