L'ARTICOLO di Salvatore Settis di martedì 31 luglio sull'affronto a Venezia è incontrovertibilmente reale, vero. Ma il problema sta nel fatto che questa città, oramai venduta a pezzi al migliore acquirente dopo aver espulso costantemente i suoi abitanti grazie a una politica bottegaia, si sta trasformando in una copia di se stessa di cattivo gusto, alla moda di Las Vegas. E i novelli dogi ne fanno scempio. Ma i veneziani, e intendo gli abitanti del centro storico, siamo sicuri che approvino tutto ciò che viene deciso sulle loro teste? Come può diventare prevalente l'interesse di qualche negoziante che alla sera, una volta chiusa la propria serranda, ritorna alla propria residenza magari fuori al Comune di Venezia, a cui non versa né Imu né Irpef? Quanto vale la voce dei pochi abitanti rimasti rispetto al denaro versato per chiudere uno o due occhi?
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L'ARTICOLO di Salvatore Settis di martedì 31 luglio sull'affronto a Venezia è incontrovertibilmente reale, vero. Ma il problema sta nel fatto che questa città, oramai venduta a pezzi al migliore acquirente dopo aver espulso costantemente i suoi abitanti grazie a una politica bottegaia, si sta trasformando in una copia di se stessa di cattivo gusto, alla moda di Las Vegas. E i novelli dogi ne fanno scempio.
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