Da una parte il Maggio Musicale Fiorentino, dall'altra la Battaglia di Anghiari: due vicende complesse e diverse ma che, se guardate bene, hanno più di un elemento in comune. Almeno secondo il gruppo Pdl in Palazzo Vecchio che punta il dito contro i due grandi "casi" che stanno tenendo banco in Comune. «Si tratta di due flop griffati Matteo Renzi», tuonano il capogruppo Marco Stella e il consigliere Mario Tenerani, anche vicepresidente della commissione Cultura. «Seracini come la Colombo: l'affresco di Leonardo è una bufala tragicomica e il Maggio un disastro», attaccano gli esponenti di opposizione. Del resto, il Popolo della Libertà è sempre stato chiaro a proposito dell'analisi condotta nel Salone dei Cinquecento, sull'opera del Vasari: «Non siamo né favorevoli ne contrari alla ricerca, purché questa venga fatta con i crismi della scienza e non del folclore applicato al marketing - rimacano Stella e Tenerani - Ma adesso, nostro malgrado, siamo alla resa dei conti, costretti ad aver ragione. Il professor Maurizio Seracini (autore dell'indagine, ndr), che prima aveva sbandierato ritrovamenti eccezionali, ora innesta la retromarcia e fa dire al sindaco che quei reperti non sono sufficienti e dunque bisogna prenderne altri. Ma come? Non erano la testimonianza che in quel punto c'era il famoso dipinto di Leonardo? Non è stata fatta anche una trasmissione televisiva - domandano increduli i due - per spiegare ciò che adesso scopriamo non esserci?». Il riferimento al grido di allarme lanciato da un gruppo di studiosi qualche mese fa è quindi, ora più che mai, automatico e rispecchia a pieno titolo le perplessità del Pdl. «Si trattava di una comunità di 500 studiosi inorriditi dal modus operandi con cui veniva portata avanti l'analisi - ricordano Stella e Tenerani - In Commissione Quinta abbiamo chiesto per quattro volte l'audizione del professor Seracini, attraverso inviti da protocollo, inutilmente: il professore non ha risposto neppure. E invece, avrebbe dovuto replicare alle accuse precise e circostanziate che gli aveva mosso, in audizione, il professor Pieraccini, docente dell'ateneo fiorentino. Seracini ha declinato l'invito della Commissione Quinta per pavidità o per arroganza? Non ha trovato il coraggio o le parole per replicare? Perfino il "Corriere della Sera" con la sua autorevolezza ha definito ieri (lunedì, ndr) l'indagine de La Battaglia di Anghiari "una bufala tragicomica"». Una'bufula" che, se davvero si rivelasse tale, certo non gioverebbe all'immagine di Firenze e della giunta Renzi, da sempre pronta a difendere a spada tratta l'operato di Seracini e del suo team di lavoro. «Siamo stufi di assistere a questo squallido teatrino - chiosa il Pdl - Vogliamo che la verità venga a galla perché la ricerca è finita. Il sindaco e il professor Seracini sono obbligati ad assumersi precise responsabilità, il tempo è scaduto. E la Battaglia di Anghiari ricorda nella superficialità della gestione la questione Maggio. La dottoressa Colombo - concludono i consiglieri - somiglia molto al professor Seracini. Sono entrambi due clamorosi flop, griffati Matteo Renzi».
FIRENZE - Anghiari e Maggio, flop del rottamatore
Il gruppo Pdl di Palazzo Vecchio ha attaccato il Maggio Musicale Fiorentino e la Battaglia di Anghiari, due vicende complesse che hanno in comune l'errore di Matteo Renzi. Il Pdl ha accusato il sindaco e il professor Seracini di aver fatto una "bufala tragicomica" con l'indagine sulla Battaglia di Anghiari, che è stata definita come tale anche dal "Corriere della Sera". Il Pdl ha chiesto che la verità venga a galla e che la giunta Renzi assuma precise responsabilità. La questione della Battaglia di Anghiari ricorda la superficialità della gestione del Maggio Musicale Fiorentino.
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