LA STOCCATA non poteva mancare. L'occasione la soprintendente per i Beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, la coglie all'inizio dell'affollatissima conferenza stampa al Collegio Romano sul restauro del Colosseo. «Approfitto della presenza del sindaco per dire di cominciare il lavoro di contestualizzazione decorosa del monumento». Il riferimento è chiaro: il Mibac da tempo chiede di eliminare il traffico intorno al monumento che produce troppo smog e vibrazioni dannose, ma anche di spostare camion bar e gladiatori che ne deturpano l'immagine. Botta e risposta in tempo reale. «Il progetto è già definito spiega il primo cittadino ci sarà una parziale pedonalizzazione dell'area del Colosseo e dei Fori Imperiali. E sul decoro è questione di giorni, stiamo aspettando le regole certe che usciranno dal tavolo tecnico». Insomma, detta tempi. «L'intervento sul decoro partirà già dalla fine di agosto 2012, mentre per vedere allontanate le auto saremo pronti e puntuali entro il 2015». Gelida la replica della soprintendente alle promesse del sindaco: «È tutto migliorabile». Il progetto di pedonalizzazione sarebbe quello dell'ex commissario straordinario all'area archeologica, Roberto Cecchi, che prevede lo spostamento delle auto fuori dalla rotatoria del Colosseo. Ma per avviare una prima sperimentazione bisognerà aspettare l'apertura del cantiere della metro C. Insomma quando partiranno i lavori, potranno iniziare anche le prime deviazioni. Nella querelle si inserisce anche Legambiente che ha iniziato una raccolta firme: «Avere un cronoprogramma per il restauro è una buona notizia, ma il 2015 per la pedonalizzazione è davvero lontanissimo, futuribile direi». Più vicino è il piano sul decoro. La ratio di quel testo unico per il centro storico, già annunciato in passato, è quella di agganciare i divieti alla tutela di monumenti e aree archeologiche, ovvero al vincolo che insiste su aree di pregio come il Colosseo. È sull'Anfiteatro Flavio che «un restauro così organico non avveniva da 73 anni, l'ultimo nel 1938-39, poi tantissimi interventi ma mai di questa portata», assicura Alemanno. Secca la replica della Barbera: «Strano, a noi non risulta. Negli archivi della Soprintendenza non c'è alcuna documentazione». Anzi, della stagione archeologica degli anni '30 risultano negli annali demolizioni dolore come la "Meta Sudans", la grande fontana dei Flavi e la collina della "Velia".