Le pendici del Vesuvio rischiano di essere di nuovo invase dal cemento. Lo denunciano associazioni e cittadini di un'area a lungo esposta alla speculazione edilizia e a una crescita delle costruzioni senza freni e cautele. La giunta regionale presieduta da Stefano Caldoro ha presentato un disegno di legge che abrogherebbe le norme che hanno arginato la speculazione e posto un freno al cemento negli ultimi anni. All'indirizzo del governatore campano è arrivato un doppio appello per bloccare la legge in questione. Il primo obiettivo è salvare la cittadina di Elea-Velia, nominata dall'Unesco "Patrimonio Intangibile dell'Umanità" grazie alla sua area archeologica, alla quale sono legate le figure di Zenone e Parmenide e la Scuola Eleatica. Il secondo riguarda l'area nel suo complesso, dove si legge nell'appello "centinaia di migliaia di persone vivono addensate lungo le pendici di un vulcano attivo di natura esplosiva". Solo dal 2003 la Regione Campania aveva avviato un percorso politico di tutela del territorio, argine all'edificazione e decompressione demografica. Come denunciano i residenti, la norma proposta dalla giunta Caldoro rischia di riportare indietro le lancette e vanificare i passi avanti degli ultimi anni.