«Svegliarsi dall' inverno della cultura» Consapevoli dell'importanza della Cultura, sia per lo sviluppo umano ed intellettuale di una comunità, sia per lo sviluppo economico sostenibile e duraturo di una città in declino, i cittadini nisseni dovrebbero svegliarsi dal torpore di un "inverno della cultura" durato troppo a lungo e chiedere compatti a tutte le autorità locali, siano esse laiche o religiose, di: 1. Ripulire il monumento al Redentore inaugurato nel 1900 e realizzato su progetto di Ernesto Basile; sistemare lo spiazzo attorno al monumento e valorizzare il sito con apposita segnaletica e manifestazioni mirate; 2. Creare con l'ausilio dei volontari dei quartieri un circuito che permetta l'apertura delle chiese del centro storico alle visite dei nisseni e dei turisti, costruendo così un rapporto di consapevolezza e coinvolgimento nei confronti dei beni culturali. Le chiese interessate alle aperture programmate, in orari che non intralcino lo svolgimento delle funzioni religiose, sono: la Cattedrale, San Sebastiano, Santa Croce, Sant'Agata al Collegio, Santa Lucia, Santa Flavia, Madonna delle Grazie, San Domenico, Provvidenza, la chiesa dell'Assunta e San Giuseppe; 3. Creare un sistema museale come il SIMPA di Piazza Armerina che raccolga la mostra permanete di gessi "Michele Tripisciano", il Museo Diocesano "Mons. G. Speciale", il Museo Mineralogico, Paleontologico e delle Zolfare, il Museo delle Vare e il Museo Archeologico Regionale; pur appartenendo ad istituzioni diverse (Comune, Curia, Provincia e Regione), si può studiare una offerta di visita integrata, ponderando anche la possibilità di condividere risorse economiche, umane e tecniche per razionalizzare i costi e migliorare la qualità; 4. Valorizzare il patrimonio letterario della città testimoniato dalle figure di Pier Maria Rosso di San Secondo, Vitaliano Brancati, Leonardo Sciascia e dagli altri intellettuali del cenacolo della cosiddetta "Piccola Atene" con un apposito festival letterario o con un museo da allestire ad esempio nei locali dell'ex Parco Letterario Regalpetra o nei locali dell'ex Libreria Sciascia; tale operazione deve essere indirizzata non solo alla memoria di tali personaggi ma soprattutto allo stimolo da parte degli studenti nisseni alla creatività letteraria, fonte spesso di creatività anche scientifica e tecnologica; 5. Valorizzare come asset competitivo la tradizione del pane nisseno, vera prelibatezza del territorio, coniugando degustazioni ed esposizioni di pane nisseno con eventi gastronomici volti alla valorizzazione della produzione dolciaria nissena, altra peculiarità competitiva per la nostra città; 6. Valorizzare la produzione scultorea nissena tra XIX e XX secolo trasformando la mostra temporanea di sculture "Michele Tripisciano" in Gipsoteca che raccolga, esponga, valorizzi e faccia ricerca sui gessi, i marmi e i bronzi creati da artisti nisseni quali Asaro, Lo Verme, Scarantino, Frattallone e Tripisciano; organizzare incontri ed esposizioni che valorizzino la produzione scultorea nissena collocandola anche nel contesto regionale, nazionale ed internazionale, e soprattutto coniugando ad essi la valorizzazione dell'attività estrattiva delle cave di Sabucina che costituiscono una peculiarità del territorio, oltre che un materiale spesso utilizzato dagli scultori contemporanei locali e non solo; 7. Valorizzare la Biblioteca Comunale Scarabelli come luogo di ricerca e di promozione della cultura, completando il suo arredo e la sua decorazione con le opere d'arte che un tempo l'adornavano; 8. Recuperare la villa comunale Amedeo, ripulendo i busti marmorei, ricollocando l'Amorino dello scultore palermitano Cervello al centro della fontana che deve tornare a zampillare; 9. Favorire in ambito locale la ricerca delle memorie passate, anche attraverso la ricostruzione virtuale in appositi siti Internet, e impedire che il disinteresse del passato possa provocare altri furti o strani smarrimenti di pezzi importanti del nostro patrimonio storico - artistico - culturale; 10. Favorire una riorganizzazione delle strutture culturali nissene quali il Teatro Regina Margherita, i musei comunali, la Biblioteca Scarabelli, il centro culturale polivalente Abbate, l'Università, la Settimana Santa, rinnovando il sistema direttivo, favorendo l'accesso dei giovani e il contributo di tutti i cittadini e delle varie associazioni culturali nissene, lavorando in sinergia e con cooperazione, programmando attività di lungo periodo che valorizzino la cultura e i luoghi della cultura rispettando i vincoli di economicità, efficacia ed efficienza per una gestione economicamente sostenibile. Alla chiusura occorre riservare l'enunciazione della necessità di una maggiore e più concreta tutela, valorizzazione e promozione del ricco patrimonio legato alla civiltà mineraria, vera essenza della città di Caltanissetta, fulcro imprescindibile per una ricerca dell'identità cittadina che deve riscoprire se stessa per poter volgere con animo speranzoso lo sguardo verso il futuro, in cui le miniere e tutto il tesoro antropologico che vi ruota attorno possano creare ricchezza intellettuale ed economica per la città e per i suoi cittadini. Un tale progetto passa necessariamente dall'organizzazione di esposizioni che facciano conoscere la civiltà mineraria, dal recupero delle miniere e dall'applicazione del Parco minerario della Sicilia Centrale. Un tale patrimonio potrebbe aspirare alla candidatura a patrimonio dell'umanità approvata dall'Unesco, occorre però non solo la volontà delle istituzioni, ma anche l'impegno di ogni singolo cittadino, senza il quale del resto tutto questo Manifesto non è altro che un mucchio di belle parole che descrivono un sogno probabilmente comune a molti nisseni. E' possibile condividere il Manifesto e ampliarne la portata seguendo il gruppo su Facebook "Manifesto per la Cultura a Caltanissetta" Luigi Garbato «Le effettive condizioni del lago Soprano» In riferimento alla nota dolente apparsa sui quotidiani il 26 Luglio 2012, relativa all'assegnazione, da parte della Goletta dei laghi di Legambiente, della bandiera nera al Comune di Serradifalco ed alla Provincia di Caltanissetta, per le condizioni disastrose del lago Soprano che dovrebbe rappresentare un microcosmo di Biodiversità vegetale ed animale in un ecosistema delicatissimo e fragile di specie rare endemiche e migratorie protette per legge, voglio fare rilevare all'attenzione pubblica, che contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco e vicesindaco che hanno dichiarato che "Oggi il lago si trova in una situazione di salute che rispetto al passato, è migliorata", quanto segue: 1) le condizioni del lago sono esattamente quelle che il sottoscritto ha avuto modo di esporre in occasione del Convegno dell'AUSER celebrato a Serradifalco, nel mese di dicembre scorso durante la presentazione del fantomatico Registro dei Tumori che ancora oggi, di fatto, non esiste. In maniera pioneristica e precursore dei tempi avevo diagnosticato lo stato precario di salute della riserva naturale che, oggi, finalmente, è stata confermata da Legambiente, mentre allora c'era stata una levata di scudi da parte degli ambientalisti locali che evidentemente non avevano capito il senso del mio intervento. La Goletta dei laghi della Legambiente ha riscontrato l'uso di sostanze chimiche, la presenza di discariche abusive di rifiuti speciali e la presenza di attività commerciali impattanti lungo le rive del lago e nell'immediata preriserva " zona B", ed aggiungo il probabile riversamento di reflui urbani dal cosiddetto troppopieno dell'ex impianto di sollevamento della fognatura. Tali condizioni porteranno inevitabilmente all'istaurarsi del fenomeno dell'Eutrofizzazione, ovvero una presente sovrabbondanza di Nitrati e Fosfati ecc.. con i conseguenti effetti negativi nel lago, quali: lo sviluppo ed aumento della Biomassa di specie tossiche di fitoplancton con l'avvento di microrganismi anaerobici a causa della diminuzione di Ossigeno disciolto nell'acqua che sviluppano sostanze tossiche nervine che viaggiano nell'aria nocive all'uomo con il conseguente aumento della torbidità e cattivo odore dell'acqua con l'epilogo nefasto della diminuzione e morte della Biodiversità acquatica presente con l'aumento della quantità di alghe gelatinose (mucillagini). 2) Le responsabilità di cui sopra, sono da addebitare in eguale modo alla Provincia in quanto Ente Gestore della Riserva e al Sindaco di Serradifalco (che finge, forse, di non sapere) che è il responsabile di tutto il territorio comunale e come ufficiale di governo sovrintende a tutte le emergenze sanitarie e di Igiene pubblica per come stabilito dal vigente Ordinamento degli Enti Locali. Urge quindi operare con appropriate tecniche di cura per il lago Soprano dove nei casi in cui si voglia accelerare i tempi di recupero possono essere attuate diverse tecniche curative quali: a) il sifonamento ipolimnico ovvero il drenaggio con condotte ubicate lungo i fondali delle acque ipolimniche in quanto più ricche essendo a diretto contatto con la fonte di rilascio (Bentos); b) il dragaggio dei sedimenti di fondo per l'asportazione nei mesi freddi dei primi cm di sedimento ovvero quelli soggetti a trasformazione biologica tramite zattere draganti per la necessità di trasporto a riva dei sedimenti e della necessaria loro essicazione smaltimento ecologico in discarica controllata; c) ossigenazione delle acque dove quest'ultima tecnica non agisce sulle possibili cause dell'Eutrofizzazione bensi sulle conseguenze ovvero la carenza di Ossigeno che può essere poi migliorata con l'insediamento di piante acquatiche compatibili all'ecosistema acquatico che creino ossigenazione delle acque. Tanto per il mio dovere civico e morale Roberto Santo Pace «Le foglie ricresceranno più rigogliose» Con il mio intervento sullo scempio degli alberi eliminati alla Cittadella segnalavo anche la presenza di fichi selvatici ed erba varia sul marciapiede di Via Guastaferro sotto il muro del fango. Ebbene, sono intervenuti gli operai del Comune, ritengo, e ho pianto calde lacrime quando ho visto quello che hanno fatto e cioè si sono limitati, poveretti, ad eliminare le foglie dai rami dei fichi e a eliminare le erbe. Hanno tolto anche le foglie dall'oleandro che cresce nello slargo, cosi come hanno sfoltito l'enorme ippocastano che ingombra un marciapiede in Via S. Spirito, anche se non ci passa nemmeno un cane. Ma si sono ben guardati di intervenire sull'enorme fico che aggiunge un tono di grazia alle schifezze che circondano la zona dell'Abbazia e del Museo Civico. Comunque, parafrasando una frase del famoso comico di un tempo, Ettore Petrolini, le foglie ricresceranno più rigogliose che pria! Enzo Scarlata 01082012
La Sicilia
1 Agosto 2012
SICILIA - Svegliarsi dall' inverno della cultura
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