Don Achille Bonazzi sollecita la generosità dei fedeli. A settembre la consulta della Cei per altri fondi che derivano dall'8 per mille Quelli statali ritardano di Giuseppe Bruschi II bilancio è finalmente definitivo e drammatico: il terremoto di maggio ha lesionato 25 chiese nell'intera diocesi di Cremona, di cui tre in città (Boschetto, San Sigismondo e Sant'Omobono). Ma per rimetterle in sesto servono tra i 7 e gli 8 milioni, che naturalmente in cassa non ci sono. E, salvo miracoli, non ci saranno. Ecco perché don Achille Bonazzi, delegato diocesano per i beni culturali ecclesiastici, continua a bussare alle porte della Cei (la prossima consulta è convocata per il 12 e 13 settembre e qui farà ancora una volta la voce grossa), ma nello stesso spera nei fondi statali casalasco. Infine don Bo-nani spera nella generosità dei fedeli che sono stati sensibilizzati dal vescovo Dante Lafranconi, che proprio domenica ha concluso il suo tour' appunto nelle chiese lesionate, comprese quelle inagibili come Cogozzo, Villa Pasquali ed il Carmine di Sabbioneta. Accanto al vescovo c'era ovviamente don Bonazzi che ha fatto da 'cicerone' illustrando in dettaglio le ferite delle varie chiese. Ora il problema è appunto quello dei finanziamenti per i lavori di ristrutturazione. Come trovarli? Lo spiega don Bonazzi:«Anzitutto ci sono i fondi dell'8 per mille: su poco più di 1.300 mila euro che ci giungono da Roma, ben 350 mila devono essere impiegati per i beni culturali. Il vescovo ha deciso di suddividere tale somma per il 2012 tra Villa Pasquali, Bosco ex Parmigiano e Pizzighettone. Quest'ultima comunità non è stata interessata dal sisma di maggio, ma la parrocchiale ha grandi problemi strutturali e occorre intervenire subito». Poi ci sono i fondi statali. Ancora don Bonazzi:«Grazie all'impegno dell'onorevole Luciano l inetti, la Camera ha fatto rientrare anche parte della provincia di Cremona tra le zone colpite dal sisma. Ora l'iter passa al Senato e sarà seguito da Giacinto Boldrini. Se tutto andrà bene il nostro territorio verrà definitivamente riconosciuto come terremotato e si attiverà la Direzione regionale per i beni culturali che chiederà alla Sovrintendenze di fare la stima esatta dei danni. Una volta avuto il quadro completo il governo stanzierà i fondi. Sarà poi la Regione a distribuire i soldi agli enti interessati: o ai Comuni se si tratta di edifici civili e alle diocesi se si tratta di chiesa». Ma don Bonazzi conclude con realismo:«Occorre capire con esattezza chi potrà accedere a questi fondi che, al momento, pur a fronte di un aumento dei comuni interessati, non sono però aumentati. Sono cresciute le fette, ma la torta e rimasta grande uguale. Resta fondamentale il contributo dei fedeli».
CREMONA - Chiese lesionate Casse terremotate
Don Achille Bonazzi, delegato diocesano per i beni culturali ecclesiastici, sollecita la generosità dei fedeli per finanziare i lavori di ristrutturazione delle 25 chiese lesionate dal terremoto di maggio nella diocesi di Cremona. I fondi statali casalasco e quelli dell'8 per mille sono disponibili, ma non sono sufficienti per coprire i 7-8 milioni di euro necessari. Don Bonazzi spera che la Cei e il governo riconoscano il territorio come terremotato e che vengano stanziati fondi per i beni culturali. Inoltre, il vescovo Dante Lafranconi ha sensibilizzato i fedeli a donare per le chiese lesionate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo