Polemiche quante se ne vuole, a pioggia, a scrosci, ma bugie no. Le cosiddette viste che i progettisti del "Coso" Cardin hanno fatto circolare, sono bufale visive inventate per attutire lo shock che causerebbe l'immagine di un'enorme archimostro appollaiato sulle spalle di Venezia centro storico, ai bordi della laguna. È sufficiente passeggiare lungo la fondamenta delle Zattere ed osservare l'arco, noto come "ponte bossi" che al suo vertice raggiunge i 50 metri. Quell'arco lo si distingue benissimo dalle Zattere, non da Zelarino o da via Fratelli Bandiera, e rappresenta a suo modo uno dei simboli della Porto Marghera della chimica. Figurarsi se non si vedrebbe da Venezia centro storico un "Co-so" alto 5 volte tanto. Ripeto: 5 volte più alto dell'arco "chimico". È giusto si sappia che se si parla di danno paesaggistico ci si riferisce al danno che la cosiddetta Torre da 250 metri infliggerebbe alla Venezia storica, alla Venezia monumentale, nonché alla laguna veneziana, ove questa venisse costruita. E il danno paesaggistico è questione che ha a che vedere con i compiti della magistratura. Dal momento che le bugie hanno le gambe corte, si può verificare la spaventosa apparizione dell'archimostro, così come esso appare alle spalle del Mulino Stucky, nell'ultimo foglio di un elaborato tecnico di 135 pagine diffuso dallo Studio Pierre Cardin. Sarà pure importante ciò che deciderà o non deciderà in merito l'Unesco, ma l'Unesco chi? È lo stesso Unesco che non si è mai accorto di come è ridotta ormai la Venezia distrutta dal marketing commerciale più vandalico e invadente che ci sia al mondo? Tutta questa campagna pro-Cardin comunque è il segno del degrado civile in cui è precipitata Venezia e di ciò ne fa testo, su scala orrendamente micro, ciò che subisce il povero Ponte dell'Accademia, di giorno in giorno sempre più inlucchettato da centinaia e centinaia di lucchetti lasciati appesi lì da un turismo straccione e offensivo. Naturalmente i lucchetti vengono venduti direttamente sul posto, alla faccia di chi vorrebbe vivere in una città non oltraggiata oltre il più inimmaginabile limite.