LECCE - Oltre sette milioni e mezzo di euro per la salvaguardia del barocco leccese. Questa la cifra stanziata per riportare al vecchio splendore chiese, monumenti e centri storici dei comuni della provincia salentina. Tutto per far tornare ai vecchi fasti la bellissima Lecce, chiamata anche la Firenze del mezzogiorno, capitale del barocco. La città salentina che fece innamorare gli storici dell'arte francesi del secolo scorso, tanto da farli affermare che se si mettessero in fila le chiese di Lecce si otterrebbe la strada più bella del mondo. Il ministro dei Beni Culturali Urbani e i rappresentanti della amministrazione provinciale, danno il via all'intervento realizzato con i fondi di Arcus. L'iniziativa, che tiene conto anche di un disegno di legge della senatrice Maria Rosalia Manieri (attualmente anche assessore all'ambiente della provincia di Lecce) prevede risorse per tredici interventi di restauro concordati con la provincia di Lecce. In tutto sette milioni e settecentoquarantamila euro per le chiese, i conventi e i centri storici di Maglie, Copertino, Gallipoli, Galatina, Casarano e Nardo. "Il recupero delle meravigliose testimonianze del barocco leccese - ha sottolineato il ministro Urbani - è un passo importante verso la piena valorizzazione del patrimonio culturale della Puglia. Grazie alle risorse di Arcus, sarà possibile investire nel restauro di edifici religiosi che caratterizzano fortemente il salento. In questo modo verrà potenziato il turismo culturale nella regione, asset unico ed inimitabile sul quale bisogna puntare per rilanciare l'iniziativa imprenditoriale nel Paese ed in particolar modo nel Sud". Questo intervento, ha fatto notare il presidente della provincia di Lecce Giovanni Pellegrino, "é il punto di arrivo di una lunga vicenda di iniziative parlamentari per non limitare la tutela del barocco ai capolavori del capoluogo". Questo perché, ha ricordato la senatrice Manieri "il barocco leccese è un fenomeno culturale che riguarda e identifica l'intero salento" Tanto più che i maggiori maestri del barocco, ha sottolineato, "avevano le loro scuole nei comuni che oggi sono interessati dal restauro". Un'iniziativa, ha precisato Urbani, che servirà da test, da inizio per un progetto più ampio: quello di "valorizzare i Beni Culturali che sono al di fuori dei grandi circuiti turistici nazionali" .Insomma, ha concluso il ministro, "siamo consapevolissimi che interventi come quello che stiamo facendo oggi per il barocco leccese sono solo una piccola parte di quello che c'è da fare. In un futuro prossimo, dovremo cercare di moltiplicare questi impegni".