L'amministrazione Stancanelli continua il proprio impegno contro il progetto di raddoppio ferroviario concordato - a fine dicembre del 2003 - da «Rete ferrovie italiane» e dalla Giunta Scapagnini. Progetto che, se attuato, devasterebbe il centro storico con danni al patrimonio archeologico e paesaggistico. Il sindaco, l'assessore all'Urbanistica Luigi Arcidiacono e l'ufficio del piano regolatore hanno ripetuto in ogni occasione che questo progetto non passerà e, poiché sono convinti della necessità di collegamenti ferroviari veloci, hanno elaborato una proposta alternativa che salva il raddoppio ferroviario modificandone il percorso. Una impostazione che la Giunta Stancanelli ha ribadito nel corso della conferenza dei servizi tenutasi ieri mattina al Ministero delle Infrastrutture e trasporti per l'approvazione del progetto di "Velocizzazione della tratta Catania- Siracusa per la tratta Bicocca-Targia". L'assessore comunale alla mobilità Santi Cascone ha ribadito la ferma opposizione al progetto delle Ferrovie che prevede il raddoppio del binario nella tratta Zurria - Acquicella. Assistito dall'esperto per mobilità Giacomo Guglielmo, ha evidenziato come il tracciato proposto da RFI, se realizzato, «avrebbe un impatto devastante per il centro storico di Catania, un tessuto urbano che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità». «Il nostro non è un diniego ideologico ma tecnico - ribadisce il sindaco Raffaele Stancanelli -. Abbiamo messo in campo una proposta alternativa fattibile, concreta e di possibile realizzazione dopo decenni di chiacchiere e silenzi complici su un progetto che ha un impatto troppo pesante per Catania. La nostra iniziativa progettuale rispetta invece la nostra storia architettonica e mira a trasformare il trasporto su ferro in un sistema metropolitano indispensabile per la riduzione del traffico e per l'attuazione di un programma di mobilità sostenibile». La proposta, inserita nel nuovo piano regolatore generale e già trasmessa al Genio Civile per le approvazioni di competenza, prevede che il doppio binario continui a correre in galleria dalla stazione centrale, che sarà interrata 9 metri sotto l'attuale livello, fino al porto dove costeggerà, sott'acqua, la banchina dove ha sede la capitaneria, per arrivare a San Cristoforo perforando le lave del 1669, un'area dove non ci sono preesistente storiche e archeologiche. Da lì il tunnel arriverebbe alla stazione di Acquicella. Una proposta a suo tempo suggerita dalla sezione archeologica della sovrintendenza che diede parere negativo al progetto ora contestato eppure approvato dall'allora sovrintendente. Il progetto di Rete ferrovie italiane prevede che la stazione centrale sia interrata di 9 metri rispetto all'attuale livello e che poi il doppio binario risalga sul viadotto attraverso un'enorme rampa al «passiatore». Per insonorizzare la zona (con l'alta velocità passeranno 270 treni al giorno contro gli attuali 70) sugli Archi della Marina sarà realizzata una calotta di plexiglas alta 9 metri. I due binari, poi, all'altezza della pescheria, cominceranno ad andare in trincea e questo significa che salterà l'ostello della gioventù in piazza dell'Indirizzo insieme ad altri palazzi. Ed altri ne saranno demoliti lungo il percorso fino a piazza Federico di Svevia, tra l'altro un'area pregiata dal punto di vista archeologico. 24072012