L'Associazione degli Amici della Biblioteca esprime forti perplessità sulle proposte avanzate dal Ministero Non convince la proposta emersa giovedì dall'incontro che si è svolto a Roma e a cui erano presenti il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, prof. Lorenzo Ornaghi, con il Sindaco di Pisa, dott. Marco Filippeschi e il Rettore dell'Università, prof. Massimo Augello, alla presenza del Segretario Generale del MiBAC, del Direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore e del Direttore Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici della Toscana. Ad avanzare perplessità è l'Associazione degli Amici della Biblioteca Universitaria di Pisa che, se da un lato esprime apprezzamento per l'avvio di un confronto tra le istituzioni interessate alla soluzione del gravissimo problema che si è creato, dall'altro evidenzia alcune criticità rispetto alla prospettiva disegnata dal documento. "Il documento del ministero - si legge in un comunicato dell'Associazione - rivela candidamente l'intenzione di procedere a una futura definitiva frammentazione del patrimonio storico della Biblioteca Universitaria di Pisa, che altro infatti significa l'affermazione che sarebbero già state prese in considerazione 'altre possibili sedi definitive per parte del patrimonio librario' ?". "Ora - prosegue la nota - non è chi non veda quanto possa essere pericolosa la prospettiva di una frammentazione del patrimonio bibliografico costituitosi nel corso della storia dell'Università. La promessa di mantenerne un 'nucleo significativo' nella sede storica è molto inquietante. La Biblioteca così come si è costituita nel corso della sua lunga storia non è un monumento dal puro valore simbolico, ma un organismo vivente dove l'eredità del passato alimenta il progresso degli studi. Mummificarla enucleando un settore di opere di particolare pregio significherebbe disattivarla e offrire alla comunità degli studi un torso mutilato e privo di vita". Da qui l'Associazione lancia un nuovo appello alle istituzioni: "Sottolineando ancora una volta il pericolo che operazioni non attentamente sorvegliate, farebbero gravare sulla tutela del patrimonio bibliografico esistente, desideriamo ricordare che il mondo degli studi e l'intera comunità di docenti e discenti dell'Università di Pisa, nonché la stessa realtà cittadina subirebbero un pesante impoverimento dalla progettata museificazione e disarticolazione della loro Biblioteca: un'operazione da cui l'intera città ricaverebbe un danno sostanziale".