Più di 400 persone hanno partecipato all'incontro che Sardegna Democratica ha dedicato al Valore della Terra il 24 luglio per difendere ancora una volta il Piano Paesaggistico Regionale della giunta Soru dalla volontà di Cappellacci e della sua maggioranza di scardinarlo per aprire le porte alla definitiva cementificazione della Sardegna. E' stata un'occasione importante di condivisione e di impegno civile. La prima delle tante che organizzeremo in tutta la Sardegna: una chiamata pubblica alla difesa del futuro della nostra terra. Ringraziamo tutti i presenti che hanno condiviso con noi la battaglia per la tutela del paesaggio della Sardegna. Mettiamo a disposizione dell'opinione pubblica i video della manifestazione e chiediamo a quanti singoli e associazioni vogliano organizzare con noi incontri di contattarci attraverso la posta di Sardegna Democratica. Dobbiamo impedire come ha detto Renato Soru che gli speculatori facciano "bottino" della Sardegna. Vi diamo conto di alcuni passaggi significativi degli interventi per semplificare la visione dei video suddivisi in tre blocchi. Interventi; Tavola Rotonda con Paolo Urbani, Salvatore Settis, Renato Soru; Intervento di Renato Soru. Nell'introduzione Maria Antonietta Mongiu, che ha curato l'iniziativa, ha ricordato l'importanza, di "un incontro che segna un profondo cambiamento di consapevolezza nel ruolo del paesaggio come senso della nostra appartenenza e identità, del valore dei luoghi. La Sardegna è la sua terra come leggiamo nella Carta De Logu. Il PPR è la Carta de Logu della nostra contemporaneità". Sono state proiettate le immagini di Alessandra Chemollo e di Gianni Alvito che hanno fatto da sfondo alla serata e che hanno mostrato le contraddizioni tra i paesaggi ancora intonsi e quelli che invece sono stati sfigurati dal cemento e dagli errori urbanistici. Costantino Cossu della Nuova Sardegna ha moderato gli interventi di esperti, politici, professionisti, accademici tra cui Angelo Aru, decano degli agronomi, che ha ricordato quanto sia stata importante la funzione del paesaggio nello sviluppo della Sardegna e della sua agricoltura sottolineando "Il futuro della Sardegna è legato alla tutela di questa risorsa: il territorio". Paolo Scarpellini, ex direttore regionale del MIBAC ha posto un quesito dirimente, "Quale assetto vogliamo per la Sardegna? Nelle linee guida del PPR presentato dal Presidente Capellacci leggiamo la necessità di una revisione biennale. Ma uno strumento del genere non può avere una revisione biennale". L'architetto Sandro Roggio: "Qualcuno dovrà spiegare al ministro Ornaghi cos'è il governo del territorio" ed il prof. Ignazio Camarda "Dobbiamo avere uno sguardo complessivo per capire che razza di mostro stiamo facendo costruire attorno alla nostra isola. Dobbiamo investire sul paesaggio agrario e sul paesaggio naturale". Pietro Luciano, ex preside della Facoltà di Agraria di Sassari: "L'agricoltura oggi ha bisogno di braccia che tornino a produrre e che sappiano coniugare agricoltura e turismo" ed Antonello Sanna, preside di Architettura di Cagliari, "Nel 2006 con il PPR si è promosso un modello di sviluppo sostenibile fondato sulla qualità dei luoghi" Non sono mancati gli esempi concreti come quello ricordato da Costantino Cossu: "La cinta di olivi di Sassari sembra essere stata trasformata in una cinta di favelas brasiliane". L'imprenditore ed ex consigliere regionale, Bachisio Falconi ha chiesto "Che senso ha costruire appartamenti se anche a Olbia, la città sarda che cresce più velocemente, nella via principale le abitazioni sono per la metà invendute?". L'ex presidente del consiglio regionale responsabile del Comitato per la bellezza della Sardegna, Emanuele Sanna ha invece citato "l'esempio del parco eolico di Ulassai dei Moratti, costruito sotto i tacchi dell'Ogliastra. Alla Saras garantirà 1500 milioni di euro, ai due comuni interessati renderà 1 milione all'anno. Queste operazioni non avvengono all'epoca della petrolchimica di Rovelli, ma sotto i nostri occhi. E' una nuova forma di colonialismo". Secondo Salvatore Lai, ex assessore all'Urbanistica e segretario regionale dell'IDV: "è' in discussione un elemento fondativo della nostra identità. Non ci sono elementi di compromesso tra chi è per il mantenimento del PPR e chi vuole metterlo in discussione. La Sardegna deve capire se vuole diventare uguale ai tanti luoghi costruiti di questo pianeta o se vuole mantenere le sue specialità. Non si possono fare alleanze con chi fa passare le Linee guida proposte da Cappellacci". Gianmario Demuro, costituzionalista presidente di Sardegna Democratica: "Il piano paesaggistico è l'ultimo baluardo rimasto della specialità della Sardegna. Con il PPR la Regione interpreta il valore costituzionale della tutela del paesaggio. Difendere il Piano Paesaggistico è difendere la percezione che un popolo ha di se stesso". Gesuino Muledda, ex assessore all'agricoltura e presidente dei RossoMori: "sono figlio di un paese di 1006 abitanti. Nel mio paese il territorio comunale era gestito dalla comunità dei pastori. Noi dobbiamo sapere che il valore aggiunto sta nell'ambiente, perché consumando minor territorio si fa una migliore agricoltura. Sono contrario a una visione del territorio come fonte di reddito come quella di Cappellacci". Enzo Costa, segretario della CIGL in Sardegna: "La legge sul Golf e il Piano Casa 2 hanno già attaccato pesantemente il PPR. Voglio parlare di lavoro. L'edilizia ha perso 17 mila posti di lavoro. Ma non c'entra niente il PPR. C'entra il fatto che sono state bloccate le opere pubbliche. Non c'è bisogno di aumentare i metri cubi. C'è bisogno di rilanciare il lavoro per i giovani". Silvio Lai, il Segretario Regionale del Pd: "Sono stati costruiti 11 mila appartamenti all'anno. Nella cintura di Cagliari ci sono 50.000 appartamenti sfitti. Le economie basate sull'edilizia sono fallite a causa della speculazione. Il Pd come insieme ha già scelto da che parte stare e lo dice con chiarezza. Se qualcuno è contrario sono sue opinioni personali. Chi non vota contro il PPR di Cappellacci non può costruire un'alleanza con il PD". L'On. Gianvalerio Sanna, ex assessore all'Urbanistica e consigliere del Pd: "Questo è il quinto assalto che subiamo per tentare di scardinare il PPR. In Consiglio Comunale siamo 27 contro 53. Non ce la facciamo a resistere se non vediamo ripristinate le prerogative di tutela dello Stato. Contro l'ottusità e la cecità non c'è regola che tenga e di questo dobbiamo avere paura". La serata si è conclusa con una tavola rotonda a cui hanno partecipato Paolo Urbani, tra i massimi esperti di diritto urbanistico in Italia, Salvatore Settis accademico dei Lincei ed ex direttore della Scuola Normale di Pisa e Renato Soru. Paolo Urbani sostiene: "Siamo in piena guerra di posizione. Quel PPR aveva bisogno di "accompagnamento" ma la giunta è cambiata e il tutto è diventato evanescente. Cosa possiamo dire oggi? Abbiamo salvato per 10 anni le coste sarde ma è un risultato temporaneo. La questione non è sarda ma nazionale. Il nostro piano paesaggistico rimane l'unico approvato. Come mai nessuno si sogna di costruire nei Parchi? Eppure ce ne sono tanti? Perché li c'è un autorità legittimata! Un'autorità riconosciuta. Qui invece c'è la frammentazione tra le deleghe agli Enti Locali. Gli esempi da seguire sono il National Trust in Inghilterra e la Conservatoria dei lidi in Francia. Oggi nasce una Trust inglese e ha il 20 delle coste. I terreni sono dichiarati inedificabili. Ricordiamoci che l'urbanistica serve a delineare lo sviluppo delle comunità locali" Salvatore Settis ha ringraziato per l'invito di Sardegna Democratica e per aver partecipato ad un dibattito "così civile e importante". Durante il suo intervento Settis ha fatto notare che "dobbiamo parlare dei temi del paesaggio rispondendo all'attacco al PPR parlando di Sardegna e pensando all'Italia. Bisogna che gli italiani siano convinti che quella del PPR è una questione nazionale. Ho visto con grande gioia decollare il PPR della Sardegna, di gran lungo il migliore. Vedere per una volta che era una regione come la Sardegna a dare il modello al resto dell'Italia è stato bello. La Sardegna locomotiva d'Italia. Nelle nuove intenzioni di Cappellacci vedo una licenza di uccidere il paesaggio sardo. Ma il PPR ha un grande vantaggio: è conforme alla Costituzione. Esso è basato sul massimo rispetto della storia della Sardegna, della costituzione e del futuro". Durante il suo intervento il Prof. Settis ha letto la lettera di Giulia Maria Crespi, Presidente onoraria del FAI, che abbiamo pubblicato nel nostro sito. Successivamente ha messo in luce le ipocrisie e gli evidenti controsensi delle nuove linee guida del PPR di Cappellacci e ha poi ricordato che cosa dobbiamo intendere per bene comune. "Che cosa vuol dire bene comune? Vuol dire occuparsi delle comunità e pensare ai diritti delle generazioni future. In Italia negli ultimi 10 anni sono stati costruiti dai 2 ai 4 milioni di appartamenti rimasti invenduti. Convengono per il profitto dei singoli ma non servono per il bene comune. Ci sono non meno 30 mila associazioni per la tutela del paesaggio in tutto il paese, sono ancora poco coordinate tra loro e non c'è ancora un partito che ha fatto sue quelle istanze. Dobbiamo creare degli anticorpi". Il Prof. Settis conclude citando in sardo Melchiorre Murenu: "Tancas serradas a muru fattas a s'afferra afferra; chi su chelu fid in terra l'haiant serradu puru... Cosa sta facendo Cappellacci se non cercando di creare nuove tancas serradas?" Ha chiuso Renato Soru: "Le linee guida prendono le belle parole del PPR per trasformarle in cattive azioni. Uno degli esponenti del PDL ha detto una cosa aberrante stamani 'Dobbiamo superare l'idea statica del paesaggio, il paesaggio ha una sua naturale predisposizione al mutamento'. La natura ci è stata consegnata per difenderla. L'idea del PPR di Cappellacci è fuori dalla storia. Chiunque viene in Sardegna oggi si rende conto che non mancano case. Manca rispetto, pulizia, infrastrutture, trasporti... Ma non case! Quelle ci sono è sono vuote! Abbiamo bisogno di nuovo cemento per lavorare? Credo di no... Abbiamo bisogno di nuovi metri cubi? No. Dobbiamo occuparci di agricoltura, di lavoro e pensare che c'è un altro modello di sviluppo per vivere in Sardegna".
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26 Luglio 2012
SARDEGNA - Il Valore della Terra e la Terra dei Valori!
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