Deportare 13mila aquilani nelle New Town volute dalla Protezione Militare di Guido Bertolaso e Silvio Berlusconi è costato 833 milioni di euro. Quasi un miliardo per costruire 19 insediamenti chiamati C.A.S.E. ("Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili"): non-luoghi senza forma, socialmente insostenibili (non hanno centri di aggregazione, né servizi, né identità) e ambientalmente devastanti. In questo sprawl di cemento (che ha distrutto per sempre una gran quantità di terreno agricolo) bambini di tre anni sanno cos'è una C.A.S.A., ma non sanno cos'è una città: futuri non-cittadini, perfetti per la non-società immaginata da Berlusconi. Come ha efficacemente scritto l'antropologo culturale aquilano Antonello Ciccozzi, "il lato oscuro di questa (ri)fondazione veicolata da un'emergenza rimanda a un sistema di finalità in cui i propositi sociali di aiuto umanitario paiono spesso eccessivamente contaminati da complessi d'interesse votati a usare la catastrofe anche come pretesto per praticare strategie nazionali di profitto economico (nelle abbondanti plusvalenze consentite da certe scelte) e di propaganda politica (nell'aurea taumaturgica ottenuta attraverso la spettacolarizzazione dell'opera)". Ma la cosa veramente diabolica è che la città in cui quei bambini avrebbero potuto crescere non è (ancora) morta. A tre anni dal devastante terremoto del 6 aprile 2009, L'Aquila appare come un laboratorio dove applicare e sperimentare le peggiori tendenze del pensiero e della prassi nazionali in fatto di città e di paesaggio: il meraviglioso ed estesissimo centro monumentale rantola a qualche chilometro dall'insensato (ma assai lucrativo) scempio paesaggistico e sociale delle C.A.S.E. Se si eccettua il meritorio restauro della Fontana delle Novantanove Cannelle (voluto e pagato dal FAI), nulla è stato fatto: nessun cantiere è in funzione, nessuna pietra è stata ricollocata e le tante chiese monumentali (a cominciare dal Duomo) sono spesso ancora a cielo aperto, o sono protette da ridicoli teli, e dunque in preda alla pioggia e alla neve. Perché? Mancanza di soldi? No: per la ricostruzione sono già disponibili quasi 8 miliardi di euro su quasi 11 stanziati dal governo (così la relazione del ministro Fabrizio Barca, presentata il 18 marzo). La verità è che la sovrapposizione dei poteri commissariali a quelli ordinari, e un getto continuo di 'grida' contraddittorie, hanno portato a una surreale paralisi. Come oggi denuncia Italia Nostra, solo "con molto ritardo ci si è resi conto che le ordinanze e le altre normative elaborate all'indomani del sisma hanno immobilizzato la ricostruzione". A gettare ombra sul futuro della ricostruzione del centro storico, c'è tuttavia anche una prospettiva che si affaccia nelle righe in cui Barca auspica "una modernizzazione e una funzionalizzazione del centro a nuovi modi di vivere, mestieri e professioni". Il riferimento è al cosiddetto progetto per "L'Aquila Smart City", uno studio dell'Ocse e dell'Università olandese di Groningen che propone (oltre a molte cose del tutto condivisibili) di poter cambiare la destinazione d'uso degli edifici, permettendo ai proprietari "di modificare la struttura interna delle loro proprietà (in parte o in totalità)... conservando e migliorando allo stesso tempo le facciate storiche degli edifici". Italia Nostra ha chiesto di accantonare questa "incauta proposta" e Vezio De Lucia uno dei più importanti urbanisti italiani ha scritto che un'idea del genere rinnega la migliore scienza italiana del recupero del tessuto antico delle nostre città, per cui (almeno dalla Carta di Gubbio, del 1960) "i centri storici sono un organismo unitario, tutto d'importanza monumentale, dove non è possibile distinguere, come si faceva prima, gli edifici di pregio (destinati alla conservazione), dal tessuto edilizio di base". Il rischio è che qualcuno pensi di trasformare L'Aquila in una specie di set cinematografico, o di disneyland antiquariale, fatto di facciate e gusci pseudo-antichi che ospitano servizi turistici in mano a potenti holding economiche. Si tratterebbe, cioè, di fare a L'Aquila, in un colpo solo, ciò che un lento processo sta facendo a Venezia o a Firenze: deportare i cittadini in periferie abbrutenti e mettere a reddito centri monumentali progressivamente falsificati. Ma basta vedere lo struggente documentario Radici. L'Aquila di cemento di Luca Cococcetta, o anche solo guardare in faccia gli aquilani, per comprendere che una prospettiva del genere equivarrebbe al suicidio del nostro Paese: il paesaggio e il tessuto monumentale italiani non sono qualcosa di cui possiamo sbarazzarci impunemente. Sono la forma stessa della nostra convivenza civile, della nostra identità individuale e collettiva, del nostro progetto sul futuro. È anche per questo che gli aquilani devono poter tornare a vivere, prima possibile, nelle case antiche del cuore della loro città: per far capire a tutti gli italiani a cosa servono, davvero, la nostra natura e la nostra storia.
Il Fatto Quotidiano
28 Luglio 2012
Non trasformate L'Aquila in un set
TO
Tomaso Montanari
Il Fatto Quotidiano
Il terremoto del 6 aprile 2009 ha devastato L'Aquila, ma la ricostruzione è stata lenta e costosa. I 19 C.A.S.E. (complessi antisismici sostenibili ecocompatibili) costruiti per alloggiare i sopravvissuti sono stati realizzati con 833 milioni di euro. Tuttavia, la città non è stata ricostruita in modo equilibrato, con molti edifici monumentali ancora in disuso o in stato di abbandono. Il governo ha disponibili quasi 8 miliardi di euro per la ricostruzione, ma la sovrapposizione dei poteri commissariali e le "grida" contraddittorie hanno portato a una paralisi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 5 Apr 2009
Il Crocifisso pellegrino (tra azzardi e politica)
Corriere della Sera · 23 Apr 2009
FIRENZE - Se il David va in Fiera
Corriere della Sera · 13 Giu 2009
Storici dell'arte in analisi
Corriere della Sera · 15 Set 2009
Crocifissi di Michelangelo. Uno autentico, l'altro chissà. Ma metterli insieme è rischioso
Corriere della Sera · 16 Set 2009
Il vero Michelangelo per sdoganare quello falso
Corriere della Sera · 30 Set 2009
DOPO LE DENUNCE DI PRESA DIRETTA. MENO MOSTRE PIÙ MUSEI
Corriere della Sera · 24 Ott 2009
TOSCANA - Vasari, tutta Firenze nel suo armadio
Corriere della Sera · 29 Ott 2009
FIRENZE - Renzi contro Acidini. Buoni diritti e cattive intenzioni
Corriere della Sera · 8 Nov 2009
CROCIFISSO IN CLASSE, A PARTI ROVESCIATE
Corriere della Sera · 23 Nov 2009
Masaccio a pezzi. Parigi vuole la Trinità. Ma solo lo scheletro
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Il Tempo · 29 Lug 2010
ROMA - Il Colosseo. L'ombelico del mondo.
Il Tirreno · 29 Lug 2010
TOSCANA - Il prof. Settis Coltano, luogo bellissimo ma trascurato Recuperiamolo
Il Tirreno · 29 Lug 2010
TOSCANA - La preoccupazione di Italia Nostra. Il Comune: Non è un ecomostro
Il Tirreno · 29 Lug 2010
PRATO. Archivi e mappe, tutto sul web
la Repubblica · 29 Lug 2010
BOLOGNA - Lallarme sul Civis si allarga Cancellieri: "Il bus vibra di più"
la Repubblica · 29 Lug 2010
TOSCANA - Troppe case rispetto alle famiglie. Lindagine: i nuclei crescono del 13,i nuovi alloggi del 19
Fonte non specificata · 29 Lug 2010
ROSSI (COORD.NAZ. FP CGIL): "GRAVI RICADUTE CONTINUI TAGLI"
la Repubblica · 30 Lug 2010
La proposta del manager di Bondi bocciata dalla Regione Calabria: "Bronzi di riace in tour" polemiche contro Resca
la Repubblica · 30 Lug 2010
FIRENZE - Rivoluzione alla stazione. Addio pensilina, spunta unisola
la Repubblica · 30 Lug 2010
Il foto-ritocco ad antonello
la Repubblica · 30 Lug 2010
ROMA - Stand in piazza del Popolo "Intervenga la procura"
la Repubblica · 30 Lug 2010
MILANO - "Per i giovani architetti le porte sono sempre chiuse"
Il Velino · 29 Lug 2010
MUSEI - Visitatori tornano a salire, ora autonomia e flessibilità
la Repubblica · 31 Lug 2010
La cultura che non interessa al ministro
la Repubblica · 31 Lug 2010
Sgarbi: Le opere a Palazzo Venezia e il Crocifisso non sono di Michelangelo
Corriere della Sera · 31 Lug 2010
Fai. Senza vincoli molti beni demaniali in vendita
la Repubblica · 31 Lug 2010
Maggio, il deficit può attendere Renzi: "Se ne parla a settembre"
la Repubblica · 31 Lug 2010
Albanese, 33 anni, lavora per la Soprintendenza
Il Tirreno · 31 Lug 2010
TOSCANA - Paesaggio violentato dal polo logistico
La Sicilia · 30 Lug 2010
SICILIA - Un coro: Fermate lo scempio. Cittadelle extralusso per pochi