TUTTO quell'oro ritrovato, adesso si può vedere nel museo di Sovana, comune di Sorano (in provincia di Grosseto). Ha il fascino del mistero e quello del passato che riemerge da vecchi documenti e libri di storia. Sono quasi cinquecento le monete d'oro recuperate per caso alcuni anni fa nella chiesa di San Mamiliano, nel paesino della maremma. E ieri è stato inaugurato il museo che le ospita. Secondo alcuni studiosi quelle monete sono legate a una leggenda e al romanzo di Alexandre Dumas, "Il conte di Montecristo", al tesoro dell'abate Faria nascosto nell'isola dell'arcipelago Toscano. Lì infatti, secondo alcuni documenti storici, si sarebbero diretti i pirati che cercavano tesori nella cappella dedicata a San Mamiliano. Invece si trattava di un abbaglio, un caso di omonimia; era Sovana ad ospitare un tesoro nella sua chiesa di San Mamiliano, la cui origine, a parte la datazione tardo romana, resta avvolta nelle pieghe della storia, forse legata alla necessità di sottrarre ricchezze a sempre nuovi invasori. Forse ad altre sconosciute ragioni. Nonostante le cercassero in tanti, le monete, sono rimaste nascoste per 1500 anni in quella chiesetta della Maremma. Per recuperare il tesoro bisogna arrivare al 2004, durante alcuni lavori di scavo: erano custodite in una olla. Le 498 monete d'oro, spiega adesso dal Comune di Sorano, costituiscono uno dei più importanti, per numeri, per qualità e per provenienza, tesori tardo- antichi tornati alla luce in Italia. Le monete risalgono ai primi del V secolo dopo Cristo, sono state ritrovate a una profondità di due metri, sotto l'attuale pavimento. Probabilmente erano state nascoste per proteggerle dalle razzie. Un nascondiglio perfetto che ha retto intatto 1500 anni. «In un momento che non è certo tra i più favorevoli per la creazione di nuovi musei ha spiegato l'assessore toscano alla cultura Cristina Scaletti, presente all'inaugurazione insieme al sindaco di Sorano Pier Andrea Vanni e al soprintendete regionale ai beni archeologici Andrea Pessina , siamo felici di inaugurare il museo di Sovana, simbolo di un lavoro congiunto tra enti ed ammini-strazioni, e soprattutto di un investimento per la crescita di un territorio. Dobbiamo infatti pensare che oggi, oltre alla nascita di una nuova sezione museale, si saluta anche l'avvio di un percorso di valorizzazione e di promozione di tutta l'area del tufo di Pitigliano, Sovana e Sorano, sicuramente tra le più affascinanti della provincia di Grosseto e della Toscana». Le monete in tutto questo tempo erano rimaste in custodia nei caveau della soprintendenza in attesa che venisse realizzato questo piccolo e affascinante museo.