Passa il provvedimento: l'opposizione abbandona l'aula, i Radicali presentano un esposto in procura. Rischio di nuova impugnativa alla Consulta Il ministro: "Accordo sulle modifiche? La Regione mente". La replica: non era dovuto LE MODIFICHE al piano casa della Regione sono state approvate alle 2 di notte e senza il voto dell'opposizione, uscita per protesta dall'Aula della Pisana. Si evita così, almeno per ora, il giudizio della Corte costituzionale sui punti più contestati della legge approvata il 4 agosto 2011. Ma sul provvedimento si apre un'aspra polemica con il ministero dei Beni culturali: «Mai alcun atto o documento è stato sottoposto alla valutazione del ministero e, di conseguenza, nessuna intesa è mai intercorsa sulle modifiche da approvare ». E già monta la querelle per gli articoli considerati «regali» alla Chiesa e ai costruttori. L'OBIETTIVO principale è stato raggiunto: l'approvazione delle modifiche al Piano casa (arrivata alle 2 di notte e senza il voto dell'opposizione uscita dall'Aula) evita, almeno per ora, il giudizio della Corte costituzionale sui punti più contestati della legge approvata il 4 agosto 2011. Per il resto, però, sul provvedimento della Regione Lazio si apre una nuova e aspra polemica con il ministero dei Beni Culturali, lo stesso che un anno fa aveva sollevato prima una serie di obiezioni e poi si era rivolto alla Consulta. Otto ore dopo il via libera della norma, il Mibac diffonde una nota durissima: «A seguito delle notizie di stampa apparse in merito a una supposta intesa tra il ministero e la regione Lazio sulle modifiche da approvare al Piano casa si chiarisce che mai alcun atto o documento è stato sottoposto alla valutazione del ministero e, di conseguenza, nessuna intesa è mai intercorsa sulle modifiche da approvare. Il Mibac si riserva di esprimere una sua valutazione solo a seguito della pubblicazione delle norme in oggetto appena approvate». Per chiarire il senso di questo comunicato, però, occorre fare un passo indietro, a due giorni fa, quando il vicepresidente della giunta Polverini, Luciano Ciocchetti, estensore della legge, rispondendo all'opposizione che chiedeva lumi sulle modifiche alla norma concordate con Mibac e ministero dell'Ambiente, spiegava: «Procediamo a quattro modifiche concordate, non con i ministri, ma con gli uffici legislativi dei ministeri». Una specificazione che, per la minoranza significava un'intesa complessiva tra gli enti coinvolti. Ieri, però, dopo aver letto la nota del Mibac quel plurale («ministeri») si trasformava in singolare: «L'obiettivo di superare alcune delle questioni di legittimità costituzionale non prevede la conclusione di nessuna intesa con i ministri, in quanto il rapporto viene instaurato con il competente dipartimento del ministero degli Affari regionali, soggetto deputato a coordinare le amministrazioni coinvolte». Dagli Affari regionali non confermano e non smentiscono e tanto basta a Ciocchetti. Il ministro Piero Gnudi è a Londra a seguire le Olimpiadi e così anche il vice di Renata Polverini, partito subito dopo il via libera alla legge. Intanto, però, monta la polemica col Mibac. Perché dalla Regione Lazio arriva una nota in cui viene ribadito che il «rapporto si instaura esclusivamente con il ministero degli affari regionali: tale procedura dovrebbe essere ben conosciuta dal Mibac, per cui destano stupore le dichiarazioni rese alla stampa». Poi, un'ultima stoccata: «Non c'è dubbio che il ministero debba fare le proprie valutazioni non appena la legge sarà pubblicata ma è altrettanto indubbio che il consiglio regionale del Lazio esercita in piena autonomia la potestà legislativa ad esso riservata dalla Costituzione». Fin qui la polemica tra le due istituzioni. Perché poi c'è quella dell'opposizione che, con la significativa assenza del Pd, attacca prima Ciocchetti per essersi "venduto" un accordo che non c'era e poi l'intero impianto del nuovo Piano. «Il Mibac smentisce Ciocchetti attacca il Verde Angelo Bonelli queste norme sono l'ennesimo attentato al paesaggio e all'ambiente ». Sel, con Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, parla di «menzogne olimpiche», alludendo alla fretta con la quale Ciocchetti ha voluto approvare il provvedimento per poi volare a Londra. L'Idv se la prende con le «bugie della giunta». Per la Federazione della sinistra, «la legge continua a regalare Roma e il Lazio alla speculazione ». Secondo la maggioranza, invece, «le modifiche garantiscono la piena efficienza di uno strumento chiave per il nostro sviluppo», afferma il presidente dell'assemblea Mario Abbruzzese. E anche per Renata Polverini «ora il piano è più fruibile».