"A Granarolo progetto faraonico che viola le leggi urbanistiche, si esprima la Regione" C'È chi dice no, anche sul progetto del nuovo centro tecnico del Bologna calcio, a Granarolo. Legambiente Emilia Romagna si aggiunge agli oppositori del piano per il polo sportivo polifunzionale, bollato prima di nascere come «l'ennesimo consumo di territorio agricolo di valore a dispetto della pianificazione, con la sottrazione di ben 22 ettari alla campagna». Le argomentazioni contro il progetto sono elencate nel duro documento leggibile sul portale dell'associazione. «La procedura urbanistica attacca Legambiente è scorretta. Per la rilevanza territoriale occorrerebbe modificare la pianificazione sovracomunale. L'abuso della possibilità di messa in deroga delle normative vigenti, attraverso lo strumento degli accordi con i privati al di fuori di percorsi pianificatori partecipati, costituisce un uso distorto della legge regionale 20 sull'Urbanistica». E per questo, lanciando la battaglia online, si chiede all'assessore regionale alla Programmazione territoriale di esprimersi al riguardo. Il ricorso ad un aggettivo negativo - quel distorto che pesa come una accusa - secondo gli ecologisti trova ragione nell'iter seguito e in ciò che si prospetta. «Dalla ricostruzione tecnica per concedere l'autorizzazione a costruire - questa la spiegazione - è già stato previsto che l'amministrazione comunale di Granarolo dovrà mettere mano al proprio Piano strutturale comunale, concedendo una deroga e vanificando di fatto gli sforzi a tutela del territorio impliciti negli strumenti normativi urbanistici». E si starebbe tacendo, sempre a parere di Legambiente, «che, attraverso una forzatura, questo progetto sta passando come un'opera d'interesse prettamente locale, probabilmente per poter intervenire velocemente sul solo Psc di Granarolo senza intaccare gli altri strumenti di pianificazione urbanistica territoriale, in primis quello della Provincia di Bologna ». Il rendering del centro sportivo parlerebbe da sé. «Chiunque, sbirciando i faraonici progetti della cittadella sportiva, può comprendere che avrà una rilevanza molto più ampia e con un interesse che si estenderà pure ai comuni limitrofi e all'intera provincia». «Il progetto del Bologna calcio - è l'affondo finale - va nella direzione opposta ad ogni sensata strategia urbanistica, volta invece alla diminuzione dello sprawl,cioè alla dispersione abitativa fuori dai centri urbani, e alla limitazione del consumo di suolo ». Senza contare il portato degli aspetti viabilistici e di mobilità. La scelta decentrata e rurale di Granarolo, aspetto non secondario, porrà anche la questione dei collegamenti tra l'area individuata e Bologna.