Cantieri affidati al delegato pontificio monsignor Gioia, che nel 2013 andrà in pensione La terra ha tremato, c'è stato il distacco, in un tratto dell'ambulacro, di qualche metro quadro di calcinacci dipinti e la costruzione di un tunnel per la sicurezza dei fedeli, ma la Festa del Santo anche quest'anno è stata un trionfo di fede, una kermesse di turismo religioso con affluenze da tutto il mondo. «E' mancato» afferma padre Enzo Poiana, rettore della basilica «quel contatto affettuoso, quasi magico, tra la processione delle reliquie e la cittadinanza che fa ala al corteo, perché un violentissimo temporale ha impedito la manifestazione sacra. Eppure l'appuntamento con il Santo è andato a segno, il feeling con la città, grazie al giugno antoniano e a manifestazioni di contorno come il pellegrinaggio notturno da Camposampiero a Padova, è sempre più forte, il contatto con il territorio eccellente. I lavori in basilica sono quasi ultimati, restano alcuni interventi al soffitto dell'ambulacro, preliminari allo smontaggio del tunnel. Un investimento di 250-300 mila euro consentirebbe anche la pulitura e il restauro dei dipinti di Achille Casanova, tra 800 e 900, ma non c'è nessuna urgenza. Molto più costosa sarebbe la riparazione di vecchie fessurazioni in due delle 8 cupole, dove il terremoto ha fatto saltare gli stucchi, ma gli studi strutturali e il sopralluogo dei Vigili del Fuoco, hanno garantito l'assoluta saldezza della fabbrica. Sono aperti però dei cantieri nella zona chiostrale per la riparazione dei tetti, l'ala nord del chiostro della Magnolia è camuffata dai teli di plastica». «Anche qui le precarietà» aggiunge Poiana «non sono tali da costituire un rischio. Sono state anche tese alcune catene». Di questa partita che si svolge nel cuore della basilica il Rettore è informato a sommi capi perché se ne occupa il proprietario, la Santa Sede nella persona del delegato pontificio, monsignor Francesco Gioia: la Santa Sede ha i propri tecnici, affida i lavori a imprese di sua scelta, è nel suo diritto in quanto ente proprietario. Ma è emerso un difetto di comunicazione tra l'Arca del Santo che tutela e controlla la basilica e la Santa Sede che ne ha la proprietà. Il prossimo anno sarà decisivo, sono in programma alcuni cambiamenti cruciali. Gioia compie 75 anni ed andrà in pensione. Si riunisce il capitolo dei frati per il rinnovo delle alte cariche religiose dell'ordine, il padre provinciale, ma anche il Rettore della basilica. Padre Poiana ha già svolto due mandati quadriennali, questo sarebbe il terzo, l'ultimo. E' quindi eleggibile anche se è prevista una maggioranza, quasi bulgara, il 75 per cento. «Per me è auspicabile» dice Gianni Berno, presidente dell'Arca «la riconferma dell'attuale Rettore con cui abbiamo lavorato bene. A Poiana e a Zanonato si deve il nuovo corso del Santo che ha ravvivato la fede in città, dando alla figura di Antonio anche una dimensione locale di prestigio». Prima di Poiana la responsabilità della comunità francescana era stata di Domenico Carminati e precedentemente di Olindo Baldassa. Il Rettore, esaurito il proprio mandato, torna ad essere un frate, semplice membro di una comunità monastica (Carminati è a Milano, Baldassa a Brescia), secondo il voto di umiltà francescano. «Certo» conclude Berno «il lavoro affidato a Poiana è stato particolarmente oneroso. Si tratta di mediare tra le esigenze della comunità dei frati, la conservazione dei tesori d'arte della basilica, la tradizione di fede del culto antoniano, gli interventi di conservazione accesi dall'Arca e quelli decisi dalla Santa Sede. Secondo me dovrebbe essere l'Arca il committente dei lavori».