I comitati: «Almeno non lo hanno distrutto con le ruspe» Il commissario Spaziante: «È un intervento reversibile» Buco in gran parte ricoperto. E i resti del Forte austriaco tornano a essere sommersi da terra e cemento. Gli operai della Sacaim hanno quasi concluso l'intervento di ricopertura della voragine aperta da quasi due anni nel piazzale del Casinò. Terra e cemento, anche sui resti del forte ottocentesco che le associazioni del Lido avevano chiesto di salvare. «Siamo proeccupati», dice la storica Daniela Milani Vianello, «anche se è positivo che sia rinunciato alla sua distruzione con le ruspe». «Abbiamo scelto un intervento di copertura provvisorio, in attesa di sapere quali saranno le decisioni del Comune sul futuro di quest'area», dice il commissario Vincenzo Spaziante, «comunque il forte non è stato cementificato. Il cemento è stato messo soltanto sulla parte superiore, per sostenere la strada. Sotto è stata gettata la terra con i sassi. Un intervento reversibile». Soluzione di compromesso, per evitare le annunciate proteste dei comitati e poter procedere con la copertura prima dell'inaugurazione della prossima Mostra del Cinema, a fine agosto. «Concluderemo i lavori in anticipo», dice Spaziante, «la strada sarò rifatta e il buco in larga parte sarà coperto». Il «Palacinema» doveva essere il fiore all'occhiello nazionale, pronto per il 150esimo dell'Unità d'Italia, nel marzo 2011. Costo stimato 130 milioni di euro, poi ridotti a 80, progetto grandioso vinto da uno studio svizzero dopo gara internazionale. Per finanziarlo il Comune aveva venduto l'Ospedale al Mare, acquistato dall'Asl 12, e autorizzato la nomina di un commissario governativo con poteri straordinari per l'approvazione di questo e altri progetti dell'isola. Patto siglato dal ministro Bondi, dal governatore Galan, dal sindaco Cacciari e dal presidente della Biennale Paolo Baratta. Poi ci si era accorti che il palaCinema alla Biennale non serviva poi tanto, dopo il restauro della sede storica. E soprattutto che il sottosuolo era pieno di amianto. Soldi e anni buttati per smaltire la sostanza, poi per ricoprire la voragine. Ritardi, lavori fermi. E il rischio che anche la Biennale 2012 come l'anno precedente, mostrasse agli occhi del mondo la vergogna del buco. Adesso finalmente si copre la voragine, anche se restano salti e «buchi» nelle vicinanze del Casinò. Ieri è stata presentata la Mostra 2012. A Roma, e questo ha fatto saltare la mosca al naso ai Comitati: «Uno spreco», dice l'avvocato Mario d'Elia, del Movimento per l'autonomia di Venezia, «e uno schiaffo alla città: la stampa estera veniva più volentieri a palazzo Ducale».
Lido, coperto il buco. Terra e cemento sopra il vecchio Forte
Il piazzale del Casinò a Venezia è stato coperto con terra e cemento dopo quasi due anni di lavori. L'intervento è stato realizzato con un intervento reversibile, con la terra e i sassi gettati sotto la strada per sostenere la strada e coprire il buco. Il commissario Vincenzo Spaziante ha spiegato che il forte ottocentesco è stato salvato e i resti sono stati coperti con terra e cemento. La copertura è stata realizzata per evitare le proteste dei comitati e per procedere con la copertura prima dell'inaugurazione della prossima Mostra del Cinema.
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