E un architetto accusa: senza verifiche, a rischio i palazzi veneziani In pochi metri si gioca il sì Torre Cardin, si studia la distanza dalla fascia tutelate Giovanni Puglisi «La decisione andrà oltre le critiche di Italia Nostra o il parere di Cardin» VENEZIA - Qualche metro, non di più. E' su una distanza irrisoria che lo stilista Pierre Cardin si giocherà il via libera dell'Unesco sul palazzo della luce. Non in verticale, sia chiaro, perché l'approvazione dell'Enac, l'ente dell'aeronautica civile, anche se per il momento informale, c'è già tutta. Questa volta la questione è tutta orizzontale, perchè via dell'Elettricità a Marghera, il luogo scelto come sede per il palais Lumiére, corre lungo il confine dell'area di influenza dell'organismo delle Nazioni Unite che ha il compito di preservare il patrimonio artistico mondiale. «Marghera non è una zona direttamente tutelata e quindi non abbiamo una competenza specifica - spiega il presidente della commissione nazionale italiana dell'Unesco Giovanni Puglisi - ma c'è una zona di influenza tutto intorno a Venezia su cui invece abbiamo competenza. Il palais Lumiére è proprio al confine. Se risulterà che il palazzo sorge all'interno di questa zona allora valuteremo l'impatto dell'opera sul territorio, altrimenti non interferiremo». Per il momento comunque Puglisi lascia intendere che non è stata presa nessuna decisione in me rito. Né a favore né contro. «La decisione non si baserà sulle posizioni soggettive e sulle interpretazioni personali di bellezza - continua Puglisi - andremo oltre il parere negativo di Italia Nostra, degli architetti e andremo anche oltre il parere positivo di Pierre Cardin». Poco importa dunque che lo stesso Cardin sia ambasciatore onorano dell'Unesco, per il presidente della commissione italiana «queste polemiche e queste prese di posizione sono il frutto della calura agostana», visto che il progetto è in fase ancora troppo embrionale per essere discusso nella sede delle Nazioni Unite. Negli unici casi in cui l'Unesco è intervenuto, la decisione di agire è stata presa di fronte al progetto completo e alle simulazioni di impatto ambientale. «E successo quando è stato approvato il progetto della Valdastico Sud perché passava attraverso le ville Venete ed è successo quando il governo tedesco ha deciso di costruire un ponte sulla valle dell'Elba nei pressi di Dresda», continua Puglisi. Nel primo caso, la Valdastico fu spostata di un centinaio di metri e tutto fu risolto. Nel secondo caso il governo tedesco organizzò un referendum e, forte del voto popolare fece uscire Dresda dall'Unesco per poter costruire il ponte. E Venezia potrebbe uscire dall'Unesco? «Non lo voglio nemmeno pensare», sorride Puglisi. Va detto che nel terzo e ultimo caso di intervento dell'Unesco sulla realizzazione di una grande opera, il grattacelo della Gazprom a San Pietroburgo, l'organismo delle Nazioni Unite ha avallato la costruzione del palazzo quando è stato dimostrato dalle autorità russe che l'opera era a dieci chilometri dal centro storico, più o meno la stessa distanza che intercorre tra piazza San Marco e la torre della luce. Unesco a parte, l'interesse dei veneti per l'opera continua ad alimentare il dibattito. Dopo le critiche durissime di Italia Nostra che ha bocciato senza possibilità di appello l'opera voluta da Cardin, ieri è stato il turno dei dubbi tecnici dell'architetto Fernando De Simone, esperto internazionale di costruzioni sotterranee. «Senza le opportune verifiche sul terreno, il peso e le dimensioni della struttura possono mettere a rischio la stabilità dei palazzi circostanti e la stessa Venezia - spiega l'esperto - I controlli devono essere fatti molto bene per evitare che si ripeta la "scoperta" dell'amianto che ha portato al triste epilogo del palazzo del Cinema al Lido». «Non perdiamo tempo inutilmente - ribatte il presidente di Confcooperative Angelo Grasso - questa è un'occasione d'oro per creare occupazione».
Venezia, Palais Lumière. L'Unesco: basta polemiche
Riassunto in 200 parole:
Il presidente della commissione nazionale italiana dell'Unesco, Giovanni Puglisi, ha affermato che la decisione sulla costruzione del palais Lumiére a Marghera, vicino a Venezia, non sarà presa in base alle posizioni soggettive e alle interpretazioni personali di bellezza. La struttura, voluta dallo stilista Pierre Cardin, è situata all'interno di una zona di influenza dell'Unesco, ma non all'interno della zona tutelata di Venezia. Puglisi ha spiegato che la decisione non si baserà sul parere negativo di Italia Nostra o sul parere positivo di Cardin, ma piuttosto sulle verifiche effettuate sul terreno.
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