La giunta: «Le nuove norme saranno concertate». Rossomori: «Ci sono interessi trasversali» CAGLIARI. Il nuovo Ppr nascerà dal contributo di tutti i Comuni. Lo assicura il presidente della giunta, Cappellacci, nel tentativo di stoppare le polemiche sulle linee guida calate dall'alto e approvate dalla sola maggioranza. «La tutela del paesaggio resta un punto fermo», sostiene il presidente della Regione, «abbiamo eliminato il meccanismo dell'Intesa, (fu voluto dalla giunta Soni, Ndr), perché consentiva a pochi eletti di realizzare ciò che era vietato a tutti i comuni mortali, stabilendo vistose eccezioni alle norme». L'assessore all'Urbanistica, Nicolò Rassu, ha individuato una serie di punti deboli del Ppr varato nel 2006: si va dalla difficoltà dei Comuni ad approvare i Puc sino al contenzioso per l'applicazione delle norme, dalla mancata valorizzazione del territorio agricolo sino all'intesa "imperfetta" con il ministero. E' uno dei punti che, secondo l'opposizione, renderanno impraticabili le nuove norme e che il ministro Ornaghi ha fatto presente con la lettera inviata alla Regione martedì scorso. «Il Ppr del 2006», afferma Rassu, «era stato accompagnato da una mistificazione: la sbandierata intesa con il ministero che doveva essere il caposaldo della concertazione istituzione tra Regione e Stato. Ebbene dai resoconti risulta che la Regione chiedeva al ministero di procedere esclusivamente alla verifica del Ppr per i soli ambiti costieri mentre il ministero ribadiva che l'Intesa poteva essere raggiunta solo se il Ppr fosse stato completo e in vigore su tutto il territorio regionale». Ma allora qual è il senso dei rilievi mossi dal ministro Ornaghi nella lettera inviata al presidente Cappellacci? L'assessore Rassu spiega: «Ci siamo mossi per attuare le indicazioni che il ministero aveva fornito. La definizione dell'intesa con il governo è per noi basilare; con la revisione e l'aggiornamento daremo continuità a quanto concordato. A dirla tutta le osservazioni che il ministro fece formalmente al piano del 2006 hanno costituito per noi una guida». Ma le rassicurazioni della giunta non hanno certo messo fine alle polemiche; l'iter è ancora lungo: la giunta ha novanta giorni di tempo per predisporre le norme di attuazione. Per Gesuino Muledda, presidente dei Rossomori, "è stato sconfitto il futuro della Sardegna". Muledda afferma: «Lo hanno sconfitto gli uomini della maggioranza di centrodestra con il neghittoso atteggiamento del Psd'Az che non riesce a percepire la gravità degli atti compiuti». Il Psd'Az non ha partecipato al voto ma Muledda specifica: «Se il Psd'Az e il gruppo fuoriuscito con Claudia Lombardo avessero votato contro, quelle linee guida non sarebbero state approvate. Questo significa che d sono interessi più forti dietro l'urgenza». Radhouan Ben Amara, consigliere del gruppo Misto, commenta: «Il nuovo Ppr non è un progetto alternativo e apre la strada alla speculazione. Nel nostro Paese il grande malato è il paesaggio, i nostri messaggi non sono arrivati all'opinione pubblica e per questo abbiamo perso le elezioni ma noi avevamno un progetto di sviluppo chiaro». Coste, l'attesa dei sindaci della Gallura Sia Olbia che Arzachena aspetta di conoscere nel dettaglio il testo del Ppr prima di esprimere giudizi sulla rivoluzione del mattone pensata a Cagliari. Il neo sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda, ribadisce però la filosofia urbanistica del suo mandato. «La Regione ha titolo per dettare nuove regole ma poi tutto deve passare attraverso il Comune - commenta -. Nel nostro territorio il ppr aveva bloccato molte lottizzazioni convenzionate. Se il nuovo strumento urbanistico dovesse permettere di sbloccarle e di completare i borghi di Arzachena accoglieremo le novità con favore. Ma non siamo pronti ad accettare scelte a scatola chiusa o che possano distruggere la natura. L'ambiente è la risorsa del futuro e la nostra idea di sviluppo è un turismo che permetta di fruire del territorio, ma nel rispetto dell'ambiente». Anche Olbia è in posizione attendista. «Stiamo studiando queste linee guida - dice il sindaco Gianni Giovannelli - e, sopratutto, aspettiamo il nuovo Ppr. Ma una cosa è certa: la politica in materia urbanistica e ambientalista di questa maggioranza è ben chiara e delineata. Noi vogliamo uno sviluppo sostenibile, che rispetti l'ambiente. Dunque è certo che chiuderemo le porte alla cementificazione».
La Nuova Sardegna
28 Luglio 2012
Sardegna. Ppr, nessuno stop dal governo
AL
Alfredo Franchini
La Nuova Sardegna
La giunta della Regione Sardegna ha annunciato che le nuove norme per la pianificazione urbanistica saranno concertate con il ministero. Il presidente della giunta, Cappellacci, ha affermato che il nuovo piano del paesaggio (Ppr) nascerà dal contributo di tutti i comuni. Tuttavia, l'opposizione ha criticato le nuove norme, affermando che non sono sufficienti per proteggere il paesaggio e che il ministero ha fatto pressioni per ottenere un accordo.
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