Il Leonardo perduto. La soprintendente risponde alla richiesta di Renzi La lettera: risultati interessanti, nuovi prelievi con la sonda Le procedure. L'equipe di Seracini potrà prelevare altri materiali però passando dai varchi già esistenti Avanti con la ricerca della Battaglia di Anghiari, ma senza realizzare nuovi «fori» sull'affresco del Vasari e, soprattutto, senza «praticare strappi» sulla Battaglia di Scannagallo, dietro a cui sarebbe nascosto il tesoro di Leonardo. Cristina Acidini, soprintendente al Polo museale fiorentino, giudica «interessanti» i risultati della prima fase della ricerca diretta dall'ingegner Maurizio Seracini, ma detta rigide condizioni su come dovrà proseguire l'operazione. Tutte indicazioni dettagliate, contenute in una lettera di risposta inviata al sindaco Matteo Renzi, che due settimane fa aveva chiesto alla soprintendenza di riprendere le ricerche in tempi brevi. Tempo necessario alla soprintendente per stilare un dettagliato documento, inviato anche al ministro della cultura, Lorenzo Ornaghi, al direttore generale del Mibac Salvatore Nastasi, al direttore dell'Opificio delle Pietre dure, Marco Ciatti, e a Terry Garcia, vice presidente di National Geographic, che ha finanziato la prima parte della ricerca con 250 mila euro. Il via libera, seppur condizionato, soddisfa Palazzo Vecchio. Nel marzo scorso, davanti ai media di tutto il mondo, a fronte degli «ottimi risultati» raccolti dalla sonda inserita per esplorare l'intercapedine, Renzi aveva chiesto l'autorizzazione a proseguire con dei veri e propri «strappi» sulle parti non originali del Vasari. Possibilità a cui Acidini chiude la porta: «Ciò è stato fatto in passato, per di più nel Salone dei Cinquecento scrive basterà ricordare l'esteso strappo di affresco vasariano eseguito a metà degli anni '70 sulla parete Ovest nell'ambito della medesima ricerca, senza che vi fossero reazioni negative né dagli addetti ai lavori né dal pubblico, che anzi si appassionò all'originale esplorazione». Adesso però i tempi sono cambiati. E il «mutare dell'inquadramento deontologico della professione», assieme «all'evoluzione della teoria del restauro» hanno portato «ad escludere lo strappo come azione ordinaria, considerandolo solo una estrema ratio in caso di rischio di crollo del muro». La numero uno del Polo museale autorizza però l'equipe dell'ingegner Seracini a «ripetere gli esami endoscopici con le sonde già impiegate, e di effettuare nuovi prelievi per disporre di altri campioni, solo ed esclusivamente attraverso i passaggi già aperti sulla parete vasariana». Seracini, però, potrà fare un settimo foro (in basso a destra guardando l'affresco), in precedenza non realizzato perché i ricercatori puntano alla parte opposta. Il professore fiorentino, che insegna all'Università di San Diego, potrà così prelevare altro materiale sulla parete nascosta. La stessa sulla quale, nei mesi scorsi, erano stati trovati pigmenti di colore compatibili con quelli utilizzati da Leonardo cinquecento anni fa. Stavolta però dovranno essere analizzati, senza precedenti contaminazioni, anche dagli esperti dell'Opificio delle Pietre dure, i supervisori della ricerca. «Non può non incuriosire sapere come andrà a finire dice Antonio Paolucci, ex soprintendente del Polo museale fiorentino e oggi direttore dei Musei Vaticani perché capire come si comportò Vasari con il dipinto di Leonardo è uno dei rebus più affascinanti della psicologia della storia dell'arte».
Firenze. Acidini, sì alla fase due della ricerca di Anghiari. Ma né fori né strappi
La soprintendente Cristina Acidini ha risposto a Renzi, autorizzando l'equipe di Seracini a ripetere gli esami endoscopici con le sonde già impiegate e a effettuare nuovi prelievi per disporre di altri campioni. Tuttavia, Acidini ha stabilito condizioni rigide su come dovrà proseguire l'operazione, escludendo lo strappo sulle parti non originali del Vasari. L'equipe di Seracini potrà fare un settimo foro, in precedenza non realizzato, per prelevare materiale sulla parte opposta della parete. I risultati della prima fase della ricerca sono stati considerati interessanti, ma la soprintendente ha richiesto un dettagliato documento per autorizzare la continuazione.
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