Proseguono le polemiche dopo l'approvazione in consiglio regionale delle modifiche al piano casa. Servivano a recepire parte delle osservazioni del Governo che lo aveva impugnato davanti alla corte costituzionale. Ma ieri il ministero dei Beni culturali ha fatto sapere: «Mai alcun atto o documento è stato sottoposto alla valutazione del Ministero e, di conseguenza, nessuna intesa è mai intercorsa sulle modifiche da approvare. Il Mibac si riserva di esprimere una sua valutazione solo a seguito della pubblicazione delle norme in oggetto appena approvate». Ha ribattuto il presidente della Regione, Renata Polverini: «Il procedimento che si instaura con il Governo per il superamento di questioni di legittimità costituzionale di leggi regionali non prevede la conclusione di alcuna intesa con i Ministeri interessati». La minoranza al momento del voto è uscita dall'aula, contesta il metodo del maxi emendamento che ha fatto decadere tutti quelli dell'opposizione. I Radicali annunciano che si rivolgeranno alla magistratura. Quando fu approvato il piano casa della Regione Lazio, il Governo Berlusconi decise di ricorrere alla corte costituzionale contestando alcuni punti della legge. Fu insediato un comitato tecnico da Regione e Ministero degli Affari regionali per trovare un'intesa. L'altra notte il consiglio regionale ha approvato una serie di modifiche che accolgono le richieste del Governo. I Beni culturali frenano. Ma ieri il Mibac (Ministero dei Beni culturali) in una nota ufficiale ha fatto sapere: «Mai alcun atto o documento è stato sottoposto alla valutazione del Ministero e, di conseguenza, nessuna intesa è mai intercorsa sulle modifiche da approvare. Il Mibac si riserva di esprimere una sua valutazione solo a seguito della pubblicazione delle norme in oggetto appena approvate». La risposta. Ribatte la Regione: «Il procedimento che si instaura con il Governo per il superamento di questioni di legittimità costituzionale di leggi regionali non prevede la conclusione di alcuna intesa con i Ministeri interessati. Il rapporto si instaura infatti esclusivamente con il competente il Ministero degli Affari regionali. Inoltre, la modifica proposta dalla Regione è parziale, in quanto corregge solo le parti impugnate della legge strettamente attinenti al piano casa, mentre per le parti impugnate relative alla pianificazione paesaggistica si è deciso di lasciare aperta la strada al giudizio della Corte Costituzionale». La minoranza va dal giudice. Ma ci potrebbero essere altri strascichi giudiziari. La minoranza aveva presentato 445 emendamenti, la giunta ha deciso di aggirarli con un maxi subemendamento. L'opposizione ha risposto con 250 ordini del giorno, ma la presidenza del consiglio regionale ne ha ammessi solo 9. A quel punto il centro sinistra ha lasciato l'aula. E ieri i Radicali hanno fatto un parallelo tra le scelte del presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, e quelle del presidente del Consiglio comunale, Marco Pomarici durante la discussione della delibera sulla holding (con conseguente bocciatura dal Consiglio di Stato). «Oraspiegano i radicali Berardo e Rossodivita - ricorreremo in ogni sede contro le decisioni di Abbruzzese e presenteremo una denuncia per abuso d'ufficio». Luigi Nieri, capogruppo del Sel, «l'assessore Ciocchetti e la maggioranza di centrodestra hanno superato ogni limite durante la discussione sul piano casa» e anche lui parla di «metodi antidemocratici». Polverini: aiuti a famiglie e imprese. Ma il presidente della Regione, Renata Polverini, ribatte: «Il piano casa, già in vigore da settembre per la parte che non riguardava l'impugnativa, si sta rivelando un importante strumento per famiglie e imprese. Oltre a superare alcuni dei rilievi mossi dal governo, il testo approvato introduce anche nuove norme che vanno nella direzione di ulteriormente semplificare l'attuazione della legge. Tra queste, la norma che facilita da parte dei Comuni l'applicazione degli strumenti urbanistici attuativi dei piani regolatori eliminando alcune criticità emerse a quasi un anno dall'entrata in vigore della legge 10 sul piano casa». Chiesa e cinema. Polemiche sulle possibilità concesse agli enti religiosi di finanziare la realizzazione e l'ampliamento di chiese attraverso la costruzione di strutture residenziali, commerciali, direzionali, turistiche. Su questo chiarisce il vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti: «Ripeto: questi interventi rappresentano all'interno degli strumenti urbanistici opere di urbanizzazione secondaria come sono le scuole, gli impianti sportivi. Con le procedure di variante urbanistica che garantiscono la trasparenza e la pubblicità degli atti, potranno essere realizzati attraverso progetto unitari interventi privati finalizzati a reperire le risorse, in questo momento di crisi economica, per la contestuale costruzione di edifici di culto». Altro nodo: la possibile trasformazione in centri commerciali di teatri e cinema. Ciocchetti: «Abbiamo escluso teatri e cinema, per tutelare la conservazione delle attività culturali nei cambi di destinazione d'uso». Alloggi popolari. Infine, è passato un emendamento dell' assessore alla Casa, Teodoro Buontempo a proposito delle graduatorie dell'Ater. Spiega: «1600 famiglie del Comune di Roma non perderanno più il loro diritto all'alloggio popolare. Nel nuovo bando di assegnazione di alloggi Roma Capitale dovrà costituire, all'interno della nuova graduatoria, una riserva del 50 per cento degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a favore dei cittadini che risultano già inseriti in quella attuale con dieci punti».
Lazio. Il piano casa al via, la Regione approva le modifiche
Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato le modifiche al piano casa, che accolgono le richieste del Governo Berlusconi. Il Ministero dei Beni culturali ha fatto sapere che non ha sottoposto alcun atto o documento alla sua valutazione e che quindi non è stata raggiunta alcuna intesa con il Governo. La Regione ha ribattuto che il procedimento non prevede la conclusione di alcuna intesa con i Ministeri interessati. La minoranza ha presentato 445 emendamenti, ma la giunta ha deciso di aggirarli con un maxi subemendamento. L'opposizione ha risposto con 250 ordini del giorno, ma la presidenza del consiglio regionale ne ha ammessi solo 9.
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