Ecco il nuovo Piano. Casa Facilitazioni per costruire chiese e ampliare le strutture sociali Dopo tre giorni di polemiche, che in diverse occasioni hanno rasentato lo scontro fisico, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato dopo una maratona notturna, con 37 voti a favore e uno contrario, la proposta di legge che modifica il Piano Casa. Tra i colpi di scena dell'opposizione, che ha abbandonato l'aula per protesta, con l'eccezione del consigliere Rocco Berardo (Lista Bonino) e i colpi di mano della maggioranza, (la giunta ha presentato un nuovo maxiemendamento facendo così decadere le centinaia di proposte di modifica), la Regione ha il suo nuovo Piano Casa bis. E già perché le modifiche apportate, causate dall'impugnativa del Mibac e dal ricorso alla Corte Costituzionale, sono sostanziali. Per questo le tensioni sono state altissime, anche all'interno della stessa maggioranza. Il consigliere dell'Udc, Rodolfo Gigli collega di partito del vice presidente della Giunta e fautore del Piano Casa, Luciano Ciocchetti, si è addirittura dissociato dalla procedura adottata dalla Giunta e non ha partecipato alla seduta. Ecco, nel dettaglio, le modifiche del Piano Casa bis. Vincoli: viene rafforzato il ruolo del ministero dei Beni culturali nella procedura stabilita per superare contrasti circa l'effettiva esistenza di beni sottoposti a vincolo paesaggistico, rispetto alle perimetrazioni contenute nel Ptpr. Vengono chiariti la data di entrata in vigore della legge (28 agosto 2008) e il termine di applicazione (31 gennaio 2015). Concessioni: viene eliminata la parte relativa alle concessioni in sanatoria ottenute tramite silenzio-assenso. Nulla Osta: viene specificata la necessità del nulla osta preventivo dell'ente gestore nel caso di interventi che ricadono in aree protette. Tutela: viene specificato che i programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale, previsti dal piano casa, sono interventi volti alla valorizzazione del territorio. Impianti sportivi: viene eliminata la parte relativa alla possibilità di realizzare impianti sportivi nelle aree naturali protette, vengono precisate le norme sulle opere di urbanizzazione secondaria e sul rispetto degli standard urbanistici. Housing sociale: viene previsto un regolamento a parte, redatto dalla Giunta per disciplinare l'housing sociale. Passaggi proprietà: viene reso meno oneroso il passaggio alla proprietà piena per i soci delle cooperative assegnatari di alloggi costruiti in diritto di superficie. Inoltre, si è introdotta la possibilità di chiedere una nuova localizzazione dell'intervento per le cooperative a cui i comuni non hanno assegnato le aree su cui edificare nuove "167". Chiese e cubature: è stata introdotta la possibilità per gli enti religiosi di finanziare la realizzazione di edifici di culto attraverso la costruzione di strutture residenziali, commerciali, direzionali, turistiche o per servizi, per una volumetria pari a quella delle opere religiose fino a un massimo di 3mila metri quadrati, su terreni di proprietà dell'ente stesso. Graduatorie: modificata la norma sulle modalità di assegnazione delle case popolari, limitatamente a Roma Capitale, in maniera da favorire l'esaurimento delle vecchie graduatorie anche in presenza di nuovi bandi. Le coste: viene precisato che, per quanto riguarda i comuni costieri, le aree liberate dai programmi di demolizione e ricostruzione sono destinate alla fruizione pubblica del litorale. Destinazione d'uso: vengono modificate le norme sui cambi di destinazione d'uso che saranno possibili non solo sull'intero edificio, ma anche per parti di esso. Sono esclusi teatri e cinema. Articoli 11: vengono inseriti anche gli «articoli 11» fra le aree in cui è possibile applicare il piano casa, ma in questo caso non è possibile la cosiddetta "monetizzazione" degli standard urbanistici. Mutuo sociale: si rende operativo il »mutuo sociale« consentendo a famiglie con reddito basso di poter accedere a mutui agevolati, assegnando anche un contributo sul mutuo, con rate mensili non superiori al 20 del reddito mensile del familiare. Strutture socio-assitenziali: per case famiglia, comunità educative di pronta accoglienza, case di riposo si permette l'ampliamento del 20, fino ad un massimo di 200 metri quadrati.