Da una parte c'è il primo sì ufficiale, dall'altra l'inizio di una vera e propria battaglia contro la realizzazione del Palais Lumière a Marghera. Poco importa a Italia Nostra l'allineamento istituzionale di Comune, Provincia e Regione che puntano dritti alla costruzione della torre della luce di Pierre Cardin, tanto meno la prima riunione, positivadi ieri mattinadella Conferenza dei servizi, che accelera Il percorso che porta alla prima pietra. La presidente nazionale dell'associazione Alessandra Motto-la Molfino ha preso carta e penna e scritto al presidente della Repubblica, al premier Monti e ai presidenti di Camera e Senato, chiedendo loro di fermare il grattacielo dello stilista alto 255 metri «Una volta realizzato cambierà per sempre la percezione della città, stravolgendo lo skyline paesaggistico ha scritto . Sarà visibile ovunque sovrastando ogni altra costruzione e porterà alla cancellazione di Venezia dai siti dell'Unesco». La presa di posizione di Italia Nostra segue quella di molti architetti critici sul Palais «che svilisce Venezia». «Il grattacielo di Cardin è un ulteriore attacco alla città storica di ineguagliabile bel- lesa continua Mottola Molfino minacciata da tante opere devastanti». La presidente di Italia Nostra pensa (eli cita nella lettera) al porto off shore, alla Tav, alla metropolitana sublagunare, al polo logistico e alle trasformazioni dei palazzi antichi in centri commerciali. «Faccio appello a voi per fermare la realizzazione di un'opera che stravolgerebbe per sempre l'immagine della Serenissima», conclude scrivendo in primis al presidente Giorgio Napolitano. Eppure, proprio a Venezia e in Veneto, il Palais Lumièr ha ottenuto quasi un tappeto rosso, soprattutto perché rappresenta la prima vera occasione di riconversione di Porto Marghera. Non a caso il governatore Luca Zaia pensa alla posa della prima pietra già a settembre. Probabilmente non sarà subito dopo la fine dell'estate, ma in autunno per i tempi tecnici che devono essere rispettati. La conferma è arrivata dalla Conferenza di servizi di ieri mattina che ha dato i primi pareri tecnici (mancava quello dell'Enac, l'ente del volo, perché è in corso l'istruttoria per la deroga all'altezza) positivi. L'obiettivo è convocare tra fine agosto e i primi di settembre, la conferenza che predisporrà l'accordo di programma. «Adesso vanno avviati approfondimenti di tipo tecnico ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni . Quindi una volta predisposto l'Accordo Il consiglio comunale dovrà approvarlo». Dopo la prossima conferenza dei servizi, tecnicamente decisoria, Ca' Farsetti avrà un mese di tempo per Il voto, infine Il documento dovrà essere pubblicato all'albo pretorio per quindici giorni, prima degli ulteriori approfondimenti in vista del rilascio delle autorizzazioni. Il che rende la posa della prima pietra a settembre impossibile. «Probabilmente è vero commenta il vicepresidente della Provincia con deleghe all'Urbanistica Mario Dalla Tor ma si è avviato positivamente il percorso perla realizzazione del progetto». E se Il segretario nazionale della Uil Luigi Angeletti, da un convegno al Terminal passeggeri di Venezia, si è dichiarato scettico («E' sicuramente un'opportunità ma ho dei dubbi che si possa davvero fare e sulle reali capacità economiche dei promotori»), il presidente di Confindustria Venezia vede nel Palais Lumière una chiave di volta per lanciare Marghera e Venezia «Perché finiamo per gettare al vento ogni occasione concreta di rilancio? Dice Luigi Brugnaro. Tante città sono partite dal recupero di aree industriali dismesse per creare poli innovativi di attrazione di capitali e intelligenze: oggi servono questi nuovi impulsi».