L'Arsenale torna a Ca' Farsetti. Il voto all'unanimità di ieri non sembra lasciare grandi dubbi sulle intenzioni del Parlamento. La commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento al decreto sulla spending review, che farebbe tornare l'Arsenale di proprietà del Comune di Venezia dopo decenni. «In ragione delle caratteristiche storiche e ambientali è trasferito in proprietà al Comune che ne assicura l'inalienabilità, l'indivisibilità e la valorizzazione attraverso l'affidamento della gestione e lo sviluppo alla Società Arsenale di Venezia Spa», recita l'emendamento approvato ieri, che ora, con l'intero decreto, dovrà seguire l'iter parlamentare con il passaggio alla Camera e al Senato. «Il decreto mi sembra in dirittura di arrivo, se sarà confermata l'approvazione sarà una conquista importante per Venezia - dice Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia - è uno dei temi che ho posto fortemente nel mio mandato». Anche perché è uno dei primi tasselli per mettere fine alla «Babele» di competenze che occupa molti aspetti di Venezia. «La città è dilaniata da mille competenze - continua il sindaco - così com'è, oltre alle naturali difficoltà quotidiane, è difficilmente gestibile. E' giusto che in città il sindaco sia il bersaglio di tutti, ma diamogli la possibilità di esercitare le competenze che gli spettano con una ricomposizione vera della città». L'approvazione dell'emendamento va appunto in questa direzione. «E' un passaggio importante, un segnale di una direzione da prendere». Allo stato attuale l'Arsenale risulta infatti diviso tra marina militare, con il 62 per cento di proprietà chiusa al pubblico, demanio dello Stato (36 per cento) e ministero delle Infrastrutture (2 per cento). Resta da capire in maniera definitiva se il passaggio di competenza votato ieri con l'emendamento riguarderebbe tutto l'Arsenale (e quindi anche le zone di competenza della marina militare, i sei capannoni delle Tese nuovissime in cui nel 2006 è entrato il Consorzio Venezia Nuova e altro) o soltanto la parte dell'Arsenale nord. «L'emendamento dice chiaramente "il compendio denominato Arsenale di Venezia" - spiega Roberto D'Agostino, presidente della società Arsenale Spa - questo non mette affatto in discussione però la permanenza della marina militare nella zona. La proprietà potrebbe essere del Comune e l'uso potrebbe rimanere alla marina militare, con la quale di volta in volta il Comune discuterebbe eventuali allargamenti degli spazi». Il via libera parlamentare, insomma, potrebbe essere solo il primo passo di un lungo percorso di valutazioni dall'iter complicato. «L'approvazione all'unanimità dell'emendamento è il segnale di una rinnovata sensibilità anche parlamentare - dice intanto Orsoni - di questa attenzione e di questa presa di consapevolezza, qualora l'esito della votazione in commissione fosse confermato, non potrei che essere contento». E di svolta epocale parla anche Andrea Martella, parlamentare del Pd: «Confido nel buon esito dell'emendamento presentato perché finalmente l'Arsenale ritornerebbe alla città di Venezia, sua legittima proprietaria. Si tratta di un'iniziativa di grande importanza, che segnerebbe una svolta di portata epocale per Venezia».
VENEZIA - L'Arsenale torna al Comune arriva il primo sì del Senato
Il Parlamento ha approvato all'unanimità l'emendamento al decreto sulla spending review, che farà tornare l'Arsenale di Venezia in proprietà del Comune. L'emendamento trasferisce l'Arsenale in proprietà al Comune, assicurando l'inalienabilità, l'indivisibilità e la valorizzazione attraverso l'affidamento della gestione e dello sviluppo alla Società Arsenale di Venezia Spa. Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha espresso soddisfazione per l'approvazione, che segnerà una svolta importante per la città. L'approvazione potrebbe essere solo il primo passo di un lungo percorso di valutazioni.
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