A Venezia scatta il progetto di Benetton e Rinascente, ma i Beni culturali dicono «ni» Il modello è il department store: Selfridges a Londra oppure Saks Fifth Avenue a New York o, ancora, Printemps a Parigi. Luoghi urbani per eccellenza, nati con la città e per la città. «Niente a che vedere - afferma l'a.d. di La Rinascente Alberto Baldan - con i centri commerciali, contenitori orizzontali di beni primari, situati in periferia e raggiungibili solo in auto. Un department store è un'altra cosa: spazio ricreativo, piazza e zona della città dove trovare novità del design, del lusso e del food». Il Fondaco dei Tedeschi, grande complesso quadrilatero e merlato che si specchia sul Canal Grande e guarda il Ponte di Rialto, è parte integrante dell'iconografia classica di Venezia. Fondato nel XIII secolo e riedificato nel XVI dopo un incendio, era punto di approdo e magazzino per mercanti tedeschi ai tempi della Serenissima. Ma di storico è rimasto poco. Nel corso degli anni Trenta, sconsiderati interventi di recupero hanno alterato quasi tutti gli ambienti interni. «Le capriate cinquecentesche - spiega Ippolito Pestellini Laparelli, architetto associato dello Studio Oma di Rotterdam di Rem Koolhaas che guiderà la ristrutturazione - sono state sostituite con copie in cemento armato. Di originale restano solo pochi simboli: segni e stemmi lasciati sulla pietra dai mercanti». La struttura, 7.429 metri quadrati per 5 piani e per decenni di proprietà di Poste Italiane, è stata acquistata nel 2008 dal Gruppo Benetton per 52 milioni di euro. «Dopo l'acquisto - continua Baldan - Benetton si è chiesta come sfruttare le potenzialità del sito. E dopo le indagini dello studio Orna, ha deciso di puntare sull'integrazione storica e commerciale con la città». Qui entra in gioco la Rinascente che, dopo 147 anni di attività, ha accumulato know-how sul campo. Oggi il gruppo, dal 2011 controllato dalla thailandese Central Retail Corporation, ha in Italia n punti vendita per 20 milioni di visitatori l'anno e fattura 436 milioni. Il progetto di riqualificazione del Fondaco prevede lavori strutturali per 20 milioni di euro a carico di Benetton, e di allestimento per i8 milioni a carico della Rinascente (che sarà locataria a progetto ultimato). Al piano terra della corte riparata dal padiglione sorgerà un caffè, piattaforma di eventi sociali e culturali in sintonia con la programmazione comunale. Ai lati, le stanze funzionali all'area foodgourmet con spedalità locali. Al primo piano, cosmetici e accessori femminili; al secondo, collezioni di moda per l'uomo; al terzo quelle per le donne; al quarto il reparto artigianato, con la tradizione veneziana del vetro. Il padiglione sarà sollevato di un metro e mezzo per ricavare altro spazio ricreativo. Le gallerie interne, invece, resteranno così come sono. «Perché funzioni - continua Baldan - il Fondaco deve essere accessibile. Sono previste quattro entrate, due delle quali ricavate da ingressi chiusi con porte di alluminio che saranno asportate. Una scala mobile, sollevabile come un ponte levatoio, collegherà la corte al primo piano per poi congiungere tutti gli altri livelli sino al padiglione. Nel progetto, anche una terrazza con vista sul Canal Grande». Il progetto, tuttavia, è stato giudicato «eccessivo», soprattutto in relazione a scala mobile e terrazza, dal comitato tecnico dei Beni culturali, che il 18 luglio scorso ha reso noto il suo parere consultivo. Non un «no» irrevocabile, ma si chiedono alcune revisioni. L'ultima parola spetta a Direzione regionale dei Beni culturali e Soprintendenza. «Il Fondaco si farà - assicura Baldan - e darà lavoro qualificato a 400 persone».