Sartirani: opere trasferite a norma di legge Indagini non invasive e affidate ad esperti «La Carrara fa conservazione preventiva e si avvale di specialisti». «La società civile ci aiuti a custodire il grande patrimonio del museo» Siamo seri, la Carrara sa quel che fa in fatto di prestiti e restauri. La precisazione arriva dall'assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, «alla luce di alcune notizie apparse di recente sui giornali». Due paginette inviate agli organi di stampa e firmate dall'assessore Claudia Sartirani «per comprendere il lavoro svolto all'interno della Pinacoteca». In primis si ribadisce che «il San Sebastiano del Raffaello, esposto la primavera scorsa alla National Gallery di Canberra in Australia, non ha subito nessun tipo di danneggiamento». Nessun danno ma la tela sarà presto affidata alle cure del laboratorio di restauro di Brera, «per effettuare tutte quelle indagini che fortunatamente oggi siamo in grado di fare, per preservare nel migliore dei modi questo dipinto così importante». I controlli sui prestiti In merito alla questione dei prestiti delle opere dell'Accademia Carrara verso istituzioni culturali italiane e straniere (il riferimento è al «tour» compiuto da alcuni capolavori «bergamaschi» nei maggiori musei del mondo in attesa che i lavori di ristrutturazione della Pinacoteca finiscano), si fa notare che «il prestito di qualsiasi opera della Carrara ad altre istituzioni, così come qualsiasi intervento di restauro, viene valutato secondo una procedura tecnica e di autorizzazione, senza la quale si contravviene alla legge che regola la tutela e la valorizzazione dei beni culturali italiani pubblici». L'iter è rigoroso. Il personale tecnico esprime il richiesto parere (nel caso di prestito dell'opera) e la necessità motivata (nel caso di restauro). L'autorizzazione, obbligatoria in entrambi i casi, viene dalla Soprintendenza. «Le proposte prima, a cura dei funzionari che operano in museo, e i nulla osta poi degli organi statali non si basano su semplici opinioni, ma su motivato parere supportato da approfondita analisi da parte di operatori accreditati professionalmente e di istituti pubblici di ricerca nel campo dei beni culturali». Solo a questo punto la decisione viene assunta, «nella consapevolezza che si è chiamati a svolgere un lavoro su beni di assoluta importanza per la cultura dell'umanità, per la sua storia e la sua memoria A questo punto la pubblica amministrazione trae le conclusioni finali, senza dimenticare che questa è una sua facoltà, nel rispetto delle leggi». Restauri avanzati. Capitolo restauri. «Le indagini, sempre e solo non invasive, che di prassi precedono qualsiasi intervento di restauro - nota ancora l'assessore alla Cultura - vengono da più di vent'anni condotte con l'uso di sofisticate tecnologie, in costante evoluzione. Eccellenti esempi sono il metodo di lavoro e la professionalità degli istituti di ricerca italiani - tra i quali l'Opificio delle Pietre dure di Firenze che ha restaurato il ritratto di Lionello d'Este di Pisanello e ora ha in cura la Madonna col Bambino di Andrea Mantegna, tra i capolavori assoluti dell'Accademia Carrara - con i quali il museo collabora da sempre». La Carrara - continua Claudia Sartirani - si è prodigata più di altre istituzioni culturali in un intenso lavoro di divulgazione (conferenze pubbliche, esposizioni, pubblicazioni) per aggiornare il pubblico sui temi complessi che stanno alla base della conservazione dei beni culturali. La diagnostica non invasiva, l'intervento di restauro e le relazioni finali che accompagnano ogni restauro compiuto sulle opere della Carrara, così come le più accurate ricerche di carattere storico-artistico con la collaborazione di specialisti del settore, sono una prassi consolidata E che dire dei restauratori? «Per quanto ci riguarda e per la considerazione che nutriamo per le alte professionalità nel campo del restauro espresse dalla nostra città sin dall'800, siamo convinti per esperienza diretta che poche città possano vantare professionisti della qualità degli operatori nel campo del restauro attivi nella città di Bergamo, peraltro in contatto costante con gli istituti nazionali di riferimento per la conservazione dei beni culturali». Avete dei dubbi? Visitate i loro studi e osservate come lavorano - suggerisce l'assessore - «con quali tecnologie per le indagini preliminari, sempre dichiarate nei progetti che precedono qualsiasi intervento, così come richiesto dalla Soprintendenza, la quale, in assenza di indagini e della diretta presa visione dei manufatti artistici, non dà il proprio nulla osta agli interventi di restauro». L'Accademia Carrara è impegnata nella disciplina della «conservazione preventiva», il che significa mettere in atto tutte quelle precauzioni che preservino le opere d'arte nelle migliori condizioni, con l'obiettivo di prevenire le cause del danno, prima che questo venga alla luce. Le «inutili polemiche» L'assessore glissa sulla riapertura del museo, slittata come noto al 2014, ma tiene ad assicurare la collaborazione tra Comune e vertici della Carrara. «Il cda della Pinacoteca discute a approva ogni progetto di mostra di opere del museo, così come il Comitato esecutivo discute e approva ogni richiesta di prestito da parte di altre istituzioni culturali. La Giunta comunale infine discute e approva a sua volta ognuna di queste iniziative. La responsabilità dell'ente pubblico è grande, proprio per l'importanza del patrimonio che viene custodito dal museo». Di qui l'invito ad aiutare l'ente pubblico a custodire il grande patrimonio della Carrara, «non innescando inutili polemiche che fuorviano dai temi veri e complessi che il governo della città è chiamato ad affrontare», e l'auspicio che la società civile dia «un supporto culturale, tecnico ed economico» a questa impresa. E i media ricordino: «Importanti progetti di restauro, di ricerca ed espositivi sviluppati dal museo forse non fanno notizia ma costituiscono il patrimonio più duraturo e importante per la crescita culturale della città di Bergamo».
BERGAMO - Basta polemiche su prestiti e restauri
L'assessore alla Cultura di Bergamo, Claudia Sartirani, ha spiegato come il museo della Carrara si avvale di specialisti per le indagini non invasive e i restauri delle opere d'arte. La società civile è invitata a supportare il museo nella conservazione del patrimonio culturale. Sartirani ha anche spiegato che il prestito di opere della Carrara ad altre istituzioni culturali viene valutato secondo una procedura tecnica e di autorizzazione, senza la quale si contravviene alla legge. Il museo si è prodigato in un intenso lavoro di divulgazione per aggiornare il pubblico sui temi complessi della conservazione dei beni culturali.
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