Un patrimonio di circa 4mila libri oltre a riviste e documenti di vario genere parecchi dei quali sono rari, quando non addirittura pezzi unici. È la biblioteca del Cai di Lucca, i cui curatori sono oggi alla ricerca di contributi economici per poterla gestire nella maniera migliore e salvaguardare il tesoro cartaceo a disposizione. La struttura ha una storia che vale la pena raccontare. «Il Club Alpino della nostra città spiega Massimo Giambastiani nasce proprio come biblioteca, nel 1879, grazie all'azione di appassionati come Andrea Juon, la cui famiglia aveva origine svizzera, il milanese Aristide Bruni e l'apostolo dell'alpinismo Richard Henry Budden, citato anche da Stoppani nel Bel Paese. Grazie ai loro contatti internazionali, la biblioteca viene ben presto in possesso di pubblicazioni di vario genere, dai libri ai bollettini, in molti casi addirittura autografate dagli autori: mi vengono in mente Francis Fox Tuckett, uno dei più grandi scalatori inglesi dell'epoca, o l'irlandese John Ball, primo presidente dell'Alpine Club britannico. Tutto questo materiale è stato conservato e oggi è qui a disposizione della nostra biblioteca. Abbiamo centinaia di volumi molto rari e di grande valore storico, dai quali possiamo tra l'altro anche capire come i viaggiatori stranieri vedevano l'Italia nell'Ottocento». Spulciando si notano un "Elevazioni della Toscana sopra il livello del mare", scritto da padre Cecchi e edito a Firenze nel 1841 (da notare che all'epoca Lucca non era ancora parte del granducato), "Due giorni di escursioni nei monti versigliesi" di Niccola Battelli del 1877, le prime annate del bollettino del Club Alpino delle Alpi Marittime e molte altre pubblicazioni antiche. La biblioteca è aperta ai soci e, su richiesta, anche a studenti e docenti universitari per le loro ricerche. Per dare un'idea del valore economico basti pensare che è disponibile la raccolta completa dei bollettini del Cai dal 1863 al 1873 e ogni annata è quotata sul mercato circa millecinquecento euro.