L'allarme di Federculture: la scure dei tagli cancellerà le società del Comune CHIUDERÀ il Centro sperimentale di cinematografia e la fondazione Valore Italia per il design. Saranno messe a rischio Zètema e Lazio Service, la fondazione Musica per Roma che gestisce l'Auditorium, l'azienda speciale Palaexpo e le Film commission. Sono solo alcune delle società in house destinate a scomparire con l'approvazione del decreto sulla spending review nazionale. A lanciare l'allarme è Federculture che propone una serie di emendamenti firmati da 35 senatori di differente schieramento politico. Prevedendo lo scioglimento o l'alienazione di tutte le aziende strumentali partecipate dalle pubbliche amministrazioni «si colpisce indiscriminatamente commenta il presidente Roberto Grossi uno dei settori più vitali del nostro paese, quello della produzione culturale e creativa. Si darebbe un colpo di spugna inaccettabile al settore, senza sapere come sostituire i servizi che queste società danno ai cittadini. Escludo che il comune di Roma possa gestire le attività che porta avanti, per esempio, Zètema». «Tutte le associazioni, le cooperative, le piccole imprese e le fondazioni che danno servizi alla pubblica amministrazione continua Grossi non potranno più ricevere finanziamenti per specifiche attività. Questo significa creare un deserto». Eppure quello delle aziende culturali sembra essere un sistema sano ed efficiente. Ne è esempio l'azienda Palaexpò, ente strumentale di Roma Capitale che gestisce le Scuderie del Quirinale, il Palazzo delle esposizioni e la Casa del Jazz. «Nel 2011 ci siamo autofinanziati per il 61 dichiara il direttore generale Mario De Simone I musei francesi, portati spesso ad esempio, non vanno mai oltre il 40-45. I processi di esternalizzazione dei Comuni portano più esempi virtuosi che fallimenti». Quello della cultura è un settore in crescita sul quale puntare. Lo confermano anche numeri e percentuali. Secondo i dati di Federculture elaborati su base Istat, in un trend di crescita generale, il Lazio presenta una percentuale di frequentatori di attività culturali più alta della media nazionale. Con oltre 17 milioni di visitatori annui, i siti statali della regione sono stati quelli più visitati d'Italia, incassando nel 2010 quasi 50 milioni di euro. Negli ultimi dieci anni gli ingressi ai musei civici della Capitale sono cresciuti dell'87 toccando quota 1 milione e 600mila. Il Colosseo è stato il monumento più frequentato di tutta la penisola con oltre 5 milioni e 300mila ammiratori solo nel 2011. Lo stesso anno in Lazio si è registrato un aumento degli arrivi di turisti stranieri dell'8 rispetto al 2010. «Resistendo anche ai colpi della crisi conclude Grossi il settore culturale in Italia vale il 5,5 della ricchezza prodotta. C'è bisogno di un forte intervento pubblico altrimenti torneremo ad una cultura per pochi, con musei vuoti e polverosi, città spente e poco attrattive».
Roma. Spending review, a rischio Zètema e Palaexpo
Federculture ha lanciato un allarme per il decreto sulla spending review nazionale che prevede lo scioglimento o l'alienazione di tutte le aziende strumentali partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Il presidente di Federculture, Roberto Grossi, ha escluso che il comune di Roma possa gestire le attività che porta avanti, come Zètema, e ha affermato che questo significherebbe creare un deserto. Grossi ha anche sottolineato che il settore culturale è in crescita e che i dati mostrano che i siti statali della regione del Lazio sono stati quelli più visitati d'Italia, incassando quasi 50 milioni di euro nel 2010.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo