Parla il neo presidente della società regionale che dovrà gestire anche il Museo Madre RIMASTO senza salotto in montagna gestiva "Cortina Incontra", dove ospitava dai Berliner a Lino Banfi, ha smesso dopo dieci anni «perché non hanno voluto valorizzarla» Enrico Cisnetto, giornalista di economia che si definisce "imprenditore nel settore culturale" ci riprova con la presidenza Scabec assegnatagli da palazzo Santa Lucia. Tutt'altro che comodo, in poltrona, stavolta. La società nata nell'era Bassolino in casa socialista, è creditrice della Regione a causa del Madre, ed è anche l'azienda dove il 51 per cento è della Regione stessa e il resto dei privati (tra i quali Mondadori, quindi Berlusconi, del quale Cisnetto non parla bene ma neanche ne sparla). Genovese di Sampierdarena, con il risparmio ha un legame conclamato cosa che, avranno pensato a Santa Lucia, non guasta. Ma il suo rapporto con Napoli non nasce sotto una buona stella. La data non la ricorda, ma fu qualche anno fa, quando fu chiamato a moderare un convegno al Castel dell'Ovo, sì. La sera prima Cisnetto passeggiava per via Chiaia dopo l'ultimo caffè della giornata al Gambrinus con un paio di amici. Il Rolex al polso li accomunava e questo colpì un rapinatore che si avventò e infierì su quello dei tre che aveva la chiusura più resistente e perciò si fece male. «Sporgemmo denuncia, ma non ha sortito un tubo. Tornati in albergo scoprimmo che c'era stata una mattanza: 12 ospiti tutti rapinati come noi. La mattina dopo al convegno domandai all'uditorio se mi prestava un orologio, strumento necessario a un moderatore. Perché me l'avevano scippato. Mi chiamarono questore, prefetto, tutti. Qualcuno disse che se rivolevo l'orologio non dovevo rompere. Scrissi una lettera aperta al Mattino, la ripresero tutti i giornali». A distanza di anni Caldoro l'ha chiamato a dirimere la "questione" della Regione (Fondazione Donnaregina) indebitata con la Regione (Scabec) e lui non ha potuto dire di no. A presentarlo a Caldoro fu Gianni De Michelis. La sua idea è razionalizzare, spiega, la presenza della Regione attraverso Scabec in tutti i beni culturali, non solo nel Madre. Cita l'esempio di Zetema, invenzione veltroniana a Roma. Si racconta terzista attivo e "non paraculo", oltre che keynesiano. In Wikipedia viene classificato "allievo di La Malfa". Un'operazione, la sua nomina, che somiglia a quella della regione Piemonte che ha chiamato Minoli a presiedere il museo di Rivoli. Per l'arte contemporanea, che si capisce poco, ci vuole un comunicatore. «Verrò per cucire», dice infatti Cisnetto. E il punto di sutura più solido dovrebbe essere quello con il Madre: «Che ci sia stato un danno di immagine per la città non c'è dubbio ragiona il giornalista non sta a me giudicare, ma è sicuro che si siano rotti i meccanismi di un rapporto che bisogna recuperare». Lo farà per 25 mila euro all'anno. Causa della rottura non sarà lo spoil system? «Non sto qui per questo si giustifica Cisnetto L'azionista di maggioranza si è spogliato della possibilità di nominare l'ad, almeno esercita quella di decidere il presidente. Ha scelto una persona fuori dallo schema e addirittura dalla città. Qualsiasi scelta cittadina avrebbe sicuramente generato più problemi».
Campania. Cisnetto: "Metterò la Scabec a servizio di tutti i beni culturali"
Il neo presidente della società regionale Scabec, Enrico Cisnetto, gestirà anche il Museo Madre RIMASTO senza salotto in montagna. Cisnetto ha smesso di gestire "Cortina Incontra" dopo dieci anni a causa della mancanza di valorizzazione. La società è creditrice della Regione a causa del Madre e ha un legame con la Regione a causa del risparmio. Cisnetto ha un rapporto complesso con Napoli e ha vissuto un'esperienza traumatica con un rapinatore a Napoli. Ha chiamato a dirimere la "questione" della Regione (Fondazione Donnaregina) indebitata con la Regione (Scabec) e ha ricevuto la nomina da palazzo Santa Lucia.
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