I beni culturali possono essere la chiave per risollevare la Sicilia, e non solo, dalla crisi nera in cui è piombata. E anche contro la mafia. Ne è convinta il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, in visita ieri nell'Isola per firmare dei protocolli proprio per quanto riguarda la cultura. A Palermo c'è stato il via libera a quello per inserire i monumenti arabo-normanni tra i beni dell'Unesco e per fare il capoluogo la capitale della Cultura nel 2019. La firma è arrivata insieme al ministro peri Beni e leAttività Culturali, Lorenzo Ornaghi, e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. «La cultura è la chiave di volta perla soluzione di problemi in un momento complesso come questo - ha aggiunto il ministro Cancellieri - è un modo per dare risposte importanti alla cittadini. Uniti si vince». Poi ha aggiunto: «Sono qui per siglare un protocollo d'intesa perla definizione di azioni condivise in favore dei beni culturali di Palermo, per garantire la legalità e la sicurezza e contrastare le violazioni di legge in materia di patrimonio culturale». «Questo accordo si inserisce in una necessità: non riusciremo a superare questo difficile periodo storico senza un risveglio culturale - ha detto Ornaghi - abbiamo lavorato con il ministero dell'Interno e con il sindaco a questa intesa che speriamo possa produrre gli effetti desiderati». Un protocollo d'intesa per l'adozione di strategie condivise in funzione antimafia e di prevenzione della corruzione è stato firmato invece a Trapani, sempre dalla Cancellieri con i sindaci dei 24 Comuni del Trapanese ed il presidente della Provincia. «Se potessimo dire all'Europa che abbiamo risolto il problema della corruzione - ha affermato il ministro - avremmo compiuto un importante passo in avanti». Ma nel Trapanese il protocollo parte con qualche difficoltà perchè ci sono tre sindaci che hanno problemi con la giustizia: quello di Cani-pobello di Mazara, Ciro Caravà, è in carcere con l'accusa di associazione mafiosa; il primo cittadino di Pantelleria, Alberto Di Marzo, è stato arrestato per corruzione aggravata, mentre quello di Valderice, Camillo Iovino, ha riportato una condanna per favore v amento nei confronti di un imprenditore colluso con la mafia. «Il rischio di vanificare gli effetti del protocollo d'intesa c'è a Trapani ma anche in altre Province, ovunque» ha detto il ministro. Su Campobello ha affermato che una valutazione sullo scioglimento «sarà fatta sulla base di documenti». Parlando delle difficoltà economiche della catena di supermercati «Despar»,confiscata a Giuseppe Grigoli, prestanome del boss latitante Matteo Messina Denaro,) il ministro ha detto che »la magistratura sta facendo le opportunevalutazioni». Trapani, intanto. è una delle Province che rischia di essere soppressa. II ministro è parso ottimista: «La decisione spetta all'Ars», ma «credo che abbiate le credenziali per far valere le vostre ragioni».
Sicilia. Cancellieri: Monumenti e cultura salveranno la Sicilia da crisi e mafia
Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha firmato protocolli d'intesa con i sindaci dei Comuni di Palermo e Trapani per la protezione dei beni culturali e la lotta alla mafia. A Palermo, il protocollo include l'inserimento dei monumenti arabo-normanni tra i beni dell'Unesco e la nomina di Palermo capitale della Cultura nel 2019. Il ministro ha sottolineato l'importanza della cultura per risolvere i problemi in un momento complesso e ha affermato che la cultura è la chiave per dare risposte importanti ai cittadini. A Trapani, il protocollo include azioni condivise per garantire la legalità e la sicurezza e contrastare le violazioni di legge in materia di patrimonio culturale.
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