La gestione affidata a Zètema. Il Pd: "Siamo alla spartizione della cultura" TRENTAQUATTRO giorni. Tanti ce ne sono voluti, perché il Comune rendesse pubblica la delibera che istituisce la "Casa dei Teatri e della drammaturgia contemporanea". Approvato in giunta il 19 giugno scorso, il provvedimento è stato pubblicato solo ieri sul sito di Roma Capitale. E ha sollevato un vespaio di polemiche. Creatura dell'assessore alla Cultura, Dino Gasperini, la ex delibera "fantasma" prevede che dal 1 gennaio 2013 i cosiddetti "teatri di cintura" (dal teatro di Villa Torlonia al teatro biblioteca Quarticciolo, da quello di Tor Bella Monaca al centro culturale Elsa Morante) entrino a far parte di questo nuovo soggetto, la Casa dei Teatri, la cui gestione sarà affidata a Zètema Progetto Cultura. La società capitolina, si legge nella delibera, «gestirà il circuito sviluppando un progetto di gestione economica per la costituzione e il mantenimento del sistema ». Che, secondo il piano di fattibilità redatto dalla stessa Zètema, fino al 30 giugno 2014 richiederà una spesa di 3 milioni di euro. Zètema dovrà anche occuparsi di predisporre i bandi per la programmazione delle attività culturali dei singoli teatri, fatti salvi il Globe Theatre e il teatro del Lido di Ostia, che non andranno a gara. «Qual è il senso dell'affidamento della gestione e delle gare a Zètema? si chiedono i consiglieri pd Giulio Pelonzi, Paolo Masini e Dario Nanni Non sarebbe stato più trasparente un bando realizzato direttamente dal Comune?». Ma le critiche non si fermano qui. Perché a guidare la nuova Casa dei Teatri, oltre a un comitato di indirizzo, sarà un direttore artistico nominato dalla stessa Zètema su indicazione di Gasperini. «Siamo all'occupazione da parte della politica di un settore delicato come la cultura attacca il presidente della commissione provinciale cultura, Pino Battaglia È per queste ragioni che a suo tempo la Provincia ha scelto di non essere parte di questo nuovo corso». Quando, a ottobre 2011, la giunta approvò una memoria che abbozzava la nascita della Casa dei Teatri, la Provincia fu infatti invitata a entrarvi; ma, alla fine, preferì di no. «È singolare lo stupore dei consiglieri del Pd replica Gasperini dopo che, quando fu approvata, salutarono con favore una delibera che istituisce un sistema teatrale innovativo, caratterizzato dalla circuitazione delle compagnie, dall'attenzione alla crescita delle realtà associative territoriali e di base». «Si sperava attacca il presidente del X municipio, Sandro Medici che dopo le esperienze del Valle, del Palazzo, dell'Angelo Mai, l'amministrazione avesse capito che gli spazi culturali non possono essere trattati come parcheggi o mercati rionali». «Altro che Zètema e superdirettori conclude Giulia Rodano, consigliera regionale Idv Qui occorre costruire le condizioni affinché venga dato spazio ai giovani artisti, non posti agli amici di Alemanno».