«Imago Urbis Romae», la città eterna nelle opere di artisti italiani e stranieri. Da domani ai Musei Capitolini Con una anteprima per la stampa, domani, «Imago Urbis Romae. L'immagine di Roma in età moderna» apre la stagione dei Musei Capitolini. Circa cento opere, tra disegni, dipinti e incisioni, provenienti da musei e istituzioni italiane ed estere, testimonianze preziose della tradizione cartografica e vedutistica di portata eccezionale dedicata a Roma nel corso di tre secoli, e delle quali alcune esposte in Italia per la prima volta. La mostra, promossa dal Comune di Roma, curata da Cesare de Seta e allestita negli spazi di Palazzo Caffarelli da questo venerdì fino al 15 maggio, intende fornire una suggestiva carrellata sulla configurazione urbanistica e paesaggistica che nel corso dei secoli ha connotato la «città eterna» agli occhi dei viaggiatori e dei vedutisti che ce ne hanno tramandato il ricordo. Roma rappresentata da incisori, disegnatori e pittori di ogni nazione d'Europa. Significativo repertorio di opere che restituiscono l'immagine dei luoghi più rappresentativi di Roma, la mostra ripercorre i momenti di una tradizione cartografica e vedutistica di portata eccezionale, dedicata all'Urbe nel corso di tre secoli, una produzione in cui spiccano raffinate vedute incise o dipinte di artisti italiani e stranieri. Come il «Panorama del Pincio» (1687) di Israel Silvestre e quello di un secolo più tardo di Louis-François Cassas. La produzione vedutistica romana conta infatti un numero sorprendente di opere, notevole sia per la qualità degli esiti che per la quantità eccezionale della produzione, ispirata dalla bellezza della città antica come dagli angoli più nascosti del tessuto urbano. Una «naturale» monumentalità - «a Roma una semplice baracca è spesso monumentale», suggeriva Stendhal - che ha ispirato raffinate vedute e capolavori ad artisti quali Claude Lorrain, Andrea Locatelli, Gaspar van Wittel, Louis François Cassas, Giovanni Paolo Panini, Johan Georg von Dillis, Philip Hackert, Giovan Battista Lusieri per citare solo i più celebri. L'immagine della città è ricostruita attraverso un percorso scandito in sei sezioni. In quella dedicata ai «Grandi panorami e vedute» (dove sarà visibile la straordinaria sequenza degli undici fogli di Louis-François Cassas, mai esposta prima in Italia), spiccano due importanti opere di Gian Paolo Panini, concesse dalla Presidenza della Repubblica, la veduta di Claude Lorrain della National Gallery (per la prima volta esposta fuori dall'Inghilterra). La sezione «Roma Antica», che comprende il più nutrito numero di opere in mostra, è dedicata ai «ritratti» dei singoli monumenti, come i Fori, il Colosseo, il Pantheon, la Basilica di Massenzio. La sezione «Il Tevere e le sue sponde» presenta, tra gli altri, dipinti di Isaac de Moucheron, Gaspar van Wittel del Musée Granet di Aix en Provence. A conclusione del percorso la sezione «San Pietro e il Vaticano», con due opere particolarmente significative come «Piazza San Pietro» di Giovanni Paolo Panini e «Le Mura Vaticane» di Thomas Jones. Il catalogo della mostra (Electa), con un ampio testo introduttivo del curatore Cesare de Seta, raccoglie importanti saggi di Yves Bonnefoy, Chiara Frugoni (sui Mirabilia e l'immagine di Roma nel Medioevo), Franco Marenco, Roberto Venuti e Mario Bevilacqua.
Imago Urbis Romae, - Tre secoli di panorami romani
La mostra "Imago Urbis Romae" apre la stagione dei Musei Capitolini con circa cento opere provenienti da musei e istituzioni italiane ed estere. La mostra è curata da Cesare de Seta e si concentra sulla configurazione urbanistica e paesaggistica di Roma nel corso dei secoli. La mostra ripercorre i momenti di una tradizione cartografica e vedutistica di portata eccezionale, dedicata all'Urbe nel corso di tre secoli. La produzione vedutistica romana conta un numero sorprendente di opere, ispirata dalla bellezza della città antica e dagli angoli più nascosti del tessuto urbano.
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